Eccovi scodellati altri titoli inerenti la musica da film degli anni d'oro di Hollywood e non solo (alt! un momento che mi sono accorto di una dimenticanza riguardo Nino Rota, ovvero l'unica incisione completa delle musiche per il film di Franco Zeffirelli "Romeo e Giulietta", con il coro e l'orchestra filarmonica cittadina di Praga diretta da Nic Raine, su HDCD Silva Screen FILMCD 358, perdonatemi!): --- Tiomkin: Cyrano de Bergerac / The Alamo / The old man and the sea / The four poster / Giant / The fall of the Roman Empire / High noon / Rawhide / The high and the mighty / Dial 'M' for Murder / Strangers on a train / Wild is the Wind / The sundowners / Circus world / Land of the Pharaos / Friendly persuasion - London Voices; Whitney Claire Kaufman e Andrew Playfoot, vocalisti; London Symphony Orchestra / Richard Kaufman - sacd LSO LIVE LSO 0720; --- Waxman: Rebecca - orchestra filarmonica della Radio Slovacca / Adriano - cd Naxos 8.557549; --- Ibert: Macbeth / Golgotha / Don quichotte - orchestra filarmonica della Radio Slovacca / Adriano - cd Naxos 8.557607 (nota: per il Don Quichotte di Pabst, inizialmente l'incarico di comporne le musiche era stato affidato a Maurice Ravel, che alla fine declinò la faccenda, ma di cui resta traccia nel brano 'Don Quichotte à Dulcinée'; da notare che, come protagonista venne impiegato il celebre basso Feodor Chaliapin, al quale vennero anche affidati i brani vocali della colonna sonora, dei quali rammento che la Emi aveva pubblicato, anche su cd, nella collana 'Références', almeno degli estratti.); --- Walton: 1) Hamlet / As you like it - Sir John Gielgud, voce recitante; Catherine Bott, soprano; Academy of Saint-Martin-in-the-fields / Neville Marriner - cd Chandos 8842; - 2) Henry V - Samuel West, voce recitante; BBC Singers diretti da Stephen Betteridge; Trinity Boys Choir diretto da David Swimson; BBC Symphony Orchestra / Leonard Slatkin - cd BBC Music Magazine MM 215; --- Benjamin: The conquest of Everest / The man who knew too much ('34) / An ideal husband + Lucas: Yangtse incident / Portrait of Clare / The Dam Busters / Stage fright / Ice cold in Alex / This is York / Target for tonight - BBC Northern Orchestra of Wales / Rumon Gamba - cd Chandos 10713 (nota: qui si ascolta la cantata 'Storm clouds' nella sua primigenia versione del 1934, come ho già detto leggermente più breve rispetto a quella riarrangiata da Herrmann per il 'rifacimento' del 1954. Inoltre, mentre in quest'ultimo, l'intera scena famosa alla Royal Albert Hall era interamente girata nel luogo reale, nella prima versione solo gli esterni appartengono effettivamente alla celebre sala, mentre gli interni furono interamente ricostruiti in studio e il risultato finale è assai meno spettacolare e coinvolgente, rispetto al più tardo rifacimento. Da notare che Benjamin, a parte la cantata per la scena del concerto, compose ben poca musica per questo film, limitatamente ai titoli di testa e di coda; da notare anche che, nella colonna sonora originale del '34, la direzione musicale era affidata a Eric Fenby, compositore e direttore d'orchestra, discepolo prediletto e 'amanuense' di Frederick Delius, una volta che quest'ultimo era diventato completamente cieco. Singolare piuttosto il fatto che, per la versione di vent'anni dopo, Herrmann, pur avendo composto ex-novo le restanti musiche del film, in un inusuale per lui, impeto di modestia, abbia preferito mantenere la cantata di Benjamin per la scena alla Royal Albert Hall, limitandosi come ho già detto a lievi modifiche e ad un leggero allungamento, al fine di esaltarne la resa spettacolare. E' noto che in questa scena è proprio lo stesso Herrmann a comparire sullo schermo come direttore d'orchestra, ruolo che, per l'appunto, nella primigenia versione, era stato 'interpretato' proprio da Eric Fenby. Purtroppo, nelle note del cd Chandos, l'estensore prende un abbaglio quando dice che la versione della cantata quivi incisa, è quella riarrangiata da Herrmann; basta fare un confronto con l'edizione incisa da Elmer Bernstein, nel disco che ho precedentemente menzionato in questa sede, per averne conferma uditiva.); ----- - Bliss: Welcome to the Queen / Things to come / The Royal Palaces / Caesar and Cleopatra / War in the air - cd Chandos CHAN 9896 (nota: questo disco contiene la versione più estesa ovvero quasi completa, oltretutto nell'orchestrazione originale, delle musiche per il celebre film "Things to come", fra tutte quelle finora incise e già questa cosa lo rende altamente raccomandabile!) --- Easdale: The red shoes / Kew gardens / Black Narcissus / The battle of the River Plate / Adventure on! / Gone to earth - BBC Northern Orchestra of Wales and Chorus (direttore Adrian Partington) / Rumon Gamba - cd Chandos CHAN 10636 (nota: Brian Easdale è uno dei compositori di musica sinfonica e da film, più ingiustamente bistrattati e ignorati dal mondo musicale, anche britannico, come ho già detto in precedenza, tutta la sua musica, attende ancora un'edizione a stampa e questo bel disco, giustamente premiato con un 'Gramophone Award' è l'unico titolo attualmente reperibile. Per la cronaca, lo stesso anno in cui venne presentato nella cattedrale ricostruita di Coventry, il celeberrimo "War Requiem" di Britten, ovvero nel 1963, in quegli stessi giorni e nella stessa città, ma in un'altra chiesa più defilata, veniva presentata in prima assoluta anch'essa, la "Mass of Coventry" di Brian Easdale, brano che venne purtroppo oscurato dall'eco del successo del capolavoro di Britten, quando si dice la sfortuna!); --- Korngold: A midsummer night's dream (rielaborazione cinematografica basata sulle omonime musiche di scena di Felix Mendelssohn-Bartholdy, per il film di Max Reinhardt), selezione; - Celina Lindsley, soprano (Titania); Michelle Breedt, mezzosoprano (Fata); Scot Weir, tenore (Demetrio, Lisandro); Michael Burt, basso (Oberon); Rundfunkchor Berlin diretto da Sigurd Brauns; Deutsches Sinfonie Orchester Berlin / Gerd Albrecht - cd CPO 999 449-2 (nota: la gioia del reperimento di questo disco, è stata un poco mitigata dal fatto, come si evince dando una scorsa al libretto interno, che trattasi di una selezione di una registrazione integrale in studio, effettuata dalla radio tedesca di Berlino; domanda retorica, ma perchè, stante la rarità del titolo, la casa discografica non l'ha pubblicata tutta in un doppio cd? Ma quanto sono stupidi e cervellotici, questi discografici del cavolo!); --- Rosza: 1) Ben Hur / Quo Vadis / King of Kings - Mormon Tabernacle Choir, diretto da Craig Jessop; Cincinnati Pops Orchestra / Eric Kunzel - cd Telarc CD 80631; - 2) Providence - Orchestra diretta dall'autore - cd CAM CSE 085 (nota: decisamente irritante nella sua pochezza, nonostante 'vanti' la traduzione in 5 lingue, italiano compreso, il libretto interno, che fornisce pochissime notizie riguardo al film di Alain Resnais, a parte una succinta trama e nessuna informazione riguardo al compositore e alle musiche, vista poi la rarità del titolo, l'orchestra è ovviamente anonima, ma che discografici incompetenti, ciarlatani, cialtroni del cavolo, sto facendo sforzi sovrumani per non scadere nel turpiloquio!); --- Copland: 1) From sorciery to science / The city / The Cummington Story / The North Star - Collegiate Chorale, diretto da Robert Bass; EOS Orchestra / Jonathan Sheffer - cd Telarc CD-80583; - 2) The red pony / Our town / The heiress suite / Music for movies / Prairie journal (music for radio) - Saint Louis Symphony Orchestra / Leonard Slatkin - cd Rca Victor Red Seal 09026 61699-2; --- Thomson: 1) The plow that broke the plains / Louisiana Story / Power among men - The New London Orchestra / Ronald Corp - cd Hyperion CDA 66576; - 2) The river / The plow that broke the plains (+Stravinski: L'histoire du soldat, suite) - The Symphony of the Air (ex NBC Symphony Orchestra) / Leopold Stokovski - cd Vanguard Classics 08 8013 71; ---- Farnon: Captain Horatio Hornblower R.N. / A la claire fontaine / State occasion / Lake of the woods / A promise of spring (+ intermezzo per arpa e archi; rapsodia per violino e orchestra) - Aline Brewer, arpa; Raymond Cohen, violino - Royal Philarmonic Orchestra, diretta dall'autore e da Douglas Gamley (Lake of the woods) - cd Reference Recordings RR-47CD; ---- Goldsmith: Star Trek / Medley: The sand pebbles, Chinatown, Air Force One, A patch of blue, Poltergeist, Papillon, Basic instinct, The wind and the lion / The Russia House / The boys from Brazil / Sleeping with the enemy / Rudy / Twilight zone / Forever Young / The Generals Medley: Mac Arthur, Patton / Tv Themes Medley: The man from U.N.C.L.E., Dr. Kildare, Room 222, Star Trek:Voyager, The Waltons, Barnaby Jones; - London Symphony Orchestra, diretta dall'autore - cd Telarc CD 80433; - E per il momento, è tutto qui, accontentatevi perciò!
Disquizioni intorno alla musica colta, con particolare riferimento alla realtà contemporanea.
giovedì 29 agosto 2013
mercoledì 28 agosto 2013
Celluloide in policarbonato 2 (segue).
Purtroppo le mie raccolte di 'buoni fruttiferi' sono andate completamente in malora, ma tiriamo innanzi e proseguiamo nella nostra disamina, stavolta facendo a meno delle funzioni grafiche supplementari, la mia intenzione essendo quella di rendere il tutto più leggibile e finendo con l'ottenere l'esatto contrario, forse per via della mia imbranataggine, ma andiamo pure avanti: - Shostakovich: La caduta di Berlino / L'indimenticabile anno 1919 - Coro misto a cappella e coro di voci bianche di Mosca, diretti da Sergei Krivobokov - Ellena Alexeieva, pianoforte - Orchestra sinfonica di Mosca / Adriano - cd Naxos 8.570238 - Shostakovich: Odna (Sola) - Irina Mataeva, soprano; Anna Kiknadze, mezzosoprano; Dmitri Voropaev, tenore; Mark van Tongeren, voce sovracuta; Barbara Buchholz, theremin; Vokalensemble der HfMDK Frankfurt - Frankfurt Rundfunk Sinfonie Orchester / Mark Fitz-Gerald - cd Naxos 8.570316; - Shostakovich: Podrugi (Le amiche) (+ Rule Britannia, Saluto alla Spagna, Movimento sinfonico incompiuto del 1945) - Celia Sheen, theremin; Kamil Barczevski, basso; Camerata Silesia, diretta da Anna Szostak - Orchestra sinfonica della Radio Nazionale Polacca / Mark Fitz-Gerald - cd Naxos 8.572138; - Shostakovich: La nuova Babilonia - Basel Sinfonietta / Mark Fitz-Gerald - 2 cd Naxos 8.572824/25 (nota: unica edizione veramente completa delle musiche per questo film, eseguite con un organico ridotto e più conforme all'originale); - Shostakovich: "The Film Album", estratti da: Piano diversivo / Odna (Sola) / La fiaba del topino sciocco / Amleto / Il grande cittadino / Sofia Perovskaia / Pirogov / Il tafano - Koenijliche Concertgebouw Orkest, Amsterdam / Riccardo Chailly - cd Decca 460 792-2 DH; - Shostakovich: "The Dance Album", suite da "Il tafano", nell'orchestrazione originale (+ Il bullone, suite dal balletto; Mosca, Quartiere dei Ciliegi, suite dall'operetta) - The Philadelphia Orchestra / Riccardo Chailly - cd Decca 452 597-2 DH; --- Adesso proseguiamo con una scorpacciata di titoli inerenti le colonne sonore hollywoodiane: A) Bernard Herrmann: 1) Jane Eyre - Orchestra filarmonica della Radio Slovacca / Adriano - cd Naxos Film Music Classics 8.572718; - 2) The snows of Kilimangiaro / 5 fingers - Orchestra sinfonica di Mosca / William Stromberg - cd Naxos 8.570186; - 3) Vertigo: a) colonna sonora originale (quasi) integrale - City of London Sinfonia / Muir Mathieson - cd Varese Sarabande VSD 5759; b) partitura originale (quasi) integrale - Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5600 (nota: nella colonna sonora originale è mancante la sezione musicale "Graveyard and Tombstoned", poichè il supporto originale risultava alquanto deteriorato in questo punto e quindi inutilizzabile, nè sono state rinvenute tracce alternative, secondo quanto affermato nelle note del libretto allegato al cd. Il fatto inusuale che la musica del film sia stata incisa in Inghilterra e non negli studi americani sotto la direzione dell'autore come era la prassi, si deve al fatto che, proprio durante la lavorazione del film, le organizzazioni sindacali dei musicisti statunitensi, avevano proclamato uno sciopero generale, costringendo la produzione a spostare la registrazione delle musiche in Gran Bretagna, solo che a questo punto le clausole contrattuali imponevano che a dirigere l'orchestra dovesse essere per forza un musicista autoctono, per cui la scelta ricadde su Muir Mathieson, noto specialista del genere. Herrmann, superato l'iniziale disappunto, riconobbe a posteriori la bontà dell'operato di quest'ultimo. Parte delle musiche venne quindi registrata a Londra in stereofonia (e difatti nei titoli di testa del film, viene menzionata la 'City of London Sinfonia), sennonchè ad un certo punto, i musicisti inglesi, come segno di solidarietà nei confronti dei colleghi d'oltre oceano, indissero anche loro uno sciopero generale, dimodochè le restanti musiche vennero registrate a Vienna in monofonia, ritengo con lo stesso direttore, ma ignoro con quale orchestra, poichè nulla viene detto al riguardo nel libretto del disco, che comunque, a parte la traccia deteriorata, comprende sia le tracce stereofoniche che quelle stereofoniche. Nel 1958, circa 36 minuti di estratti musicali stereofonici dalla colonna sonora del film, comprendenti gli 8 brani principali, vennero pubblicati su disco microsolco dalla Mercury Living Presence e successivamente ristampati anche su cd, intorno alla metà degli anni '80, dalla Philips Classic Production (anche se sempre sotto etichetta Mercury; va da sè che il cd Varese Sarabande, comprendente anche i restanti brani, salvo l'eccezione di cui sopra, resta decisamente preferibile). Per quanto concerne l'incisione di McNeely, basata sulla partitura originale, che si è guadagnata a suo tempo un "Gramophone Award", comprende sì il brano "Graveyard and Tombstoned, ma rispetto all'incisione di Mathieson, risulta stranamente mancante dei brani intitolati "Mission organ", "The streets" e "The past and the girl", per cui alla fine, conviene possedere ambedue i cd se si vuole avere una conoscenza integrale delle musiche scritte per questo film. Ovviamente, nel film, come è usuale, molti di questi brani non sono minimamente utilizzati nemmeno a livello di frammento. Quanto alle 2 interpretazioni, bisogna tenere conto che Mathieson era ovviamente condizionato nella scelta dei tempi, dal ritmo delle sequenze cinematografiche, mentre McNeely, che le ha incise solo per il disco, si è potuto attenere più fedelmente alle agogiche indicate nella partitura originale e questo spiega in gran parte le differenze interpretative di cui bisogna tenere conto. Trattasi comunque di 2 valide esecuzioni, con la registrazione del '58 che, soprattutto nelle tracce stereo, sonicamente si difende ancora piuttosto bene anche se comparata alla pur eccellente registrazione digitale del '97 di cui gode il disco di McNeely.) - 4) North by northwest: a) colonna sonora originale integrale - M-G-M Studio Orchestra diretta dall'autore - cd Rhino Movie Music/Turner Classic Movies 8122 72101-2; b) brani principali dalla partitura originale - The London Studio Symphony Orchestra / Laurie Johnson - cd Varese Sarabande VCD 47205 (nota: nel caso della colonna sonora originale, prevalentemente incisa in stereofonia, purtroppo i supporti originali, pur non essendo mai più stati utilizzati dopo l'uscita del film nelle sale, si erano pesantemente deteriorati, soprattutto in corrispondenza proprio dei brani più celebri, per cui, nonostante la complessiva accuratezza della rimasterizzazione, la qualità sonora è estremamente discontinua, variando dall'ottimo al mediocre, anche all'interno di un singolo brano, le registrazioni monofoniche riguardano soprattutto della musica da ballo, eseguita da un'orchestra sullo sfondo, nelle sequenze ambientate nella sala d'attesa dell'albergo - qui l'orchestra credo che sia diretta da Andre Previn, inoltre, nonostante lo 'strillo' in copertina dichiarante l'assoluta integralità della musica, io ho rilevato almeno un taglio nel brano finale, relativo ai titoli di coda. Quanto alla moderna incisione digitale in studio degli anni '80 di Laurie Johnson, basata sulla partitura originale, comprende solo gli estratti relativi alle scene principali del film, per circa 38 minuti complessivi, purtroppo. Interpretativamente, rispetto all'autore, adotta dei tempi sensibilmente più distesi, ma anche in questo caso penso che valga lo stesso discorso già fatto per le 2 edizioni di "Vertigo", in ogni caso sono ambedue valide come esecuzioni, anche se l'edizione più recente ha il vantaggio di una ragguardevole qualità sonora, registrata col sistema Ambisonic. Malauguratamente non posseggo l'incisione di McNeely, sempre per la stessa etichetta, che dovrebbe essere integralissima, ma che mi risulta attualmente irreperibile.) - 5) Psyco: a) National Philarmonic Orchestra diretta dall'autore - cd Unicorn-Kanchana; b) Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5765 (nota: ambedue le incisioni sono basate sulla partitura originale, solo che quella di McNeely è più che integrale, comprendendo anche dei brani inediti. Ho citato anche la prima in quanto diretta dal compositore, peccato solo che l'abbia incisa nei primi anni '70, ovvero negli ultimi anni della sua vita, quando era già stanco e malato, vociferandosi addirittura che in alcuni brani si sarebbe fatto sostituire dal fido Laurie Johnson sul podio, risultandone comunque un'interpretazione opaca e spenta, nonostante la correttezza formale (nel '77 venne anche stampata su lp dalla Rca italiana, nella collana economica CINEMATRE), la casa discografica è scomparsa e il disco è naturalmente irreperibile, ma in questo caso non c'è assolutamente di che dolersene, visto che il disco di McNeely gli è nettamente superiore sotto tutti gli aspetti, per cui è l'unico da prendersi in seria considerazione. Quanto all'autore, molto meglio l'incisione della breve suite effettuata per la Decca, negli anni '60 - vedasi più avanti.) - 6) Marnie - Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 6094 (partitura originale integrale); - 7) The trouble with Harry - Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5971 (partitura integrale); - 8) Torn Curtain - National Philarmonic Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5817 (nota: questo film segnò la fine del sodalizio, venendo le musiche di Herrmann, dopo una serie di vicissitudini, sostituite in fretta e furia da quelle composte quasi all'ultimo momento da John Addison, nel montaggio finale, musiche peraltro di buon livello anch'esse, soprattutto considerando le circostanze, ma c'è chi giustamente afferma che, se si fossero mantenute le musiche originali, il film, non fra i vertici assoluti dell'arte cinematografica di Hitchcock, ne avrebbe senz'altro guadagnato. Concordo!) - Fra le varie antologie della musica cinematografica di Herrmann pubblicate, ne cito 3 senz'altro degne di nota: 1^) Psyco / Marnie / North by northwest / Vertigo / A portrait of Hitch (suite da The trouble with Harry) - London Philarmonic Orchestra diretta dall'autore - cd Decca Phase 4, 455 409-2 DM; - 2^) Citizen Kane / The devil and Daniel Webster / The man who knew too much ('54) / Psyco / The wrong man / Vertigo / North by northwest / The bride wore black / Fahrenheit 451 / Taxi Driver - (la traccia finale di questo disco comprende un breve discorso dell'autore riguardo la musica da film, registrato nei primi anni '70) - The Ambrosian Singers diretti da John Mc Carthy; Clair Henry, mezzosoprano; David Roach, sassofono contralto; Royal Philarmonic Orchestra / Elmer Bernstein - cd Milàn 5050466 3093 2 7 (nota: a dirigere queste musiche vi è un altro eminente compositore del ramo, il celeberrimo autore di "The magnificent seven", solo per citare il suo titolo più arcinoto, tra i titoli dei film considerati in questa antologia, ve ne sono, oltre che di Hitchcock, anche di Dieterle, Truffaut e Scorsese. Nel caso del film di Hitchcock "The man who knew too much", il disco riporta la cantata "Storm Clouds" in realtà di Sir Arthur Benjamin, scritta per la versione primigenia del '34, nell'adattamento operato da Herrmann per la versione del'54, consistente in lievi modifiche e in un allungamento complessivo di circa 2 minuti in più, al fine di renderla ancora più spettacolare, nella celebre scena realmente girata alla Royal Albert Hall di Londra. Per ascoltarla nella sua versione originale, più breve, rimando a un disco Chandos di cui dirò più avanti. Tornando a Elmer Bernstein, parrebbe che in qualche oscuro magazzino, giacciano diversi nastri di sessioni d'incisione di musiche da film con la Royal Philarmonic, che non si riescono a riesumare per complicate questioni di diritti d'autore, peccato!); - 3^) The man who knew too much ('54) / Psyco / Marnie / North by northwest / Vertigo / Torn Curtain / Fahrenheit 451 / Taxi Driver - Los Angeles Philarmonic Orchestra / Esa Pekka Salonen - cd Sony Classical 88765449662 (nota: questo titolo era stato proposto inizialmente a Riccardo Muti, il quale ha sdegnosamente rifiutato, non ritenendo evidentemente sufficientemente degno di nota questo genere di musica, il che direi che non deponga affatto a suo favore, ma i gusti sono gusti.); - Per concludere, momentaneamente, beccatevi un'antologia 'hitchcockiana': "Musiche dai film di Alfred Hitchcock" : Family plot (John Williams) / Strangers on a train (Tiomkin) / Suspicion (Waxman) / Notorious (Webb) - The Utah Symphony Orchestra / Charles Ketcham - cd Varese Sarabande VCD 47225 (nota: il produttore di questo disco è un certo George Korngold, il figlio americano del compositore austriaco Erich Wolfgang Korngold, autore quest'ultimo anche di celeberrime colonne sonore, tra le quali "The adventures of Robin Hood" e "The sea hawk", solo per citare le prime che mi vengono in mente). Continua!
Celluloide in policarbonato.
Vista la scarsa conoscenza in merito ed essendo un inguaribile presuntuoso dotato di uno smisuratissimo ego (intanto io però alla mia non più verde età, riesco ancora a ritrovarmi con qualcosa di smisurato, tiè branco d'invidiosi!), prendo spunto dal precedente scritto, per buttarvi, così come capita, alla buona, una succinta discografia di dischi comprendenti musiche da film prevalentemente dell'epoca d'oro del cinema (non soltanto hollywoodiano, però) ed anche in piccola parte della televisione, sperando di fare cosa non sgradita e non del tutto inutile, agli eventuali 2 gatti che ancora si degnassero di leggermi, discografia che non ha ovviamente alcuna pretesa di esaustività e di completezza, ma puramente orientativa, basata quasi completamente su titolo messi insieme dal sottoscritto nell'arco di decenni, una parte dei quali senz'altro irreperibili (questi dischi hanno sovente la nefasta caratteristica di sparire presto dal mercato, talvolta per ricomparire a distanza di tempo sotto altra etichetta, oltrechè di essere sovente di ardua reperibilità), ma anche in questo caso non c'è da disperarsi, poichè nell'ambito delle giacenze fuori catalogo e dell'usato, si possono talvolta fare dei piacevoli reperimenti, con un poco di fortuna, perciò non ci si scoraggi. (Due piccole digressioni: la prima è una domanda retorica, ovvero perchè quegli idioti di Radiotre, martedì in seconda serata, non hanno trasmesso per intero la differita del concerto del 15 febbraio scorso dal Manzoni di Bologna, con l'orchestra del Comunale diretta da Roberto Abbado e la partecipazione del tenore Tom Randle, omettendo il brano iniziale, ovvero la serenata per tenore, corno - Stefano Pignatelli - e archi di Britten, che precedeva quindi le musiche di Lutoslavski e Dvoràk, pur essendoncene abbondantemente lo spazio? Mistero buffo! La seconda digressione è dovuta al fatto che mi sono accorto di un refuso riguardo all'orario in cui ho mandato il messaggio sms a Radiotresuite lunedì sera, che è stato inviato alle ore 20, 12' e 52", ammesso e non concesso che importi ad alcuno, ma che ci volete fare, è la mia pignoleria e pedanteria a prendere il sopravvento.) Certamente devo avere le rotelle completamente fuori posto, per dedicarmi a simili facezie in un momento per me estremamente critico come questo, ma comunque, se siete vogliosi di tuffarvi nel mare magnum della musica di celluloide, abbuffatevi pure, beccandovi questo excursus discografico alla buona, che parte grosso modo dall'epoca del muto, fino a qualche esempio di epoca più recente, con qualche digressione televisiva e in ogni caso, visto che non mi paga nessuno per tutto ciò, direi che faccio pure troppo! Bando agli indugi e si vada a incominciare!
Coppola/Rota/Pennino: "The Godfather Suite - Orchestra Philarmonia di Milano/Carmine Coppola - cd Silva Screen CM 001 (nota: Carmine Coppola, compositore e direttore d'orchestra, ex primo flautista alla Detroit Symphony Orchestra e alla NBC Symphony Orchestra ai tempi di Toscanini, è il padre di Francis Ford, noto produttore, regista e sceneggiatore, di August, scrittore e docente di letteratura inglese e di Talia Shire, attrice, è lui medesimo che ha arrangiato questa suite che estrapola brani musicali tratti dai primi 2 film della saga. L'incisione del disco è stata effettuata a Milano nel 1974.)
Rota: Guerra e pace / Il Gattopardo / La strada / Waterloo - Orchestre Philarmonique de Montecarlo / Gianluigi Gelmetti - cd Emi Classics "Encore" 7243 5 74986 2 3 Rota: The Godfather / 8 e mezzo / La dolce vita / Prova d'orchestra / Rocco e i suoi fratelli / Il Gattopardo - Orchestra Filarmonica della Scala / Riccardo Muti - cd Sony Classical SK 63359La strada / Concerto per archi / Ballabili per "Il Gattopardo" - Orchestra Filarmonica della Scala / Riccardo Muti - cd Sony Classical SK 66279Prokofiev: Alexander Nevski, musiche per il film: 1) Evgenia Gorohovskaia, mezzosoprano - Coro della Radiotelevisione di San Pietroburgo - Coro da camera di San Pietroburgo - Coro a cappella 'Lik' - Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo / Yuri Temirkanov - cd Rca Red Seal "Classical Library" 82876 60867 2 2) Marina Domashenko, mezzosoprano - Ernst Senff Chor - Rundfunk Sinfonie Orchester Berlin / Frank Strobel - sacd Capriccio 71014 (nota: se avete ben presente la nota cantata da concerto che l'autore trasse successivamente dalle musiche per il film di Eisenstein, sappiate che le differenze sono notevoli, non solo per quel che concerne il minutaggio complessivo, una cinquantina di minuti in totale per la musica da film e circa 35-40 per la cantata da concerto, ma soprattutto per il fatto che, pur essendo ovviamente il medesimo il materiale tematico di partenza, lo sviluppo del suddetto è parecchio diverso nelle 2 composizioni, tanto più che la colonna sonora comprende una quindicina di sezioni, mentre la cantata da concerto ne ha soltanto 7. Trovo decisamente superiore come qualità di ispirazione la musica per il film, molto più atmosferica rispetto all'assai più effettistica cantata da concerto, per quanto sia riuscita anche quest'ultima. Riguardo alle 2 eccellenti edizioni discografiche pubblicate, quella di Temirkanov, uscita nel 1994, è basata su una ricostruzione effettuata unicamente con l'ausilio dell'audio disastrato della colonna sonora originale, noto come uno dei peggiori audio mai registrati anche in rapporto all'epoca, ma qui la colpa è in buona parte dovuta allo stesso compositore. Quella di Strobel, uscita nel 2004, è assai più attendibile, in quanto basata su un provvidenziale ritrovamento, in un polveroso archivio moscovita, di quasi tutto il materiale musicale manoscritto originale.) Ivan il Terribile (musiche integrali dal film, comprendenti anche i canti della liturgia ortodossa usati nell'arco delle 2 parti di cui si compone, ovvero "Ivan il Terribile" e "La congiura dei Boiardi", quest'ultima comprendente anche alcune sequenze realizzate a colori, mentre la progettata terza parte del film di Eisenstein non vedrà mai la luce): Irina Chistiakova, contralto; Dmitri Stefanovich, basso; Coro a cappella statale "Yurlov" diretto da Stanislav Gusev; Coro di voci bianche di Studio Vesna diretto da Alexander Ponomarev; Orchestra sinfonica "Ciaikovski" / Vladimir Fedoseyev - 2 cd Nimbus NI 5662/3 (nota: non si tratta ovviamente dell'oratorio da concerto, comprendente soltanto 17 numeri della partitura, per voce recitante, contralto, basso, coro misto, coro di voci bianche e orchestra, realizzato non dall'autore, ma dal direttore d'orchestra Abraham Stasevic, direttore tra l'altro proprio della colonna sonora, ma per l'appunto della sua versione filmica più estesa, comprendente anche i canti ortodossi. Di quest'ultima, se la memoria non m'inganna, dovrebbe esisterne anche un'altra incisione effettuata da Valery Polianski per la Chandos). Mi vedo costretto a sospendere, poichè le funzioni grafiche di questo blog, alquanto cervellotiche, mi stanno rendendo la faccenda pesante (Continua).
Coppola/Rota/Pennino: "The Godfather Suite - Orchestra Philarmonia di Milano/Carmine Coppola - cd Silva Screen CM 001 (nota: Carmine Coppola, compositore e direttore d'orchestra, ex primo flautista alla Detroit Symphony Orchestra e alla NBC Symphony Orchestra ai tempi di Toscanini, è il padre di Francis Ford, noto produttore, regista e sceneggiatore, di August, scrittore e docente di letteratura inglese e di Talia Shire, attrice, è lui medesimo che ha arrangiato questa suite che estrapola brani musicali tratti dai primi 2 film della saga. L'incisione del disco è stata effettuata a Milano nel 1974.)
Rota: Guerra e pace / Il Gattopardo / La strada / Waterloo - Orchestre Philarmonique de Montecarlo / Gianluigi Gelmetti - cd Emi Classics "Encore" 7243 5 74986 2 3 Rota: The Godfather / 8 e mezzo / La dolce vita / Prova d'orchestra / Rocco e i suoi fratelli / Il Gattopardo - Orchestra Filarmonica della Scala / Riccardo Muti - cd Sony Classical SK 63359La strada / Concerto per archi / Ballabili per "Il Gattopardo" - Orchestra Filarmonica della Scala / Riccardo Muti - cd Sony Classical SK 66279Prokofiev: Alexander Nevski, musiche per il film: 1) Evgenia Gorohovskaia, mezzosoprano - Coro della Radiotelevisione di San Pietroburgo - Coro da camera di San Pietroburgo - Coro a cappella 'Lik' - Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo / Yuri Temirkanov - cd Rca Red Seal "Classical Library" 82876 60867 2 2) Marina Domashenko, mezzosoprano - Ernst Senff Chor - Rundfunk Sinfonie Orchester Berlin / Frank Strobel - sacd Capriccio 71014 (nota: se avete ben presente la nota cantata da concerto che l'autore trasse successivamente dalle musiche per il film di Eisenstein, sappiate che le differenze sono notevoli, non solo per quel che concerne il minutaggio complessivo, una cinquantina di minuti in totale per la musica da film e circa 35-40 per la cantata da concerto, ma soprattutto per il fatto che, pur essendo ovviamente il medesimo il materiale tematico di partenza, lo sviluppo del suddetto è parecchio diverso nelle 2 composizioni, tanto più che la colonna sonora comprende una quindicina di sezioni, mentre la cantata da concerto ne ha soltanto 7. Trovo decisamente superiore come qualità di ispirazione la musica per il film, molto più atmosferica rispetto all'assai più effettistica cantata da concerto, per quanto sia riuscita anche quest'ultima. Riguardo alle 2 eccellenti edizioni discografiche pubblicate, quella di Temirkanov, uscita nel 1994, è basata su una ricostruzione effettuata unicamente con l'ausilio dell'audio disastrato della colonna sonora originale, noto come uno dei peggiori audio mai registrati anche in rapporto all'epoca, ma qui la colpa è in buona parte dovuta allo stesso compositore. Quella di Strobel, uscita nel 2004, è assai più attendibile, in quanto basata su un provvidenziale ritrovamento, in un polveroso archivio moscovita, di quasi tutto il materiale musicale manoscritto originale.) Ivan il Terribile (musiche integrali dal film, comprendenti anche i canti della liturgia ortodossa usati nell'arco delle 2 parti di cui si compone, ovvero "Ivan il Terribile" e "La congiura dei Boiardi", quest'ultima comprendente anche alcune sequenze realizzate a colori, mentre la progettata terza parte del film di Eisenstein non vedrà mai la luce): Irina Chistiakova, contralto; Dmitri Stefanovich, basso; Coro a cappella statale "Yurlov" diretto da Stanislav Gusev; Coro di voci bianche di Studio Vesna diretto da Alexander Ponomarev; Orchestra sinfonica "Ciaikovski" / Vladimir Fedoseyev - 2 cd Nimbus NI 5662/3 (nota: non si tratta ovviamente dell'oratorio da concerto, comprendente soltanto 17 numeri della partitura, per voce recitante, contralto, basso, coro misto, coro di voci bianche e orchestra, realizzato non dall'autore, ma dal direttore d'orchestra Abraham Stasevic, direttore tra l'altro proprio della colonna sonora, ma per l'appunto della sua versione filmica più estesa, comprendente anche i canti ortodossi. Di quest'ultima, se la memoria non m'inganna, dovrebbe esisterne anche un'altra incisione effettuata da Valery Polianski per la Chandos). Mi vedo costretto a sospendere, poichè le funzioni grafiche di questo blog, alquanto cervellotiche, mi stanno rendendo la faccenda pesante (Continua).
martedì 27 agosto 2013
Saldi di fine stagione.
Peccato che in simili casi non si vincano premi e che quindi la piccola soddisfazione che ne deriva sia soltanto simbolica, ma constatare di essere stato l'unico a riconoscere le musiche di "Citizen Kane" inviando un sms a Radiotresuite alle ore 20 e 52' e 12", secondo il mio cellulare, guadagnandomi una citazione in diretta da parte del conduttore di ieri sera, Andrea Penna (purtroppo, però, non posseggo il disco Chandos dal quale era tratto l'ascolto, che se non erro, oltre a contenere estratti da "Citizen Kane" e "Hangover Square" del quale è stato fatto ascoltare il 'Concerto macabro' per pianoforte e orchestra col solista Martin Roscoe, dovrebbe contenere brani anche da "The magnificent Ambersons", disco facente parte di una bella serie di incisioni, nell'ambito della collana "Chandos Movies", effettuate da Rumon Gamba - che sia il figlio del direttore d'orchestra ed ex bambino prodigio Piero Gamba? In tal caso buon sangue non mente! - alla testa o della BBC Philarmonic o della BBC National Orchestra of Wales, peccato che le mie condizioni economiche attuali, siano decisamente 'ecologiche', ossia al verde, non consentendomi nemmeno simili esborsi, sigh!), anche se d'altro canto, un attimo dopo mi sono veramente cadute le braccia, visto che ero stato l'unico a indovinare, a ulteriore testimonianza di quanto il genere delle colonne sonore, sia preso decisamente sottogamba (!), dalle nostre latitudini. Anche il conduttore di Radiotresuite mi sembrava che avesse un atteggiamento un tantinello supercilioso, riguardo alla cosiddetta 'leggerezza' del programma del 'Prom' in diretta iersera, tutto incentrato sulle colonne sonore e anche sulle musiche dei cartoni animati dell'epoca d'oro di Hollywood, affidato a uno di quegli encomiabili specialisti del genere, ovvero a John Wilson e alla sua magnifica orchestra (adesso capisco perchè da ragazzino ero letteralmente ossessionato dalle musiche dei cartoni animati degli anni d'oro, visto che erano composte da fior di musicisti), senza il quale e il discorso varrebbe anche per altri specialisti del genere, come il signor Adriano da Zurigo, William Stromberg, Joel McNeely e tanti altri, molte di queste musiche cadrebbero decisamente nel dimenticatoio. Tornando a "Citizen Kane", mi viene anche in mente che è stato proiettato in tempi recenti, in audio originale, proprio qui a Bologna, nell'ambito della rassegna gratuita "Il cinema sotto le stelle", per cui mi fa veramente specie che proprio nessun'altro bolognese a parte il sottoscritto, abbia risolto il piccolo indovinello di Radiotresuite, si vede che più che cinefili, qui sono 'cinofili', complimenti! Ma riguardo alla presunta 'leggerezza' (io parlerei piuttosto di leggiadrìa) del 'Prom' di ieri sera, trattasi comunque di una leggerezza tutt'altro che priva di spessore, mi si passi l'ossimoro, stante il fatto che anche stavolta non solo si è avuta l'ennesima dimostrazione di come questa musica cammini benissimo sulle proprie spalle, ma anche di come sia potentemente evocativa delle immagini del film al quale rimanda; potrei avere semmai da obiettare che si insista un pò troppo sui soliti nomi e sui titoli più arcinoti, salvo sporadiche eccezioni, ma devo convenire che quando ai 'Proms' s'inseriscono concerti di questo tipo, lo si fa sempre nel migliore dei modi, affidandoli come in questo caso, ad interpreti affidabilissimi, sì che alla fine risultano sempre una festa per le orecchie e per l'animo, altrochè noia, ce ne fossero più spesso, soprattutto da noi, altrochè! Assai più noiosi erano quei 4 brani piuttosto cervellotici di Stefano Gervasoni (da notte), trasmessi in seconda serata, nell'ambito di un concerto da camera in differita, mandato in onda dopo il 'Prom' da Londra. / Riguardo al breve estratto fatto ascoltare durante l'intervallo del concerto londinese, tratto dall'opera "Wuthering Heights" di Herrmann, trattasi di un'incisione discografica integrale diretta dall'autore negli anni '60 con la Pro Arte Orchestra, uscita originariamente in vinile per la Pye Records e successivamente ristampata su cd dalla defunta Unicorn-Kanchana, per cui è attualmente irreperibile, ma ne dovrebbe esistere un'edizione dal vivo del 2011, diretta da Alain Guingal, uscita in un triplo cofanetto della Accord/Universal, semprechè non abbia preso un abbaglio e comunque credo di averne accennato già in precedenza). / Probabilmente il genere della musica da film o colonne sonore che dir si voglia, fa storcere il naso agli integralisti superciliosi, per la sua natura eminentemente commerciale e spettacolare. Mi rammento della figura della compositrice sovietica, credo tutt'ora vivente, Galina Ustvolskaia, la quale oltre a vivere completamente appartata, ha composto pochissima musica, ritenendo spregevole per un artista che non voglia compromettere la sua più intima essenza artistica, accettare lavori su commissione. Per carità, una posizione rispettabilissima la sua, ammirevole persino, ma se diamo anche solo uno sguardo superficiale alla storia della musica, ci rendiamo conto che tantissimi capolavori sono stati originati proprio da delle commissioni. E la musica da film, non rappresenta forse, il genere di 'musica per commissione' per antonomasia? E tutto questo ha forse impedito la creazione di autentici capolavori? Direi proprio il contrario, la realtà come si evince, è molto più varia e sfumata, non è mai tutta bianca o tutta nera. Il capolavoro può nascere anche dai presupposti più nefasti, così come anche i più nobili intendimenti non sono affatto garanzia di riuscita di un'opera d'arte, la casistica è estremamente varia. / L'ho già scritto in precedenza, ma colgo l'occasione per ribadirlo: se vi volete leggere un esilarante saggio sulle gioie (poche) e i dolori (molti) che patiscono anche i più titolati compositori di musica cinematografica, andatevi a leggere il capitolo intitolato "Sala Missaggio", tratto dal libro "La gioia della musica" di Leonard Bernstein, relativo alla sua esperienza di compositore delle musiche per il film "On the waterfront" di Elia Kazan, il che è bello ed istruttivo! / Heitor Villa-Lobos mancò l'abbraccio della settima arte per un pelo, poichè le musiche che poi vennero riadattate per il ciclo per soprano e orchestra "A floresta do Brasil" erano originariamente destinate alla colonna sonora di un film di e con Anthony Perkins, con la partecipazione di Audrey Hepburn e Mel Ferrer, solo che quando venne fatto presente all'illustre compositore che, per esigenze cinematografiche, le sue musiche sarebbero state pesantemente riadattate, questi prontamente le ritirò. / Fra le musiche eseguite nel 'Prom' serale, la suite da "A place in the sun" di Waxman, mi ha fatto decisamente pensare a tratti al brano "Catfish Row" (suite da "Porgy and Bess") di Gershwin, che all'epoca doveva essere pochissimo conosciuta, mentre le sortite del sassofono solista, sembravano anticipare quelle delle musiche per "Taxi driver" di Bernard Herrmann, singolare! / Gli specialisti del genere, come John Wilson, dicevo che sono encomiabili, proprio per la loro abilità di riesumatori, di ricostruttori, di autentici investigatori in campo musicale partendo dalle fonti più disparate se non proprio dal nulla, di orecchie particolarmente raffinate in grado di ricostruire integralmente le musiche partendo dall'audio disastratissimo delle colonne sonore d'epoca, poichè nel caso sia delle musiche per il cinema che per il musical, trovare i manoscritti originali è un'impresa ardua se non impossibile, anche perchè spesso, sia le case cinematografiche che le case discografiche, con la banale scusa di esigenze di spazio, hanno la barbara usanza di svuotare sconsideratamente i loro magazzini, distruggendo così preziosissimi supporti audiovisivi e cartacei, oltrechè materiale fotografico, proprio come fece la Metro-Goldwyn-Mayer negli anni '60 e la Emi inglese negli anni '70/80. Senza l'inestimabile apporto di questi autentici "Ghostbusters" in campo musicale, capaci di autentici miracoli nel ricostruire l'autentico puzzle, spesso alla base di queste partiture, che ritornano a essere eseguibili nella loro integrità e nel loro originario splendore, ce le potremmo bellamente sognare tutte queste 'delizie' musicali, perciò onore al merito, una volta tanto! / Purtroppo fra le "Certezze Granitiche" di questo sciamannato paese ci sono anche maremoti e terremoti, come anche le notizie di questi giorni mestamente ci rammentano. Tutto e sempre stramaledettamente nella norma!
domenica 25 agosto 2013
Zizzi virizzi virizzi virizzi.
Non si pensi che stia delirando, anche se non sarebbe affatto improbabile in questi tempi grami, il titolo bizzarro si riferisce a una scena della commedia teatrale "Andy e Norman" di Neil Simon, trasmessa in televisione qualche decennio fa, in riduzione italiana, con la coppia protagonista Gaspare e Zuzzurro (alias Andrea Brambilla e Nino Formicola), il primo nei panni di uno scrittore in perenne crisi d'ispirazione di fronte alla pagina ostinatamente bianca, inutilmente pungolato dall'altro, il quale, speranzoso, lo vede a un certo punto finalmente indaffarato, almeno in apparenza, ma quando si avvicina per vedere quello che ha vergato sul foglio, ecco che legge l'assurdo scilinguagnolo del titolo. Mi ricordo che, una volta, ai tempi delle elementari, la maestra ci diede come compito a casa lo svolgimento di non so quale tema, dimodochè anch'io nel pomeriggio, mi trovai in una situazione simile, con la classica crisi della 'pagina bianca', sul tavolo della cucina, inutilmente rintuzzato da mia madre. Tutto ad un tratto, suscitando le speranze di quest'ultima, anche il sottoscritto partì per la tangente, vergando sul candido supporto quanto segue: "Stump! Le oche fanno stump! Stump! Stump! Stump! Sempre più le oche fanno stump! Stump! Stump! Stump! Ora e per sempre le oche fanno stump! Stump! Stump! Stump!" A quel punto un veemente scappellotto di mia madre planò inesorabile sul mio capo, stroncando brutalmente la mia vena creativa. E' inutile che mi si chieda come mi sia mai venuta una simile facezia, peccato però che allora non conoscessi minimamente la corrente futurista, altrimenti forse avrei potuto replicare adeguatamente all'inopinata reazione della mia genitrice! Chissa perchè in questo periodo, mi vengono in mente simili ricordi, gran brutta cosa la vecchiaia (ad ogni buon conto si sappia che mia nonna materna era una pronipote dello scrittore e giornalista Alfredo Oriani ' el màt del Cardèl').
Scampoli.
Ancora per la serie "Certezze Gr(rroar!)anitiche", in campo(rella) musicale(?): Giovanni Allevi e Salvatore Sciarrino, ovvero 'gli asparagi e l'immortalità dell'anima' (de li mortacci loro). Riguardo al primo mi chiedo proprio che fine abbia fatto e cosa eventualmente stia facendo il nostro boccoluto (o moccoluto?) musicante, notizie non ne ho e a questo punto non so se devo indulgere alla gioia o alla preoccupazione, però. Per quel che concerne il secondo, purtroppo i compagnucci della parrocchietta di Radiotresuite, hanno avuto la malsana idea, il mese scorso, d'intervistarlo telefonicamente durante gli intervalli della diretta del "Lohengrin" da Bayreuth, facendone ovviamente ascoltare degli estratti anche dal "Lohengrin" di quest'ultimo, che naturalmente ha in comune con quello 'autentico' soltanto il titolo, per tacere delle banali dichiarazioni dello stesso Sciarrino, ma senz'altro i soloni (anche nel senso di grandi 'sola') di Radiotresuite, avranno ritenuto di aver così omaggiato in maniera originale il genio wagneriano e arrivati a questo punto, ogni ulteriore commento mi sembra superfluo. Ovvero da un genio a un genitale, lascio ad eventuali lettori decidere chi sia l'uno o l'altro. / Tra i 'desaparecidi' della scena musicale, mi sembra di poter annoverare anche l'occhi-cerulei-biondo-crucco-mangiacrauti Max Raabe, un tempo prezzemolino della parrocchietta di Radiotre, che me l'ha reso decisamente indigesto, col proporlo a ogni piè sospinto, facendo più volte saltare dei concerti sinfonici dal palinsesto, pur di dare spazio a ogni suo minimo vagito. Non so se qualcuno se lo ricorda ancora, con quella sua vocetta in stridulo falsettone, tipico artista normalmente definito poliedrico, ovvero buono per tutte le occasioni, ovvero buono a nulla, accompagnato dal suo complessino dotato ovviamente di teutoniche violiniste occhi-cerulei, in un repertorio che era un bollito misto (ma alquanto sciapo) di cabaret,musical, operetta, lirica, pop, rock e compagnia bella, eseguito con perenne insipienza (il guaio è che incideva pure dei dischi, poi non meravigliamoci della crisi del mercato discografico). Insomma, sembrava che i buffoni di Radiotre avessero scoperto la gallina dalle uova d'oro, poi improvvisamente più nulla. Mi sono distratto io o qualche accidente è andato (finalmente) a segno? A volte ritornano (Augh! Puah! Yawn!). / Parecchio tempo addietro, sempre durante le mie peregrinazioni in rete, mi sono accorto che esiste, non so se ne ho già accennato, un mio giovane omonimo, jazzista di una certa fama, che credo suoni il contrabbasso. Colgo l'occasione per specificare eventualmente che non ho nulla a che vedere con costui, che non abbiamo alcun rapporto di parentela. Dico questo unicamente per dovere di cronaca, sia ben chiaro che non ho nulla contro di lui. / In un'altra occasione, navigando in rete, m'imbattei in un avviso dal tono vagamente iettatorio, che così recitava: "E' morto Gabriele Evangelista, l'amico dei camionisti". E il bello è che, essendo pedone, io i camionisti li odio a morte! Incerti della rete!
Resistere, resistere, resistere?
Questo blog è per me ormai unicamente un modo banalissimo per dire a me stesso che ci sono ancora, dal punto di vista psicologico, nonostante tutto, del resto ognuno di noi si attacca a quel che può e finchè si può, nei momenti più bui; non so agli altri, ma anche il clima meteorologico di questi giorni, balzano e bizzoso più che mai, contribuisce a farmi sentire come uno straccio logoro, metereopatico più che mai. Navighi a vista, mentre settembre si avvicina inesorabilmente. Non ho nemmeno la più pallida idea se qualcuno li legga ancora i miei vaniloqui, avendo constatato la totale inattendibilità delle 'statistiche' del blog, ma alla fine tutto ciò conta poco o nulla, avendo cose ben più serie delle quali preoccuparmi, purtroppo, sentendomi eternamente al palo, in attesa di finirci, impalato! Che l'autunno si avvicini, lo capisco anche dalla programmazione serale di Radiotre per la settimana entrante, che comincia a essere più magra quanto a concerti sinfonici (trasmetteranno, possibilmente per intero, "Last night of the Proms", sabato 7 settembre?). A proposito dei concerti jazz, che non mi sembrano generalmente di livello eccelso, anche se per onestà non ne capisco molto di questo genere, devo dire che il loro curatore, Pino Saulo, mi è istintivamente antipatico, mi dà l'impressione di essere una sorta d'invadente e invasiva 'eminenza grigia' insinuantesi nell'ambito del palinsesto serale di Radiotresuite. Ubbie? / Sempre per la serie "Certezze Gr(rr!)anitiche", "Battiti" su Radiotre, la notte (Glob! Gasp! Gulp! Urg! Aargh!).
Tarantolati.
Dimenticavo altre 2 "certezze granitiche", questa volta provenienti da Radiotre, la "notte della taranta" (che palle!) e "Uomini e profeti", rubrica mattutina (che barba, che noia!). Ma come si può affermare mai che viviamo in un'epoca piena d'incertezze, pensiamoci bene prima di proferire simili asserzioni banali, al contrario, vedete che con un poco di attenzione, ci si rende conto che le certezze assolute sulle quali poter fare totale affidamento, non mancano affatto, anche nel nostro rovinosissimo paese? Aggiungiamoci la consueta stangata autunnale, la festa del Santo Patrono, Halloween, Immacolata Concezione, Natale, Santo Stefano e l'Epifania, Equitalia, Agenzia delle entrate, occupazioni scolastiche, scioperi e disservizi nei trasporti, sanità e uffici pubblici e l'elenco potrebbe proseguire all'infinito, la qual cosa vi dovrebbe indurre a constatare che di certezze addirittura sovrabbondiamo, che poi queste ultime tradiscano un'essenza sostanzialmente sciagurata, è una quisquilia trascurabilissima, manica di piagnoni! / Il concerto 'Prom' di ieri sera, mi ha ulteriormente rafforzato nella mia personale convinzione che, il riproporre continuamente la 'solita minestra' in materia di repertorio musicale, faccia innanzitutto male agli stessi musicisti, logorandone inesorabilmente la loro capacità interpretativa, ma tant'è, agli altri va benissimo così, tutto come sempre nella stramaledettissima norma, per quel che mi concerne continuerò a manifestare il mio dissenso, nonostante il plauso altrui, evitando stavolta di entrare più nel dettaglio, al fine di non risultare troppo tedioso e ripetitivo. / Nell'ultima edizione critica della prima sinfonia di Mahler, in effetti, la citazione iniziale, all'inizio del terzo movimento, del tema popolare di "Bruder Martin" (ovvero l'equivalente del nostro "Frà Martino campanaro"), viene affidata, ripristinando così gli intendimenti originari del compositore, all'intera sezione dei contrabbassi e non al singolo strumento, come si è fatto in precedenza. Faccio questa precisazione, poichè mi sono accorto che un recensore di "Stereophile", evidentemente in stato confusionale, ha stigmatizzato l'incisione discografica di Jurowski con la London Philarmonic Orchestra, proprio perchè adottava quest'ultima soluzione, sbagliata secondo lui, in luogo di quella solistica, mentre al sottoscritto, se la memoria non lo inganna, risulta giusto il contrario (venendo attanagliato da un altro dubbio, ovvero se il tema di 'Bruder Martin' non sia piuttosto affidato ai violoncelli anzichè ai contrabbassi, scusandomi per la mia confusione mentale in tal caso). / Come musicofobo dilettante allo sbaraglio della domenica, blogger scombiccherato, sono decisamente sottotono!
sabato 24 agosto 2013
Ottimizzazioni.
In questi giorni credo proprio di avere terminato anche tutte le possibili ottimizzazioni da apportare ai miei gingilli elettronici, con gli ultimi piccoli ritocchi, compatibilmente con le mie scarse possibilità attuali. Le mie orecchie gradiscono, peccato soltanto che potranno gioirne per poco, ma meglio tardi che mai. Se potessi 'ottimizzare' altrettanto la mia disastrata, insulsa, inutile esistenza, allora sarei decisamente a cavallo, ma debbo proprio accontentarmi, almeno per il momento (sto ridiventando ridicolmente patetico, sarà l'età, o meglio è l'unica scusa valida che trovo). La dolce ala dell'imbecillità si è posata (o piuttosto incollata saldamente) sul mio capo. Tutto stramaledettamente nella norma!
Spremiture.
Il falegname "fuggiasco" di via Rosselli, è ricomparso in carne e ossa, per cui nessun mistero, che abbia solo voluto fare lo spiritoso, a suo tempo, con quello strano avviso sulla saracinesca? Probabile! / Le pagine del Televideo coi programmi di Radiorai, sono sempre più lente, esasperanti e lacunose (non avendo nemmeno la possibilità di richiamare direttamente col telecomando, la sottopagina che più m'interessa); oggi, per capire l'orario di messa in onda del concerto 'Prom' serale trasmesso da Radiotre, ho dovuto fare ricorso alla guida elettronica dei programmi (EPG), altrimenti non c'era proprio verso di riuscire a capirci qualcosa, dalle pagine del televideo. Sempre più schifo! / Segnalo che le registrazioni storiche dell'archivio Rai, inerenti le 27 opere di Verdi, disponibili in streaming sul sito di Radiorai, vengono anche periodicamente mandate in onda anche sul canale radiofonico Radiofd5, disponibile sul digitale terrestre (DAB e DVB-T), all'interno della rubrica "Progetto Verdi". Proprio ieri sera, hanno trasmesso "Jerusalem" (ovvero la versione francese de "I lombardi alla prima crociata") con Josè Carreras, Katia Ricciarelli, Siegmund Niemsgern, Matteo Manuguerra e altri, con i complessi della Rai di Torino diretti da Gianandrea Gavazzeni, nella registrazione del novembre 1975 effettuata all'auditorium Rai, dal vivo, tanto più che se ve lo siete perso, non è improbabile che, prima o poi, venga replicato, così come altri titoli della rassegna, per cui se non avete la possibilità di scaricarvi queste registrazioni dalla rete, penso di fare una cosa non inutile, segnalandovi anche questa possibilità. Viva Verdi (e Wagner, ovviamente!)! / Se adoperate un giradischi e/o un lettore digitale anche in orari serali o notturni, vi suggerisco 'caldamente', soprattutto nel caso di un giradischi, di piazzargli il più possibile nei paraggi, una cosiddetta luce di emergenza, ovvero quelle lampade che si accendono automaticamente in caso d'improvvise interruzioni nell'erogazione della corrente elettrica, tutt'altro che infrequenti nel nostro sciaguratissimo paese (se ne trovano facilmente di economiche e compatte, che fungono anche da mini-torce), se non volete correre rischi di natura intuibile. Io l'ho sempre adottata, questa accortezza e non me ne sono mai pentito, ma so di persone che non l'hanno fatto, trovandosi così improvvisamente al buio, proprio nell'attimo cruciale in cui posizionavano la loro delicatissima e costosissima puntina, sul loro disco più raro e prezioso, con conseguenze catastrofiche facilmente immaginabili. Perciò a meno che il vostro impianto elettrico casalingo non sia già collegato a un gruppo elettrogeno d'emergenza, cosa piuttosto infrequente, questa è l'alternativa più economica che vi posso suggerire, non prendetela sottogamba, datemi retta, ritengo di avere una sufficiente esperienza al riguardo! / Vedrò Singapore? / Penso proprio che sospenderò, almeno per qualche giorno, la mia raccolta di 'buoni fruttiferi' nei parchi cittadini, ne ho già fatto abbondante incetta, stancandomi moltissimo. Peccato che non conosca alcuno che lavori in una fabbrica di marmellate, altrimenti forse mi sarei potuto trovare un lavoro come fornitore di materia prima, chissà! / Se ci fosse modo di diventare una sorta di 'divulgatore culturale' ovviamente retribuito, penso proprio che, nel mio piccolo, avrei qualche numero per candidarmi. Sogni? Ingenuità? Utopie? Boiate pazzesche (temo decisamente di sì)? Vaniloqui? Farneticazioni? Ai 'posters' l'ardua sentenza (???)!
venerdì 23 agosto 2013
Castronerie assortite.
Quando ero più giovane, come molti, al momento di scegliere un'apparecchiatura di riproduzione, se potevo, la preferivo di colore nero, perchè il nero gli dava un'aura di professionalità, di seriosità maggiore, a questo tipo di oggetti, rispetto a un colore più chiaro. Solo che, purtroppo, in questo caso, non si tiene conto che, col passare degli anni e l'inevitabile calo fisiologico che colpisce anche la vista, arrivi a un punto che fai veramente fatica a individuare correttamente tasti e manopole dei tuoi apparecchi, che ti appaiono sempre più come una massa indistinta scura e uniforme, con conseguenze prevedibili. E in effetti, in anni più recenti, preferivo l'alluminio satinato al posto del nero, proprio per la maggiore visibilità, ovvero facilità di individuazione dei comandi, anche in caso di calo fisiologico della vista. Perciò datemi retta, se potete e anche se siete giovani, quando scegliete i vostri gingilli tecnologici, prediligete le finiture chiare, altrimenti, col passare degli anni, potreste avere qualche problema nel loro utilizzo (a meno che non siate dei fautori dell'usa-e-getta e allora il discorso non vale, ovviamente). / Il "Late night Prom" di giovedì sera era, purtroppo, nuovamente all'insegna del più nauseante etnicismo multicurual-razziale, francamente queste cose mi sembra che ci stiano come i cavoli a merenda in un contesto del genere, non ne capisco francamente l'assunto che mi lascia a dir poco perplesso, sotto l'egida di un meticciato alla moda che farà anche tendenza, ma che è decisamente irritante, nella pochezza della sua essenza. Tanto più che non penso affatto che il pubblico che frequenta questo genere di eventi, sia lo stesso che assiste ai concerti sinfonici nell'ambito della stessa manifestazione, per cui mi sfugge proprio l'eventuale utilità di 'contaminazioni' di questo genere, trovo anzi, che anche in questo caso, siano soldi pubblici buttati, visto che l'organizzazione dei 'Proms' è in mano alla BBC, l'ente radiotelevisivo di stato, ma tutto il mondo è paese! In altro contesto, la faccenda potrebbe risultare anche accettabile, ma non certo all'interno dei 'Proms', dei quali si tradisce volgarmente e bellamente l'essenza intima, la filosofia. / L'improvvisazione al pianoforte di Elgar, trasmessa durante una pausa del 'Prom' di mercoledì sera, venne registrata per la HMV, il 6 novembre 1929, alla Small Queen's Hall a Londra e non quindi nel 1921, come erroneamente affermato da quel gran cretino del conduttore di Radiotresuite! / Fra gli altri compositori inglesi degni di nota ci sarebbero anche George Butterworth, facente parte di una generazione di giovani promettenti musicisti, la cui esistenza venne prematuramente stroncata dalla Grande Guerra e, fra i viventi, anche i fratelli Colin e David Matthews, noti soprattutto per aver collaborato con Deryck Cooke e assieme al compositore e direttore d'orchestra Bertolt Goldschmidt, alle varie stesure della versione da concerto della decima sinfonia di Mahler, per cui se siete amanti della musica di area anglosassone e volete approfondire la faccenda, sappiate che avete parecchio da esplorare, come per esempio, la produzione di Thomas Adès, altro compositore di punta dell'attuale scena musicale britannica (la sua opera teatrale "Powder her face", sulle vicissitudini tragico-grottesche della duchessa di Argill, ha circolato anche dalle nostre parti, persino qui a Bologna, al Comunale) e quella di Mark-Anthony Turnage, anch'egli vivente (l'opera "The Greek", rivisitazione contemporanea del mito di Edipo), ecc. ecc. Forza e coraggio, non ci sono solo Britten, Elgar, Walton, Vaughan-Williams, Holst, Delius e compagnia bella, pur senza volerne sminuire assolutamente l'intrinseco valore, tutt'altro, anzi! / Ho saputo in questi giorni che un mio conoscente, armatosi di zaino e sacco a pelo, si è fatto a piedi, viaggiando per scoscesi sentierini montagnosi, la strada da Bologna a Padova, nell'arco di una settimana, ovvero circa 100-120 chilometri complessivi e passando le notti in mezzo ai boschi dormendo nel sacco a pelo, con gli ululati dei lupi in lontananza come sottofondo e, una volta arrivato a destinazione, rientrando a Bologna con la corriera! Se quello che mi è stato narrato corrisponde al vero, avendolo saputo da una terza persona, devo dire che lo invidio sinceramente, poichè dubito che, anche in tempi migliori, sarei stato capace di una simile intrapresa! Ad ogni buon conto, questa cosa ha riattizzato in me il desiderio di una piccola fuga nel verde, per cui mi sto predisponendo per i prossimi giorni, prima che termini l'estate, anche se con presupposti assai più modesti, vista la mia non più verde età (caso mai mi ritrovo al 'verde', porca miseria!). Il che è brutto e distruttivo. Devo ancora decidere il luogo di partenza, sono proprio come un personaggio di un'opera lirica, che canta 'partiamo, partiamo', stando sempre fermo in scena, come uno stoccafisso! / Oggi ho fatto un'altra copiosa raccolta nei parchi pubblici, di 'frutta comunale', ovvero fichi, pere e more. L'italica arte di arrangiarsi? Se fosse anche tutto il resto altrettanto agevole, intanto mi appropinquo per il consueto ascolto radiofonico serale, sperando che non ci siano altre 'lagnanze' da parte della zitella! / Sulla vetrina del negozio del falegname 'scomparso' di via Rosselli, c'è un cartello con su scritto: "Sono fuori per lavoro. Torno subito." Lui però non l'ho ancora visto di persona, mi sembra un poco strano, ma forse sono in preda a qualche colpo di sole, mah, chi lo sa?
giovedì 22 agosto 2013
Certezze granitiche.
Non è affatto vero che viviamo in un'epoca d'incertezza, branco di disfattisti che altro non siete! Non c'è solo il festival de L'Unità al Porco (ops!) Nord, non c'è soltanto Beppe Maniglia e i suoi decerebrados, non c'è solo il festival di Sanremo e Giovanni Allevi (ma come mi sarà mai venuto in mente un simile accostamento?), c'è anche il meeting di 'Comunione e Liberazione' (gasp!) a Rimini (ovviamente le prime 2 cose che ho elencato valgono soltanto per i bolognesi, ma penso che anche gli altri si possano ritrovare iatture equivalenti nei propri luoghi di residenza, in questo caso nel nostro beneamato paese, ce n'è sempre in abbondanza). Quando abitavo a Cesena, proprio sotto di me, dimorava una famiglia che aveva una figlia 'ciellina' (la classica pecora nera, capita anche nei migliori casati, si sa), la quale, soprattutto quando ascoltavo la musica di Bruckner, musicista notoriamente cattolicissimo, si infastidiva a tal punto da battere col manico della scopa contro il soffitto della sua stanza, per farmi udire il suo dissenso. Addirittura, una domenica pomeriggio, durante una diretta radiofonica di un concerto dal San Carlo di Napoli, comprendente la sesta sinfonia di Bruckner, eseguita dall'orchestra sinfonica della Radio Bavarese diretta da Muti, dapprima si mise come al solito a battere il manico della scopa contro il soffitto, poi irruppe in casa nostra, protestando vibrantemente con i miei. Premetto che ascoltavo oltretutto a un volume relativamente moderato, di domenica pomeriggio, non certo a livelli da discoteca! Quello che mi faceva sorridere della sua esagerata reazione, era il fatto che, nella sua somma ignoranza, di sicuro non immaginava minimamente che, ad infastidirla così tanto, lei 'cattolicissima ciellina', fosse proprio la musica di un musicista notoriamente cattolico, al contrario apprezzata da un ateo sfegatatato come il sottoscritto, mi sembrava proprio un bel paradosso, tanto più che, provando come esperimento, a far riprodurre al mio stereo ad altissimo volume della robaccia da discoteca, dopo essermi sintonizzato su una emittente commerciale, nella medesima fascia oraria, anche di domenica pomeriggio quindi, per un certo periodo, la tipa non manifestava alcun segno di protesta. Ma in effetti ai cerebrolesi non dà fastidio il frastuono in sè, ma il tipo di musica, soprattutto quella che non riescono a comprendere, ovvero la classica. Ne ho avuto la riprova anche poche ore fa, scendendo le scale del condominio dove ancora dimoro per il momento, imbattendomi in una zitella di mezza età che abita anch'essa proprio sotto di me, tanto per cambiare, che si è lamentata per il volume della radio di ieri sera e se penso che non ha affatto battuto ciglio per il troiaio pazzesco che, spesso e volentieri, ci funestava la sera dai giardini pubblici 'Fava' di fronte al palazzo, vale lo stesso discorso fatto per la 'ciellina', la storia si ripete, tutto stramaledettamente nella norma, portiamo pazienza, sperando che non faccia troppo caldo e possa tornare a usare le cuffie senza sudare, così risolviamo il problema una volta per tutte! Certo che, posto che vai, rompiscatole che trovi, io a queste donne rompiballe, se fossi un medico, prescriverei dosi da cavallo di 'bisorcato di nerchia', a vedere se si calmano una buona volta e la smettono di scassare gli attributi altrui! Utopia!
Pernacchi musicali.
Nel mio terzultimo scritto ho accennato al brano di Luigi Nono "A Pierre", dedicato (glob!) al compleanno di Pierre Boulez, rilevandone l'estrema bruttezza, povertà ed aridità espressiva tipica dell'ultima fase stilistica del compositore veneziano. In effetti, mi chiedo quanto veramente possa aver gradito una simile dedica, il diretto interessato, cioè Pierre Boulez, nel suo intimo, poichè quest'ultimo, pur adottando uno stile complesso, produce musica di ben altra temperie espressiva, pur venendo ingiustamente accusato per partito preso, di eccessiva cerebralità. Definirei il brano di Nono, nella migliore delle ipotesi, proprio l'equivalente di un 'pernacchio' musicale al diretto interessato, altro che brano celebrativo di un compleanno, roba da sfida al duello, che cavolo! E sottolineo volutamente la parola 'pernacchio' e non 'pernacchia', poichè, se non ricordo male, in uno degli episodi di cui si compone il film "L'oro di Napoli", vi è quello nel quale il protagonista, interpretato da Eduardo De Filippo, tiene lezione ai suoi adepti sull'arte della pernacchia, distinguendo innanzitutto fra la pernacchia propriamente detta, modulata con crescendo finale e quindi con un certo stile e il più volgare 'pernacchio', sbracato e fragoroso, invitando solennemente al termine della lezione, i suoi singolari allievi, ad applicarsi allo 'studio', una volta rincasati! Beh, direi proprio che il lacerto pseudo-musicale di Nono, sia l'esatto equivalente di quest'ultimo, tanto più che, avendo sentito proprio ieri sera alla radio, come brano terminale di un concerto 'Prom', proprio le celeberrime 'Enigma variations' di Elgar, non potendo fare a meno di giungere alla conclusione che il trattamento musicale che Elgar destina, in questa composizione, ai suoi amici più intimi, era di ben altra levatura artistica, per loro fortuna e con buona pace degli avanguardistici più sfegatati! In questo concerto, tra l'altro aperto da un bel brano in prima assoluta di un compositore indiano naturalizzato inglese, caratterizzato da uno stile che a tratti mi faceva pensare a Lutoslavski, (ahimè, non ricordo bene nè il nome del compositore, nè il titolo del brano, che mi pare fosse "Call of a luminous mind" di Vakram Mir, ma non ci metterei la mano sul fuoco) faceva finalmente la sua comparsa, prima del pezzo di Elgar, anche la 'sinfonia celtica' di Granville Bantock, il cui nome dovrebbe comparire anche nei programmi di altri 2 "Proms", prossimamente. Avendo precedentemente stigmatizzato il fatto che, anche nei programmi concertistici anglosassoni, troppi fossero i valenti compositori autoctoni ingiustamente trascurati, mi auguro che questo sia il segnale di una certa inversione di tendenza. Discograficamente, la casa che più si è occupata di questo musicista, è la Hyperion, con una serie di pregevoli incisioni sinfoniche affidate alla Royal Philarmonic Orchestra diretta da Vernon Handley, uscite tra il 1990 e il 2003, ma che dovrebbero essere ancora in catalogo e poi ci sarebbe anche un valido disco della Naxos con l'orchestra filarmonica slovacca di Bratislava diretta da Adrian Leaper, uscito anch'esso negli anni '90, ma tutt'ora reperibile e per giunta, cosa che non guasta affatto, a prezzo economico. Ho già dichiarato in precedenza che, anche dalle parti della 'perfida Albione' sarebbe proprio il caso che tornassero ad accorgersi più spesso di compositori come Hamish McCunn, Humphrey Searle, Matyas Seiber (ungherese naturalizzato anglosassone), Sir Charles Villiers Stanford, Sir Hamilton Harty, John Ireland, Sir Arthur Bliss, Elisabeth Maconcy, Imogen Holst (figlia dell'autore de "The planets"), Robert Simpson (autore tra le altre cose di 11 straordinarie sinfonie), George Lloyd, Malcolm Arnold, John McCabe, Harrison Birtwhistle, Michael Kemp Tippett, Elisabeth Lutyens, Brian Easdale (la cui musica non è ancora stata edita), Frank Bridge, Havergal Brian, Sir Arthur Benjamin, Constant Lambert, Lord Berners (singolare figura di musicista autodidatta ammirata anche da Stravinski), George Benjamin ed anche Sir Peter Maxwell-Davies, attuale musicista di corte (e di sicuro, anche in questo caso, avrò omesso parecchi altri nomi meritevoli!). Tornando a Luigi Nono (che fra i suoi ammiratori contava anche Toru Takemitsu, che per fortuna, non ne ha seguito la deriva stilistica), mi viene in mente un aneddoto che riguarda Massimo Mila, il noto musicologo. Quest'ultimo, una sera, si trovava ad assistere, fra il pubblico, ad un concerto sinfonico, il cui programma principiava con un brano di Nono seguito dalla sinfonia n.4 'L'italiana' di Mendelssohn-Bartholdy. Il musicologo rimase silente per tutta la durata del brano di Nono, ma appena terminò la pausa e si udì in sala il celeberrimo incipit della sinfonia mendelssohniana, proruppe ad alta voce con la frase: "Finalmente ecco la musica!". Molto eloquente, invero! / Un aneddoto buffo a proposito di Sir Arthur Benjamin: il suo brano più celebre (relativamente!) è la "Jamaican Rhumba" per orchestra, che piacque così tanto alle autorità locali da indurle ad invii copiosi di grosse casse di rhum all'indirizzo del musicista, il quale le gradiva così tanto che, a furia di scolarsele, era regolarmente ubriaco fradicio, la qual cosa ovviamente gli accorciò di parecchio l'esistenza. / Se non ricordo male, Sir Hamilton Harty, compositore e direttore d'orchestra, è stato fra i fondatori della stagione dei 'Promenade Concerts', ovvero i 'Proms'. / Un altro compositore inglese degno di menzione è York Bowen, autore di pregevole musica da camera. Prosit!
mercoledì 21 agosto 2013
Le perle ai porci.
Lunedì sera su Radiotre, sono stati trasmessi 2 bei concerti comprendenti musica del '900 storico e musica contemporanea, ma è innanzitutto sul primo che vorrei soffermarmi. Trattavasi di una differita di un concerto registrato al Teatro Manzoni di Bologna, il 28 febbraio scorso, con i complessi del Comunale diretti da Philipp von Steinaecker (maestro del coro Andrea Faidutti) e l'apporto del mezzosoprano polacco Natasha Petrinski, quest'ultima valida sostituta di Monica Bacelli inizialmente prevista (a proposito della qualità delle riprese audio effettuate dai tecnici Rai sia al Manzoni che al Comunale, essendo stato a suo tempo in ambo i luoghi e conoscendone quindi a sufficienza l'acustica, devo sinceramente constatare la loro bravura nel restituirla in maniera pressochè fedele in tutti e due i casi, anche attraverso l'ascolto radiofonico, il che non è affatto così scontato come dovrebbe essere, per cui diamo a Cesare ciò che è di Cesare, pur non essendo certo un estimatore di coloro che lavorano in ambito Rai, ma ricordo che la prima cosa che mi è saltata all'orecchio quando ho assistito a dei concerti gratuiti sia al Manzoni che al Comunale, è stata l'assenza di discrepanze rispetto all'acustica che avevo percepito prima di allora, soltanto attraverso le trasmissioni radiofoniche, a ulteriore dimostrazione di quanto a suo tempo affermato da Marco Lincetto, quando dichiarò che il miglior tecnico del suono è colui del quale non si avverte l'intervento al momento dell'ascolto). Il programma di questo concerto, complessivamente ben eseguito a parte alcune minime smagliature dell'orchestra soprattutto in 'Nuages' di Debussy, era insolitamente bello, stimolante, non troppo banale, come dovrebbe essere regola più frequente, ahimè, mentre al contrario solitamente non è affatto così, come ben sappiamo. Comprendeva la suite "The sea" di Frank Bridge, a cui faceva seguito una silloge di canti giovanili originariamente per voce e pianoforte di Arnold Schoenberg, validamente trascritti con orchestra da Alessandro Solbiati, che li ha scelti assieme a Nuria Schoenberg-Nono (In hellen Traeumen hab Ich Dich oft Geschaut - Mannesbangen - Waldesnacht - Mailied - Warum bist du aufgewacht - Der Pflanze, Die dort uber dem Abgrund schwebt), nella prima parte, mentre nella seconda comprendeva i "Lieder eines fahrenden Gesellen" di Gustav Mahler e i "Trois Nocturnes" per coro femminile e orchestra di Claude Debussy (a voler essere pignoli i 2 lavori di Mahler e Debussy, cronologicamente farebbero parte del tardo '800, anzichè del '900 storico, pur trattandosi di compositori che hanno operato anche nei primi anni del 20° secolo), i brani di quest'ultima parte del concerto senz'altro molto più conosciuti rispetto a quelli di Bridge e di Schoenberg. E in effetti quello che ho chiaramente rilevato attraverso la ripresa radiofonica, è stata una risposta della sala decisamente tiepida quanto ad intensità degli applausi, soprattutto col brano iniziale e sì che si trattava di bellissima musica tutt'altro che ostica all'ascolto, mentre nella seconda parte con le musiche di Mahler e Debussy, il pubblico mi è sembrato scaldarsi un poco di più, ma chiaramente senza esagerare, per carità! Siamo proprio alle solite, le perle ai porci, a meno che io non abbia preso un abbaglio, ma questa è l'impressione che ho avuto attraverso l'audio radiofonico. Tutto nella norma! Avvincente il 'Late night Prom', quest'ultimo in diretta da Londra, trasmesso da Londra, con un bel programma di musica (salvo l'ultimo brano) scritta da compositori viventi ed eseguito dalla BBC Scottish Symphony Orchestra diretta da Ilan Volkov (John White: "Cold breaking machine" - Gerald Barry: "No other people" - Frederyck Rzewsky: Concerto per pianoforte e orchestra, in prima assoluta con l'autore come solista - Morton Feldman: "A coptic light"), trasmesso un'oretta dopo il concerto bolognese. In quest'ultimo caso, il pubblico londinese ha risposto con ben altro entusiasmo ai brani propostigli, ma tant'è! Sembra proprio che noialtri si viva in un altro mondo. A proposito di Morton Feldman, morto nel 1986, a coloro che apprezzassero il suo particolare stile fascinoso ed ipnotico, mi permetto modestamente di suggerirgli l'ascolto anche di "For Samuel Beckett", per strumenti a fiato, di cui esistono delle incisioni discografiche (se la memoria non m'inganna, ce ne dovrebbe essere una con l'Ensemble Kairos diretto da Sylvain Cambreling, per la CPO, ma prendetela con beneficio d'inventario). Alla prossima (se mai ce ne dovesse essere una)!
martedì 20 agosto 2013
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino?
Da ieri, si rivede a tratti, per alcune ore della giornata, la saracinesca rialzata del negozio del falegname 'fuggitivo' di via Rosselli, ma l'ingresso è chiuso e di lui ancora nessuna traccia, per quanto mi consti, bah, mistero buffo! In questi tempi grami di ristrettezze, mi arrangio anche cibandomi della frutta che raccolgo dagli alberi dei vari parchi pubblici della città, in particolare in questo periodo, fichi, pere e more. Peccato che non sia un esperto micologo come John Cage, altrimenti in autunno potrei andarvi anche per funghi! Guardando bene, fra le erbe, si dovrebbe anche trovare dell'insalata selvatica, o qualcosa del genere, se si comincia a pensare alla quantità di cose commestibili a disposizione nei parchi pubblici, generalmente ignorata e sprecata, ci sarebbe di che sfamare almeno mezza città, ma certamente le grandi catene di ipermercati e compagnia bella, non gradirebbero affatto, per ovvi motivi. Quanto a me, visto che ho attraversato altri periodi grami, me ne fossi accorto prima, sono il solito scemo, così come mi fossi deciso molto prima ad apportare quei piccoli aggiustamenti a costo zero al mio stereo, che sto continuando a fare in questi giorni, con evidente miglioramento auditivo, anche se si resta comunque a livello di sfumature, chiaramente nulla di trascendentale, ma comunque decisamente apprezzabile per orecchie allenate, peccato che visto il baratro che ho dietro l'angolo, me lo potrò godere per poco, ma consoliamoci dicendoci che è meglio tardi che mai, a volte basta veramente poco per 'spremere' il meglio dagli apparecchi riproduttori, come modificare un collegamento o cambiarne la collocazione, per ottenere risultati tangibili. Purtroppo, la mia pigrizia e indolenza innata, mi bloccano in partenza e fosse solo in questo ambito, ahimè! "A Pierre, dagli infiniti, azzurri silenzi", così mi pare reciti la didascalia di un brano per flauto e nastro magnetico di Luigi Nono, scritto in occasione credo del 60° compleanno di Pierre Boulez, brano che apriva il concerto dell'Ex-Novo Ensemble diretto da Claudio Ambrosini (spero di non fare confusione) per gli 80 anni di Nuria Schoenberg-Nono e trasmesso in differita in seconda serata su Radiotre, domenica scorsa. Prima osservazione, trovo che Nono sia alquanto ripetitivo nelle sue dediche, mi viene in mente anche il brano per orchestra intitolato "A Ciro Scarpa, architetto, dagli infiniti spazi...", ovvero vi ricorrono sovente le parole 'infinito' e 'silenzio', un vero e proprio tormentone. Seconda osservazione, ambedue i brani, appartengono stilisticamente, purtroppo, all'ultima fase "creativa" del compositore, quella più involuta, cerebrale, masturbatoria, autoreferenziale, degna della peggiore avanguardia, in cui a voler essere generosissimi, si può al massimo, a tratti, rilevare una certa qual suggestività degli impasti timbrici, ma con un'aridità espressiva esiziale. Tra le opere di questa infima fase finale del percorso artistico del compositore, figura anche il lavoro teatrale "Prometeo, tragedia dell'ascolto", titolo che infatti è tutto un programma, traducendosi in un autentico calvario per l'incauto appassionato che ardisse avventurarvisi e del quale il fido Abbado, ha diretto in concerto e credo anche inciso su disco Sony, la suite da concerto (gulp!). Personalmente, suddividerei la parabola stilistica di Nono in 3 fasi, ovvero quella iniziale, di chiara ascendenza schoenberghiana, quella centrale, caratterizzata da un forte impegno politico e civile e che è sfociata in quelli che sono forse i suoi esiti espressivi più intensi e personali, caratterizzata da lavori dall'impatto fonico ed espressivo spesso bruciante ("Intolleranza 1960", "Epitaffio per Federico Garcia Lorca", "Diario polacco", "Como una ola de fuerza y luz", "Al gran sole carico d'amore", per citarne alcuni), che rappresentano il Nono più straordinario e autentico, nonostante l'estrema osticità e complessità del linguaggio, una musica capace di evocare sia violenza, ma anche dolcezza estrema, per arrivare all'ultima fase, quella più astrusa e di una pochezza irritante, guarda caso dopo avere opportunisticamente rigettato la tessera del partito comunista! Ci fu, peraltro, un'altro frangente in cui Nono, si comportò veramente da pedestre trinariciuto e fu in occasione del Maggio Musicale Fiorentino del 1972, che aveva allestito un cartellone a tema (bei tempi quelli, altrochè la sbiaditissima fotocopia attuale!) incentrato sull'intolleranza del potere. Il cartellone, inizialmente, comprendeva oltre al celeberrimo lavoro di Nono, anche "Il console" di Gian Carlo Menotti, diretto da Thomas Schippers, in versione ritmica in lingua italiana, compositore quest'ultimo ingiustamente bollato dalle nostre parti come destrorso reazionario filo-americanista, per giunta tonaleggiante (e accusato dai detrattori di puccinismo) in un periodo di avanguardia dura e pura. L'accostamento, anche se solo a livello di cartellone, visto che i 2 lavori sarebbero stati presentati in 2 serate distinte, fece montare su tutte le furie il 'comunista' Nono, che pretese ed ottenne l'estromissione del suo lavoro dal suddetto cartellone, ritenendo offensivo il vederlo accostato a quello di un altro compositore borghese reazionario. Per la cronaca, "Il console" di Menotti, andò regolarmente in scena con grande successo di pubblico con relativo strascico di polemiche politiche e non, in sede di recensione critica. Questo lavoro, con libretto dello stesso Menotti originariamente in inglese e che aveva conseguito il premio Pulitzer nel 1950, resta, nonostante qualche eccesso strappalacrime, uno dei migliori e più convincenti tra quelli scritti dal compositore, dotato di quella trascinante teatralità che è una precipua caratteristica dei lavori di Menotti, che persino i suoi detrattori erano costretti a riconoscergli, ovvero, se non lo conoscete, è un'opera avvincente di cui consiglio caldamente l'ascolto, visto che ne esistono alcune incisioni discografiche (in particolare l'edizione Hickox/Chandos, registrata dal vivo a Spoleto). Sempre riguardo a Nono, mi viene in mente che la prima volta che vidi in vetrina un disco di sue musiche, fu circa una quarantina d'anni fa, incredibilmente a Cesena, in uno dei 2 negozi di dischi allora esistenti, ovvero nell'unico che ancora trattasse la classica. Ricordo ancora che trattavasi di un disco Dgg, contenente "Como una ola de fuerza y luz" e "Y entoncens comprendìo" con Maurizio Pollini al pianoforte, mentre non ricordo affatto orchestra e direttore, rammento che a me, allora ragazzino, il nome di Luigi Nono, mi fece uno strano effetto, pensando trattarsi di un antico regnante francese. Più avanti negli anni, dopo averne già conosciuto la disastrosissima fase stilistica estrema, ci ironizzavo sopra con battutine tipo: "Luigi (M)ono e meno male che non era 'Stereo', altrimenti la catastrofe era doppia!" Cosa volete farci, nessuno è perfetto, a volte confondevo persino Sciarrino con Sciarrone (uno degli sgherri del barone Scarpia, nella 'Tosca' di Puccini). Perdonatemi, se potete!
domenica 18 agosto 2013
Le ultime sigarette di un condannato a morte?
Per fortuna le mie erano solo ubbie, a ferragosto ho trascorso una giornata più che decente, mangiando ottimamente e abbondantemente e quindi ricaricandomi le batterie, il giorno dopo mi ha pure telefonato una vecchia amica di mia madre, con la quale ho conversato a lungo, sfogandomi almeno un poco, in questi giorni, tra uno sgombero e l'altro, mi sono anche deciso a fare dei piccoli aggiustamenti al mio stereo che avevo in animo da parecchio tempo, volendo usare una parola grossa, potrei definirla una sorta di ottimizzazione, per cui mai come ora, mi sembra, le mie apparecchiature, hanno mai 'suonato' così bene, o forse ciò è dovuto al mio attuale stato d'animo, chissà, mi sembra una sorta di canto del cigno. Il clima, pur afoso, mi pare un poco più sopportabile, adesso i miei ascolti serali radiofonici, non sono più turbati dal frastuono, insomma, se non fosse per la mia situazione sgradevole, potrei anch'io dire all'attimo fuggente: "Arrestati, sei bello!", come improbabile emulo di Faust, per giunta attualmente privo di un suo Mefistofele (ne ho avuto uno in passato che mi ha fatto parecchi danni!) e quindi più che mai alla deriva. Temo che fra un paio di settimane al massimo, potrò dire addio a qualsivoglia parvenza di tranquillità, ma per il momento cerco di godermi meglio che posso, questa calma prima della tempesta. Casualmente, navigando in internet, mi sono accorto che, digitando la parola 'porno', il browser sciorina pure il mio blog; a questo punto, mi viene persino da sorridere, pensando a qualche malcapitato che dovesse visitare il mio blog, aspettandosi chissà quale materiale piccante e trovandosi chiaramente deluso e scornato, scorrendo i miei vaniloqui, che al massimo saranno sì osceni, ma certo tutt'altro che sfiziosi e arrapanti, ma si sa che questi sono gli incerti della rete, per cui tutto nella norma, come sempre. Dal mese scorso, casualmente, mi sono accorto di avere in casa un ospite singolare, un geco, al momento ancora molto piccolo, al quale ho appioppato il nomignolo di Giò, sperando che almeno lui non mi crei altri grattacapi, ma per quello che so su codeste bestiole, non dovrei averne affatto. Anzi mi chiedo, a questo punto, chi, fra noi 2, rimarrà più a lungo in questa casa, visto che penso di essere quello senz'altro col futuro più a rischio. Chi vivrà vedrà! Musicalmente parlando, nulla di chè, calma piatta, ma nemmeno alcunchè d'irritante. L'ultima decade di questo mese, penso inizi il consueto festival de "L'Unità" al Parco (o al Porco?) Nord qui a Bologna, manifestazione con cui i cerebrolesi locali sembrano andare in brodo di giuggiole, cascasse il mondo (ci sono stato anch'io solo una volta, qualche anno fa, rimanendone disgustato, trovandola soltanto l'ennesima orrida baracconata, assistendo ad alcune esibizioni jazzistiche decisamente sgradevoli, ma si sa che la massa è sempre di bocca buona, altrimenti come potremmo ritrovarci periodicamente in Piazza Maggiore l'immarcescibile (sic!) Beppe Maniglia, quello che ti manda il cervello in poltiglia e mai nessuno che se lo 'piglia'?), per cui in un tempo nel quale sembra dominare l'incertezza assoluta, ecco un qualcosa di 'sicuro'(???) sul quale poter contare. E poi ditemi che non è poco! Parecchi decerebrati di mia conoscenza, ne sono sfegatati aficionados, olè! Tutto, come sempre, stramaledettamente, dannatamente, fottutamente, nella norma. Ma fino a quando?
mercoledì 14 agosto 2013
Il declino.
Sempre durante queste serate radiofoniche, quando ho sentito le interviste a Piero Mioli e a Maurizio Giani, in occasione dell'uscita del volume "Sonata a tre", in cui si rievocava il ben diverso e senz'altro più stimolante rispetto all'attuale, clima culturale e musicale della Bologna del 1860, amministrata da un sindaco molto attivo in tale campo e desideroso di riportarla a fasti europei per riscattarla da un precedente periodo di decadenza, la Bologna delle prime italiane delle opere di Wagner, ma anche dove imperversavano Verdi e Meyerbeer e dove operava anche come direttore del conservatorio Giuseppe Martucci, alfiere del rinnovamento della tradizione sinfonica e strumentale nostrana, non posso evitarmi un bel magone, pensando ai miserrimi tempi attuali, convincendomi sempre più di essere capitato nell'epoca sbagliata! Peccato inoltre, che non possa permettermi di sborsare i 60 euro necessari per l'acquisto del corposo volume, spero almeno di poterlo sfogliare in qualche biblioteca pubblica, anche se non ci spero molto, in questi tempi.(Le ultime parole famose, meno male che avevo detto che non mi riusciva più di parlare di musica, il lupo perde il pelo -oltre a tutto il resto - ma non il vizio e io sono decisamente vizioso, non so se si è capito bene.)
Lontano lontano, in un grande oceano.
Il DAB di Radiorai sembra essersi finalmente attestato su una nuova frequenza, ossia sul canale 12B, sperando che sia la posizione quantomeno se non definitiva, almeno stabile per un bel pò. La testina fonografica inclusa nel giradischi Reeloop a cui ho accennato, è la Ortofon GT, per il momento è tutto. Anche il clima meteorologico alquanto instabile e inaffidabile, con questi bruschi sbalzi di temperatura, non contribuisce certo a rendere l'atmosfera più sopportabile, io continuo a sentirmi stanco e svuotato soprattutto psicologicamente, ma d'altro canto è proprio così che ci vuole il potere vigente. Il mio blog, in questo momento, sta facendo le bizze, domani andrò a quell'invito, anche se senza grande entusiasmo, sperando che almeno tutto fili liscio. Sere fa, su Radiotre, credo nella trasmissione "Hollywood party", si accennava al film "Fragole e sangue", imperniato sulle rivolte studentesche, arrivando all'ovvia conclusione che il potere vince sempre, avendo dalla sua i mezzi economici e i mass-media con cui ottundere le masse. D'accordo, lapalissiano, ma allora cosa deve fare un povero tapino che è in attesa di esserne travolto? In effetti, pensando a un proverbio cinese, se sei troppo debole per affrontare un nemico, allora devi cercare di alleartici. Me ne viene in mente un altro in cui si dice che, quando arriva la tempesta, di fare come il giunco, ovvero piegarsi e aspettare che passi (è la stessa cosa che dire 'ha da passà à nottata', come in "Napoli milionaria", peccato che 'à nottata' sembra non voler passare mai!), nulla di nuovo sotto il sole. Solo che, come nel mio caso, sei troppo insignificante socialmente, non solo non puoi pensare di entrarne a farne parte del potere, ma tanto meno pensare di alleartici. A questo punto, dovresti trovare il modo di ignorarlo il potere, il chè è quasi impossibile nella tua fragile posizione, o di aggirarlo se non di raggirarlo e qui la faccenda si fa difficilissima e pericolosissima, visto che, in ogni caso, sembra che a prenderlo di petto, la sconfitta sia garantita? O anche in questo caso, è quello che ci vogliono far credere, per tenerci sempre sotto controllo? Certo è che anche un rapido sguardo alla storia passata, non indulge ad ottimismo alcuno. Veramente non sembra che resti alternativa alcuna al suicidio, senonchè anche quest'ultima non è facilmente praticabile, come al solito. Una fuga impossibile verso l'ignoto? Non so proprio che pesci pigliare, in un mondo che ha reso l'esistenza un lusso per pochissimi privilegiati, rendendone anche i disagi come un valore aggiunto da pagare a carissimo prezzo, costringendoci a un abbruttimento massificato, impedendoci di coltivarci. Se la vita è un dono, anche se ne dubito fortemente, ma io non riesco a goderne di questo dono, alla fine il risultato è identico, lo strazio resta, è peggio che non averlo affatto questo dono. Tutto nel mondo è burla, una tragicomica burla e io non riesco quasi più a parlare di musica e la cosa non mi piace affatto. Il banco vince sempre. Come gesto ridicolmente simbolico, giorni fa, ho ridotto in coriandoli il mio certificato elettorale, ma tanto al potere questa cosa gli fa un baffo, povero stupido che sono! Quando attraverso periodi difficili come l'attuale, sento il bisogno fisiologico di fare un pò di sgombero in casa, il chè ha comunque l'effetto positivo di liberarmi di parecchia roba che non uso più e in questi casi ti rendi conto di quante cose inutili arrivi a circondarti nel corso degli anni e, nonostante questi periodici sgombri, continui a ritrovarti la casa piena di oggetti, tanto che ti viene il dubbio che si autoriproducano (in questi giorni ho riempito 6 grossi sacchi di vecchie videocassette che ho portato all'isola ecologica, ma quelle che ho deciso di continuare a tenermi in casa, saranno altrettante se non di più!), sto cercando di eliminare quanta più roba possibile, non solo per via della situazione contingente, ma anche perchè col passare degli anni, senti l'esigenza anche di semplificarti e alleggerirti l'esistenza, almeno per quello che si può. E' proprio vero che più possiedi e più sei posseduto a tua volta, forse sarà proprio per questo che i nostri amorevoli e solleciti governanti si danno un gran daffare per liberarci di un simile fardello! Bravi, bene, bis! Il resto è vita! Ma cosa c'è dietro l'angolo? (Farneticazioni ferragostane, fuffa)
martedì 13 agosto 2013
Mondo ladro, mondo rubaldo.
Nulla è più come una volta, ingenuo che altro non sono, anche, ovviamente il ROF, quindi inutile sperare che, come nel '95, dessero un 'Guillaume Tell' più che integrale, l'entità dei tagli essendo stata quasi quella adottata da Pappano a Santa Cecilia, ovvero come ha detto lo stesso direttore d'orchestra durante il primo intervallo, soprattutto nelle introduzioni orchestrali alle arie ed omettendo il 'passo a due' fra i ballabili, ma rassicurando i 'melomani' sull'interezza delle parti cantate (sic!). Aggiungiamoci un profluvio di rumori di palcoscenico altamente disturbante, con 'registate' tipo risatacce e urla sguaiate soprattutto durante le danze, chiaramente percepibili attraverso la ripresa audio, un pubblico (ovvero una claque) parecchio indisciplinato, che interrompeva troppo spesso con applausi e boati (anche se in mezzo a tanto bailamme, mi è sembrato di percepire qualche dissenso), ed un regista, (non ricordo se trattavasi di Graham Wick o di David McVicar, sono in preda a confusione mentale) che, durante il secondo intervallo, intervistato dall'inviato radiofonico, si lanciava in pseudo proclami anti-capitalistici, da tipico pseudo-rivoluzionario à la page ou comme il faut, con la pancia strapiena fino a scoppiare, ed eccomi già in pieno spappolamento di attributi. E per fortuna che la parte musicale, tutto sommato, si è mantenuta complessivamente su livelli più che buoni, per cui alla fine, nonostante una certa delusione da parte mia per i motivi summenzionati, valeva la pena non perderselo. Mi chiedo però, se della ripresa del '95, giustamente menzionata stavolta anche dall'inviato radiofonico, esista almeno una qualche documentazione sonora se non in video, poichè, stranamente, a quanto mi risulta, a differenza di altre produzioni del ROF, non è mai stata immessa sul mercato. L'attuale edizione, invece, non solo vedrà la luce nel mercato video, ma verrà riproposta l'anno prossimo nel cartellone del Comunale di Bologna. Certo che, dopo 18 anni dall precedente rappresentazione (non so se a suo tempo ci sia stata una diretta radiofonica, quel che è certo che io, purtroppo, me la sono persa), si poteva essere più rigorosi dal punto di vista dell'integrità testuale, ma tant'è! A questo punto ho trovato contraddittoria l'intervista fatta ieri sera, dopo 'L'occasione fa il ladro', dall'inviato radiofonico ad Alberto Zedda, il quale, dopo avere annunciato l' "Armida" per l'anno prossimo, senza però che siano ancora stati stabiliti i cantanti e il direttore, fa intendere che la messinscena sarà subordinata al ritrovamento di una fonte più attendibile e quanto più prossima al manoscritto originale, rispetto all'attuale. D'accordo di fronte a tanto rigore, purchè poi non si faccia come per il 'Guillaume Tell', in cui da un lato si adotta la nuova edizione critica di Elizabeth Bartlett e poi, dall'altro, in sede esecutiva, si pratica un profluvio di tagli, mi sembra proprio una gran presa in giro operare in questa maniera, da parte di un festival pretenziosamente filologico! Ma siamo pur sempre a Zululandia, non dimentichiamocelo! Per il resto, qui si va sempre alla deriva, ho letto l'editoriale del direttore di 'Fedeltà del suono' per certi versi ingenuo, come quando afferma che questa crisi colpisce tutti (ma quando mai, colpisce solo i soliti fessi come il sottoscritto, ma io qui ne vedo anche troppa di gente prosperosa più che mai, che dalla crisi ci guadagna, chè!), o quando paventa per gli appassionati di musica, come peggiore ipotesi, quella di non poter rinnovare il loro parco di gingilli elettronici, continuando però a goderseli e non pensando anche a quelli che, come il sottoscritto, travolti in pieno da questa crisi, saranno costretti a separarsene definitivamente, entro brevissimo tempo. Magari fosse come dice, ma quelli come costui, ci sono o ci fanno? Tutto sempre stramaledettamente nella norma!
domenica 11 agosto 2013
Tutto nel mondo è burla, l'uomo è nato burlone burlone.
Ripassando, ieri pomeriggio, ho notato che era stato rimosso il cartello con quelle strane parole, dalla saracinesca del negozio del falegname di via Rosselli, a proposito del mio scritto precedente. Sarà stato solo uno scherzo di dubbio gusto, oppure no? Vallo a sapere, quel che è certo, il periodo di ferragosto, quando questo insignificante paese è in preda, cascasse il mondo, alla vacanzite acuta, barboni e indigenti compresi, è senz'altro il più indicato per sparire dalla faccia della terra, o almeno lo si spera. Il bello è che proprio per il giorno di ferragosto ho ricevuto un invito non molto entusiasmante e al quale avrei voluto sottrarmi, preferendo in una giornata così tediosa e poco indicata per muoversi, pensare in santa pace, almeno per quel poco che posso, ai cavoli miei, soprattutto viste le nubi che si addensano sul mio capo, visto che dietro l'angolo ho la prospettiva di un settembre 'torrido', ma spero che, una volta espletata una simile incombenza, che sembra proprio una piccola beffa del destino, visto che mai nessuno mi aveva fatto inviti di sorta in simile giorno e meno che mai l'avrei desiderato proprio, sarò finalmente libero di andarmene a Ramengo, provincia di Vattelapesca, per i fatti miei. Insomma un qualcosa che mi va a capitare nel momento più sbagliato, speriamo solo che si riveli meno tedioso del previsto. E intanto oggi, spero di godermi il 'Guillaume Tell' alla radio. Lo so, sono diventato noioso e brontolone, che ci si vuol fare!
sabato 10 agosto 2013
L'apparenza inganna?
Mentre io sono ancora qua a farneticare di improbabili fughe e di quisquilie e pinzillacchere varie, forse qualcuno della zona se l'è data veramente a gambe. Poco fa, transitando in via Rosselli, ho visto stranamente abbassata la saracinesca del negozio di Maurizio, il falegname. Sulla saracinesca è affisso uno strano messaggio che recita più o meno così: "Scusatemi, ma non avendo più soldi da spendere, me ne vado via. Torno (forse) il 19/8." Un pesce d'aprile ritardato, o costui aveva già i creditori alle calcagna? E sì che come falegname, non mi sembrava certo che gli mancasse il lavoro! Roba da chiodi, qui non ci si capisce più una sega! Risibile e inquietante al contempo! Evidentemente l'apparenza inganna, tutto nella solita, stramaledetta norma, ti pareva! Ma guarda mò ben cosa capita anche nell'opulenta Bologna, mo sorbole! Altrochè le fughe di Bach, in effetti, ripensandoci, costui era uno dei pochi a non andare mai in ferie estive, bah! Se penso che qualche sera fa, su Radiotre, ho sentito berciare una stupida sciacquetta napoletana, in collegamento telefonico col conduttore di Radiotresuite, tutta contenta di essersi sistemata e di aver trovato lavoro qui a Bologna, dopo essersi laureata in discipline dello spettacolo a Napoli e avere dei trascorsi come collaboratrice di un giornalino universitario, veramente mi cascano le braccia. Avere una percezione corretta della effettiva realtà in una città sballata come Bologna, è veramente impossibile, visto che qui continuano ad arrivare cani e porci da ogni dove, se penso che il falegname in fuga è proprio nativo di Bologna, l'atmosfera generale è proprio quella di una tragicomica farsa! Per quel che mi concerne, urge proprio che io esca da tutto ciò, costi quel che costi!
venerdì 9 agosto 2013
Diario dello sdegno.
In questi giorni tristi, ho ripescato un mio diario personale di 4-5 anni fa, constatando che già allora la mia situazione era di poco migliore dell'attuale, i pensieri e le riflessioni di allora collimano pressochè completamente con le mie attuali, nelle quali ho sentito il bisogno fisiologico di essere sgradevolmente sincero, proprio perchè mi sembra di vivere in un contesto sociale ed ambientale soffocante. Proprio nel 2008, acquistai quel volumetto di Gianfranco Luzi, "Come (non) pagare i debiti e vivere felici", essendo già allora economicamente alle strette, essendo già esasperato con Bologna e i suoi abitanti e sentendomi già prossimo alla fine, con tutte le cose che mi andavano storte. A volte, rileggersi a distanza di tempo è istruttivo, infatti adesso mi chiedo proprio come diavolo ho fatto a tirare avanti fino a questo momento, visto quello che già stavo patendo allora. Temo proprio, però, che attualmente per me non ci siano più dilazioni, che il capolinea sia più che mai dietro l'angolo, per cui resto con in testa la mia idea balzana di un'improbabile fuga. E sempre in tema di sdegno, a parte il DAB di RadioRai, a dir poco ondivago e innervosente, ieri sera, quando Radiotre ha trasmesso in diretta il "Late night Prom" da Londra, con il violinista Nigel Kennedy che ha proposto un'assurda versione pseudo etnicizzata, jazzata, klezmerata e dio sa cos'altro, de "Le 4 stagioni" di Vivaldi, ho spento l'apparecchio dopo una ventina di minuti, essendo in preda a un tremendo trituramento testicolare e purtroppo, non è la prima volta che, anche ai 'Proms' di Londra, si scade a livelli infimi e a parte il fatto che già in passato, sovente il brano celebre di Vivaldi è stato ahimè oggetto di varie rivisitazioni da parte di cani e porci in tutte le salse. In casi come questo, quando si vuole fare gli originali a tutti i costi, si diventa pietosi e ridicoli, anche se in questi casi il pubblico, evidentemente di bocca buona anche da quelle latitudini, sembrava gradire. Considero questa multietnicità, multirazzialità, meticciato prèt-à-porter una delle peggiori iatture della società odierna, producente catastrofi irreparabili in tutti gli ambiti, compreso quello musicale. Io manderei al rogo tutti i Nigel Kennedy, Viktoria Mullova, Yo Yo Ma e compagnia bella, per essersi sovente prodotti in simili volgarità, per puro opportunismo, esibizionismo e totale mancanza di autentiche idee, ecco uno dei motivi per cui non posso evitare di dichiararmi fortemente razzista, xenofobo. Quanta ipocrisia in tutto ciò! A questo proposito mi viene in mente la triste parabola artistica del pianista austriaco Friedrich Gulda, deceduto anni fa. E non mi riferisco certo alle sue incursioni jazzistiche e avanguardistiche, ma al fatto che, nell'ultimo periodo della sua vita, trovandosi in vacanza ad Ibiza, luogo notoriamente di ritrovo dei più fini intellettuali del globo terracqueo, in seguito ad un incidente stradale (!) che lo costrinse a un periodo di degenza in ospedale (!!), in quel lasso di tempo, ma guarda un pò, ebbe una singolare 'illuminazione' (!!!) che lo indusse a mutare radicalmente il carattere delle sue ultime esibizioni 'pub(bl)iche'. Le cronache del tempo, infatti, ce lo tramandano intento ad eseguire brandelli d'improvvisazioni pianistiche e lacerti di musica classica, talvolta di Mozart, con contorno di 'cubiste', luci stroboscopiche e l'ausilio alla consolle del dj 'Pippi' (il figlio illegittimo di Pippi Calzelunghe?), divenuto suo grande amico durante il soggiorno a Ibiza (sic!). Se a queste bassezze è arrivato a suo tempo, un artista sommo come Gulda, concludendo la sua parabola artistica nella più totale ignominia, cos'altro ci si può aspettare dai divetti plasticosi odierni? Nulla mi meraviglia più purtroppo, così come non c'è da stupirsi se si vendono sempre meno dischi di classica, anzi semmai è sbalorditivo che ancora se ne vendano! Cosa ho fatto di male per venire al mondo in un'epoca così insulsa, vuota, decadente, mah! Se penso che Nigel Kennedy, quando propose e incise il brano di Vivaldi, all'incirca a metà degli anni '80, la sua interpretazione spiccò non tanto per assurdi stravolgimenti della partitura che non c'erano affatto, ma unicamente per l'originalità dell'apporto interpretativo, si deve dedurre che le sue successive incursioni in ambito jazzistico e rockettaro gli devono aver mandato in cancrena il cervello e allora, anche in questo caso, è tutto stramaledettamente nella norma. Il che è brutto e distruttivo. Spero di lasciarlo presto questo mondo, poichè non potendo distruggere il sistema, non ho altra scelta che distruggere me stesso, non potendo le 2 cose coesistere. Buona estate, cerebrolesi di tutto il mondo, spero che almeno il 'Guillaume Tell', in diretta radiofonica domenica dal Festival Rossini di Pesaro, alle ore 18, sia all'altezza della situazione, oltrechè dell'attesa e che mi risollevi il morale, almeno per un'ultima volta, se il diavolo non ci mette la coda. Dopodichè il diluvio!!!!
Ultime dritte, alla buona.
Le testine Audio Technica da me precedentemente citate come particolarmente convenienti sono esattamente la AT91BL a circa 20-25 euro e la AT95EBL a circa 45-50, la stessa ditta ha in catalogo un buon giradischi a circa 350 euro, l'AT-LP120-USB, valido con pre-phono incorporato, uscite audio RCA e USB, software Audacity incluso (anche se conviene scaricarsi la versione più recente gratuitamente da internet), trazione diretta, controllo al quarzo, 3 velocità, base del braccio regolabile in altezza, ecc. ecc., ancora molto conveniente anche se non viene più venduto con la testina già montata in fabbrica inclusa, come all'inizio. Tutto questo, l'ho trovato a suo tempo, sempre da 'Bait & Borghi', in via Volturno a Bologna. Segnalo anche, per circa 280 euro complessivi, il giradischi Reeloop 4000M3D, (l'apparecchio viene in sè circa 250 euro, il coperchio in plexiglass con le cerniere venduto separatamente 25 euro, altri 5 euro per il centratore dei dischi 45 giri, in alluminio), sempre trazione diretta con servocontrollo al quarzo e a 3 velocità, comprensivo di testina Ortofon da dj, già montata in fabbrica, dalle prestazioni sorprendenti anche coi dischi di musica classica, anche se nella documentazione acclusa non c'è alcunchè che la riguardi. Infatti, oltre ad averla riposizionata sul portatestina, avanzandola completamente, l'ho impostata su un peso di lettura di 4 grammi e devo dire che buon sangue non mente. Nel senso che, nel caso dei prodotti economici di marchi prestigiosi come Ortofon, Audio-Technica, Shure, ecc., l'impostazione timbrica è già in partenza di buon livello ed è già quella tipica del marchio, differendo nei modelli superiori per un maggior livello di raffinatezza, ma rimanendo sostanzialmente la medesima in tutti i modelli della gamma, dal più economico al più costoso. Insomma, con questi marchi, si va sempre sul sicuro. Per la cronaca, la puntina di ricambio di questa Ortofon, costa sui 25 euro. Il giradischi Reeloop RP 4000M3D, con testina Ortofon, l'ho reperito a suo tempo da 'All for music' in via Pier De Crescenzi a Bologna. Probabilmente quello che ho scritto, risulterà d'interesse scarso o nullo, ma pazienza, questo è tutto.
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