venerdì 6 settembre 2013

Celluloide in policarbonato 12 (come le sinfonie per archi di Mendelssohn-Bartholdy).

Non tutto il male viene per nuocere, mi è venuto proprio da pensare, mentre ascoltavo alla radio, mercoledì sera, le lagnanze di Enzo Restagno, curatore e responsabile della rassegna musicale "Mi-To, Settembre musica, dipanantesi fra le città di Milano e Torino, quando ha affermato che, per motivi dovuti alla restrizione dei fondi disponibili, ha dovuto rinunciare, con grande dolore, alla sezione riservata alla musica etnica (ribadendone l'importanza della sua divulgazione al grande pubblico), poichè, come lui stesso ha dichiarato, far venire qui in Italia, musicisti provenienti da paesi spesso remoti, ha dei costi economici elevatissimi (ah, benessum!). Sarò retrogrado, ma oltre a ribadire il fatto che, secondo me questo tipo di musica, in manifestazioni come "Mi-To", ci sta proprio come i cavoli a merenda, trovo veramente stucchevole questo meticciato multi-etnico demagogico (e difatti anche Restagno, nella sua reprimenda, ha usato la parola 'multietnicità'; ogni volta che la sento, ho la stessa reazione del famigerato Goebbels ogni qualvolta udiva la parola 'cultura'), "grazie" al quale, anche le nostre sciagurate latitudini, sono state invase, salvo sporadicissime eccezioni, da una marea di autentica spazzatura (fra queste ci metterei anche le canzoni dell'algerino Khaled, lagnosissime fino allo spasimo, solo per dare un'esempio; essendo lui medesimo il capofila del cosiddetto genere 'Raei' -nulla a che vedere con la nostrana emittente radiotelevisiva- vorrei tanto potergli dire: "Ma Raei affanculo, te e chi ti ha messo al mondo!"; e fosse almeno l'unico fra gli autentici flagellatori testicolari che ci sono piovuti addosso. Purtroppo di musicisti come Ravi Shankar, non ne nascono tutti i giorni), non bastasse quella nostrana (tipo Giovanni Allevi, solo per fare un nome a caso, ma anche i vari Gigi D'Alessio, Max Pezzali, sarà meglio che mi fermi qui, altrimenti cado in depressione): insomma una grande quantità di fuffa; e quelli come Restagno, fanno i grandi fuffatori, ovvero diffusori di fuffa, con i soldi pubblici (anche se adesso non più, per fortuna). Per contro, ha confermato il concerto sinfonico di domenica 15, diretto da George Benjamin, con un programma di musiche sue e di Britten, che, per fortuna, dovrebbe anche essere trasmesso in diretta da Radiotre, così come quello del 19, in cui Gianandrea Noseda dirigerà, coi complessi del Regio di Torino, il "Coro di morti" di Petrassi e la sesta sinfonia di Mahler. Ecco, in questo caso, se a saltare per mancanza di fondi, fossero stati questi ultimi, allora sì che ci sarebbero state ragioni per dolersene, ma per fortuna che, una volta tanto, a farne le spese, è stata la fuffa etnica e non la grande musica. In questo caso, più che mai, non tutto il male viene per nuocere. Guerra alla fuffa e ai grandi fuffatori! / Intanto proseguiamo: --------- Luis Bacalov: 1) Il postino - Hector Ulises Pasarella, bandoneon; Riccardo Pellegrino, violino e mandolini; Orchestra Sinfonietta di Roma, diretta dall'autore (nel brano "Madreselva" di F. Canaro e L. C. Amadori, la voce di Carlos Gardel)- cd Cam NANS 055 S; --- 2) La tregua - Zoriana Kushpler, cantante; Orchestra Sinfonica Bulgara, diretta dall'autore ( brani "Noch svetta"-M. Jazykov/Anonimo; "Moskva majskaia"-V. Lebedev-Kumach/Dmitri e Danilo Pokrass); "Sinij platocek"-Y. Galizkij-M. Marsinov/Egy Petersburgskij; danza ungherese n.5 in fa diesis minore, frammento-Brahms; "Wiener Blut", valzer, frammento-Johann Strauss Jr.; tutti arrangiati da Gronskyi Volodymyr); - cd Cam NANS 070 S; ------------ Philip Glass: 1) Koyaanisqatsi - The Western Wind Vocal Ensemble / The Philip Glass Ensemble diretti da Michael Riesman; - cd Island Records 814 042-2 (so però che ha avuto una riedizione più recente sotto altro marchio); --- 2) Anima mundi - The Western Wind Vocal Ensemble (Jeannie Gagné, Dora Ohrenstein, soprani; Patricia Dunham, Linda November, contralti; David Duesing, David Frye, tenori; Alexander Blachly, Bruce Rogers, baritoni) / The Philip Glass Ensemble (Sanford Allen, Timothy Baker, Mayuki Fukuhara, Mary Rowell, Masako Yanagita, violini; Stephanie Fricker, Jill Jaffe, viole; Larry Lenske, violoncello; Barbara Wilson, contrabbasso; Carol Wincenc, flauto; Timothy Malosh, flauto piccolo; Steven Hartman, clarinetto; Leonard Arner, oboe; Sharon Moe, Allen Spanjer, corni francesi; William Rhodin, Lee Soper, trombe; Dennis Elliot, Alan Ralph, tromboni; Rex Benincasa, percussioni), diretti da Michael Riesman; - cd Elektra Nonesuch 7559-79329-2 (stupenda musica splendidamente registrata, peccato solo che sia troppo breve, circa una mezz'oretta totale); ------------ James Horner: Willow - Ian Underwood, fairlight (pur avendo ascoltato il disco, non ho la più pallida idea di che razza di strumento si tratti, ma comunque, indagherò); Kazu Matsui, sakauhachi; Mike Taylor, Tony Hennigan (del gruppo "Incantation"), flauti di Pan, kena; Robin Williamson, arpa celtica, cornamuse; The King's College Choir, Wimbledon; The London Symphony Orchestra, diretta dall'autore - cd Virgin Records America Inc./Virgin Movie Music 0 7567-90939-2 9 (curiosamente, in questa partitura, ricorre uno spunto tematico che ricorda dappresso 'La morte di Tebaldo' (suite n.1 - n.7) da "Romeo e Giulietta" di Prokofiev!); ------------ Alexandre Desplat: The painted veil - Lang Lang, pianoforte; Vincent Segal, violoncello elettrico; Jeff Boudreaux, Joel Grare, Philippe Macé, percussioni; Alexandre Desplat, percussioni, flauti, pianoforte, tastiere; Orchestra Sinfonica di Praga, diretta dall'autore (comprende la Gnossienne n.1 di Satie, eseguita al pianoforte da Lang Lang) - cd Deutsche Grammophone 00289 477 6552 3 GH; ------------ Osvaldo Golijov: Tetro - Dawn Upshaw, soprano; Michael Ward-Bergeman, fisarmonica; Claudio Ragazzi, chitarra; Bernardo Monk, sassofono; Octavio Brunetti, pianoforte; Guillermo Vadalà, Daniel Greenspan, Mark Dresser, contrabbassi; Saint Lawrence String Quartet; Ying Quartet; Cantoria Alberto Grau, diretta da Maria Guinand; Orchestra diretta da Dante Anzolini (i brani "From day to night" e "Amigos", sono di Claudio Ragazzi; il brano "To Patagonia" è di Octavio Brunetti, su un tema di Osvaldo Golijov); - cd Deutsche Grammophone DG 00289 477 8531 6 GH. --------------- Ho sempre avuto una grande invidia per coloro che digitano sulle tastiere dei computer alla velocità della luce, essendo al contrario, goffo, impacciato e lento come una lumaca, per di più afflitto da miopia, presbiopia, astigmatismo, congiuntivite cronica e cataratta incipiente, come a dire il danno, il malanno e l'uscio addosso! Sono proprio un gran bel catorcio! Per oggi è tutto qui, ma in qualche modo si ... continua!

giovedì 5 settembre 2013

Celluloide in policarbonato 11 (come le sinfonie di Bruckner).

Se non ricordo male, le musiche della versione cinematografica di "Porgy and Bess", della quale ho brevemente accennato in precedenza, erano state appositamente riadattate e dirette per l'occasione da un certo Andre Previn (lo stesso che aveva rielaborato e diretto le musiche per il celebre film di Otto Preminger, "Carmen Jones", basato sul celeberrimo capolavoro di Bizet), autore anche del famoso "Kismet" basato su temi di Alexander Borodin (dalla sinfonia n.2, da "Il Principe Igor" e altre composizioni, qualcuno di non più verde età potrebbe anche ricordarne la canzone "Stranger in paradise", basata sulla melodia di una delle celebri 'danze polovesiane), come potete vedere i rimandi fra il musical, la musica colta europea e la settima arte, sono veramente molteplici, correggetemi se sbaglio! Lo stesso Previn, di origini tedesche, vero nome Andreas Priwin, musicista eclettico, in bilico tra jazz, musica da film, musical e musica colta europea, compositore, direttore e pianista di fama internazionale, ha molti punti di contatto con la figura di Leonard Bernstein, del quale non per niente era allievo e amico, celebre la loro incisione per la Cbs, del concerto n.1 per pianoforte, archi e tromba di Shostakovich, con Previn alla parte solistica e la filarmonica di New York diretta da Bernstein. / Le belle famiglie musicali: Alfred Newman, noto compositore e direttore di musiche da film, ha avuto 2 figli, tutt'ora operanti, che ne hanno seguito le orme, ovvero David e Randy. Altre belle famigliole: Neeme Jaervi, con 3 figli musicisti, Kristian e Paavo direttori come il padre, Marika flautista; Stephan e Thomas Sanderling, direttori, figli del celebre Kurt; Michael Stern, direttore, figlio del violinista Isaac; non scordiamoci gli Jurowski, dei quali non rammento il grado di parentela, Michail e Vladimir, direttori (e mi sa tanto che ce ne è anche un terzo); Martin Fischer-Dieskau, direttore, figlio del celebre baritono; qui abbiamo Claudio, figlio di Marcello Abbado anch'egli musicista, e Roberto, suo nipote, direttori d'orchestra entrambi........ / Riprendiamo i miei suggerimenti o 'consigli per gli acquisti', che caso mai non vi piacciano, è assolutamente inutile farmi reclamo o chiedermi il rimborso, il rischio è tutto vostro! ------------- John Powell: United 93 - Oliver Powell, vocalista; Orchestra 'London Musicians' / Gavin Greenaway; - cd Varese Sarabande VSD-6740; ------ John Debney: Evan Almighty - Dwight Tribble, Roxanne Morganstern, vocalisti; Chris Bleth, strumenti a fiato etnici; Page L.A. Studio Voices / Bobbi Page; The Hollywood Studio Symphony Orchestra, diretta dall'autore; - cd Varese Sarabande VSD-6825; ------ James Newton Howard: Charlie Wilson's War (brano "The belly dancer" scritto da Gingger Shankar e James Newton Howard)- Hovig Krikorian, Gingger Shankar, vocalisti; Pedro Eustache, Ali Jihad Racy, strumenti a fiato etnici; George Doering, Ray Herndon, chitarre; Buck Reid, bidone a pedale (o 'pedal steel', non sto scherzando, soprattutto nell'isola di Trinidad, usano i comuni bidoni d'acciaio per l'immondizia, come strumenti etnici a percussione, ovvero quando di necessità si fa virtù, il mondo è bello perchè è vario, o almeno così si dice...); Viktor Krauss, contrabbasso; Matt Rollings, pianoforte; Jim Keitner, batteria; John Bilezikian, oud; Gabe Witcher, violino a 6 corde (fiddle, o almeno così credo, anche se forse lo confondo col violino hardanger norvegese, usato anche da Grieg, nel suo 'Peer Gynt'); Alex Acuna, percussioni da mano (hand percussion, credo si intenda quelle piccole percussioni che si tengono e si suonano nel palmo della mano, se dico delle fesserie, vi prego correggetemi, aiuto!); Satnam Ramgotra, tablas e tampura (frame drum); Mike Fisher, Bob Zimmitti, percussioni; The Hollywood Film Chorale / Grant Gershon; The Hollywood Studio Symphony Orchestra / Pete Anthony; - cd Varese Sarabande VSD-6870; ------ John Williams: Stepmom - Christopher Parkening, chitarra; Marvin Gaye, Tammi Terrell, cantanti (nel brano "Ain't no mountain high enough" di Nickolas Ashford e Valerie Simpson); The Hollywood Studio Symphony Orchestra, diretta dall'autore; - cd Sony Classical/Sony Music Soundtrax SK 61649 01-061649-10 (trattasi di un John Williams senz'altro minore, più intimista del consueto, ma comunque gradevolissimo e di buon livello complessivo); ------ Ennio Morricone: Jona che visse nella balena (brano "Gam gam" di Elie Botbol; brano "Jonah who lived in the whale" di Dandy Lion ed Ennio Morricone) - Susan Lion, cantante; coro "Les chevatim"; Orchestra dell'Unione Musicisti di Roma, diretta dall'autore; - cd Cam CM 004; ------ (don) Marco Frisina: Mosè/La Bibbia (sigla di coda di Ennio Morricone) - Adolfo Locci, shofar; Paola Cecchi, cantante; Tullio De Piscopo, percussioni; Coro della Diocesi di Roma / Marco Frisina; Coro dell'Accademia Polifonica di Roma / Fabrizio Barchi; Orchestra Sinfonica A.M.O.DI.R., diretta dall'autore (per la sigla di coda di Ennio Morricone: Mauro Maur, tromba; Felice e Raffaele Clemente, flauti di Pan; Orchestra dell'Unione Musicisti di Roma, diretta dall'autore); - cd CGD 0630 13533-2 (ma che fine ha fatto Frisina, dato che è da un bel pò di tempo che non ne so più nulla, stante il fatto che, per parecchio tempo, sembrava sulla cresta dell'onda e siccome mi sembrava effettivamente che se lo meritasse, adesso che ne è di lui? Questo mi sembra proprio un gran brutto paese ingrato!) --- 'Sans presser', ovvero 'senza affrettare', prescrive Saint-Saens in partitura, come indicazione agogica per il finale della sua terza sinfonia 'con organo' obbligato, probabilmente ben conoscendo i suoi polli. E difatti, a parte l'incisione dal vivo di Toscanini con l'orchestra Nbc, quasi nessun direttore la rispetta, non rinunciando così alla tipica 'stretta' finale strappa applausi. Lo ha fatto anche Paavo Jaervi, di recente ai "Proms" con la sua 'Orchestre de Paris", in un esecuzione per il resto bella e misurata, ma un poco guastata da questa rincorsa finale, questi direttori d'orchestra non perdono mai il vizio; un altro celebre brano, chissà perchè, sovente guastato anche da celebri bacchette, con tempi assurdamente al fulmicotone e per giunta, spesso, col taglio della riesposizione al primo movimento, pur essendo affatto lungo, è la terza sinfonia di Brahms, che, al contrario, caso singolare, sia Toscanini con la Nbc che Bernstein con i Wiener, eseguono giustamente con tempi più ampi e con il mantenimento della riesposizione; ho anche sentito lo stesso Bernstein, giustamente, deprecare questo modo assurdo con cui usualmente si interpreta questa musica; altro brano sovente vittima di scelte agogiche veramente assurde, il secondo movimento del concerto per violino e orchestra di Sibelius, spessissimo snaturato da 'Adagio di molto', come indicato in partitura, ad una sorta di frenetico 'andante con moto', snaturandone così completamente il carattere, anche da parte di interpreti celeberrimi (fra le poche incisioni che mi sembrano giuste, ricorderei quella di Accardo, con l'orchestra sinfonica di Londra diretta da Sir Colin Davis, per la Philips)! Alla prossima, se volete (e anche se non lo volete, tanto è lo stesso), si continua!

mercoledì 4 settembre 2013

Celluloide in policarbonato 10 (come le sinfonie di Mahler).

E pensare che volevo piantarla di dedicarmi a questo dannato blog, incoerente che non sono altro, chissà chi me lo fa fare, ma mettiamola così, sarà per via del mio smisuratissimo ego, fatto sta che non riesco a smettere, proprio per niente, continuiamo così, baldanzosamente, a grande richiesta (ma di chi??? però lo si dice sempre, per giustificare la propria vanagloria, tutto nella norma, coraggio), la mia sballatissima messe di suggerimenti: ------------ Mitch Leigh: Man of La Mancha - Placido Domingo, Mandy Patinkin, Julia Migenes, Carolann Paige, Jerry Hadley, Rosalind Elias, Robert White, Samuel Ramey, Placido Domingo junior, Alvaro Domingo; - The Concert Chorale of New York (James Bassi, Rodne Brown, Daniel Egan, Michael Hume, tenori; Roger Andrews, James Bingham, Julian Long, Joseph Neal, bassi), Jacqueline Pierce consulente artistica; - American Theatre Orchestra / Paul Gemignani - cd Sony Classical SK 46436 (è il celeberrimo musical tratto dal "Don Chisciotte" di Cervantes, tenuto a battesimo proprio da Domingo e nel quale prendono parte, come si evince dalla locandina, anche i suoi 2 figli in ruoli minori. Soltanto ho dei dubbi, stante lo scarso minutaggio complessivo del cd, che si tratti di un'edizione veramente integrale, ma questa è l'unica che ho reperito, tra i protagonisti figura anche Julia Migenes, che fu un'avvenente, sensualissima Carmen, nell'omonimo film-opera, basato sul celebre capolavoro di George Bizet, di Francesco Rosi, del 1984. Libretto interno del cd, completo dei testi cantati, ma alquanto avaro di informazioni); --- Benny Andersson: Kristina - Helen Sjoeholm, Russel Watson, Louise Pitre, Kevin Odekirk, David Hess, Robert Ousley, Greg Stone, Joy Hermalin, Walter Charles, Raymond Jaramillo Mc Leod, Jessica Vosk, Claire Tendl, Madelein Rose Yen, Josh Caggiano, Derin Altay, Jane Brockman, Rebecca Eichenberger, Osborn Focht, Liz Griffith, Blythe Gruda, Michael James Leslie, T. Doyle Leverett, Rob Lorey, Frank Mastrone, Linda Mugleston, Jan Neuberger, Sal Sabella, Wayne Schroder, Kathy Voitko, John Wasiniak; - American Theatre Orchestra & Choir / Paul Gemignani (direttrice d'orchestra associata Annbritt duChateau) - 2 cd Decca 6 025 2734981 7 (è la versione in lingua inglese, essendo il testo originale in svedese, ripresa dal vivo in una sala della Carnegie Hall a New York nel 2009, di un musical incentrato sulle vicissitudini di una famiglia svedese facente parte di un gruppo di emigranti, giunti nel Nord degli Stati Uniti, intorno al 1850, basato sull'epopea "Gli emigranti" di Wilhelm Moberg, peccato che il libretto del doppio cd non specifichi riguardo a quest'ultima se si tratti di lavoro letterario o teatrale e a parte i testi cantati in inglese, non dica quasi nulla nemmeno riguardo al musical in questione, salvo scarni accenni di trama e qualche foto di scena dell'allestimento oggetto dell'incisione discografica, dall'osservazione delle quali, sembrerebbe desumersi che, in quell'occasione, sia stato realizzato in forma semi-scenica. Bel modo di rendere giustizia a un lavoro praticamente sconosciuto dalle nostre latitudini, del quale anch'io ignoravo del tutto l'esistenza, frutto di uno dei miei vari 'reperimenti' casuali. I soliti grandissimi cretini, questi discografici!). --------- In questa sede non tratterò nemmeno, al momento, di "Porgy and Bess" di Gershwin, che pure ha avuto una celeberrima trasposizione cinematografica, poichè è anch'esso un capolavoro di controversa classificazione, in effetti il suo autore aveva l'ambizione di farne il prototipo di un modo di concepire il teatro lirico di derivazione europea, secondo un'ottica più idiomatica e autenticamente americana e certamente in questo lavoro il linguaggio adottato, con i suoi rimandi stilistici a Stravinski, Mussorgski, Copland, Puccini, Richard Strauss, fusi con rimandi al jazz, al blues, al musical e alla canzone popolare, in una sintesi prepotentemente personalissima, mostrano un musicista senz'altro molto più maturo e raffinato, anche a livello di tensioni armoniche, rispetto all'autore dei celeberrimi brani degli anni '20 che gli diedero notorietà internazionale, più immediati ma meno sofisticati, come "An american in Paris" e "Rhapsody in blue", per citare i più arcinoti, si capisce benissimo sentendo "Porgy and Bess" che, se Gershwin, giustamente ammirato anche da Schoenberg suo singolare compagno a Los Angeles nelle partite a tennis, fosse vissuto più a lungo, il suo grandissimo genio lo avrebbe senz'altro portato molto più lontano, ma purtroppo, come ben sappiamo, il suo destino ha deciso ben altrimenti. Ma vista la genesi particolare del suo capolavoro estremo, comparso sia nei teatri lirici che in quel di Broadway (pur ritenendolo personalmente più prossimo all'opera lirica), penso proprio che abbia ragione chi, a suo tempo ha affermato che, se si dà "Porgy and Bess" a Broadway, allora diventa automaticamente un musical, se lo si dà al "Metropolitan" allora diventa tranquillamente un'opera lirica (e se a tutto questo, si aggiunge anche la trasposizione cinematografica, diventa altrettanto perfettamente, anche un film musicale!). Trattasi quindi di un capolavoro camaleontico, capace di cambiare pelle, ovverossia di aderire come un guanto alle più disparate esigenze di allestimento, pur mantenendo integra la sua più intima essenza, cioè senza snaturarsi? Secondo il mio modesto parere, potrebbe essere proprio così, ad ogni buon conto, il dibattito resta aperto e sarò comunque banale, ma per quanto straveda per Leonard Bernstein et similia, per me la summa dell'essenza musicale statunitense è e restera per sempre, George Gershwin! Alla prossima!

martedì 3 settembre 2013

Celluloide in policarbonato 9 (come le sinfonie di Beethoven).

Abbado senatore a vita, a riprova che l'acqua va al mare, tanto tanto se si trattasse di una carica onorifica, se si pensa oltretutto che, alcuni decenni fa era anche nei guai col fisco, per evasione delle tasse, ma tanto noi paghiamo, come sempre! Parafrasando Toscanini a proposito di Fuertwaengler, di fronte al musicista, tanto di cappello, di fronte all'uomo, me ne metto in testa 2! A questo punto, visto che mi picco, sia pure limitatamente a questo sito, di divulgazione culturale, perlomeno nelle intenzioni, allora, provocatoriamente, io pretendo il vitalizio Bacchelli, essendo in piena temperie 'ecologica', dal punto di vista economico, ovverossia nell'impossibilità di sbarcare il lunario, tanto per essere espliciti! Visto che alla fine i soldi per 'mantenere' altri 4 senatori a vita, non gli mancano (anche perchè li estorcono a noialtri)...... Tutto nella norma, il sole splende sulla nostra patria, già si paventa una guerra mondiale, panacea per il potere, soprattutto quando le tensioni sociali minacciano di travolgerlo, in tal caso l'imperativo categorico, per noi comuni mortali, non può che essere l'obiezione di coscienza e la diserzione di massa! / Per la verità, uno che di mestiere fa il divulgatore culturale, scrivendo libri e curando trasmissioni radiofoniche soprattutto di argomento musicale, per Radiotre, esiste anche nel nostro paese, si chiama Paolo Terni, ma, ovviamente, è di famiglia agiata e proviene dall'Accademia di Arte Drammatica, per cui ha anche il suo bravo 'pezzullo' di carta, unico metro, raccomandazioni a parte, con il quale soprattutto qui da noi, si 'valutano' le 'capacità' delle 'persone', perciò cosa mai dovrei pretendere io, pincopallino senz'arte nè parte? Tutto nella stramaledetta norma, tranquilli! Uaoh! / Errata corrige, le sezioni in cui è suddivisa la musica per il film "Alexander Nevski" di Prokofiev, sono 27, nella più attendibile edizione discografica Strobel/Capriccio (erano 18 in quella precedente Temirkanov/Rca) e non 15 come avevo affermato in precedenza, ah, la memoria! / Detto questo, proseguiamo indomiti: ------------ (mi è venuto in mente proprio questo istante che, riguardo alla registrazione dal vivo, ufficiosa, in forma oratoriale di "West side story" diretta dall'autore, che il luogo di registrazione potrebbe essere il Manhattan Center di New York e non il Lincoln Center, come avevo affermato nello scritto precedente a questo, ahi, la memoria, di nuovo!) --- Leonard Bernstein: On the town - Frederica von Stade, Tyne Daly, Marie Mc Laughlin, Thomas Hampson, Kurt Ollmann, David Garrison, Samuel Ramey, Evelyn Lear, Cleo Laine, Meriel Dickinson, Lindsay Benson, Stewart Collins, Bruce Ogsten, Nicholas Sears, Adolph Green, Betty Comden; - London Voices / Terry Edwards; London Symphony Orchestra / Michael Tilson Thomas (pianoforte in "Ain't got no tears left"); direttore d'orchestra aggiunto e pianista: Michael Barrett, consulente artistica Patricia Birch; - cd Deutsche Grammophone DG 437 516-2 GH (trattasi del musical del 1944, all'origine del celebre film di Stanley Donen "Un giorno a New York" del 1949, innovativo per via delle scene di danza, girate per la prima volta in autentici esterni cittadini, anzichè ricostruiti in studio come d'abitudine all'epoca, con Frank Sinatra, Gene Kelly (il nome del terzo protagonista mi sfugge eternamente!), ma con la trama banalizzata rispetto all'originale, in cui lo sfondo del secondo conflitto mondiale è assai più presente e, cosa ancora più grave, con le musiche di Bernstein pesantemente rimaneggiate, riorchestrate e tagliate, senza che nè il compositore, nè alcuno dei suoi collaboratori venissero minimamente interpellati dalla produzione, suscitando la sacrosanta irritazione di questi ultimi, Bernstein in primis ovviamente, al contrario di quanto accadrà in seguito, per "West side story" di Robert Wise del 1961, per fortuna, ottenendo così anche il beneplacito ufficiale del compositore. Purtroppo il disco in questione è solo un ampio estratto di uno spettacolo dal vivo in forma semi-scenica effettuato alla Barbican Hall di Londra nel giugno del 1992, spettacolo pubblicato nella sua interezza, a suo tempo, solo in videocassetta dalla stessa Dg e vergognosamente mai ristampato su dvd. Per contro, il cd contiene in appendice, un brano originariamente pensato per essere inserito all'interno del primo atto ma poi scartato precedentemente alla prima assoluta, 'The intermission Great', per coro e orchestra, il che renderebbe necessario il possesso di ambedue i supporti, per i maniaci della completezza a oltranza, anche se, rispetto al video, nel disco, oltre alle parti recitate, mancano purtroppo diversi numeri musicali di raccordo tutt'altro che irrilevanti. Peraltro anche nel video, per il resto integrale e nel rispetto delle orchestrazioni originali, a voler essere pignoli, mancherebbe anche l'ouverture, volutamente non inclusa, in quanto trattasi di una semplice miscellanea dei temi musicali principali, non di mano del compositore. L'unico arbitrio, ma relativo, sarebbe l'inserzione, da parte di Tilson Thomas, di una canzone, "Ain't got no tears left", anch'essa scritta per questo musical da Bernstein, ma poi successivamente scartata, in un arrangiamento per voce femminile e classico trio jazzistico composto da pianoforte, contrabbasso e batteria, dello stesso direttore d'orchestra. Comunque sia, questo disco e il relativo video, giustamente premiati credo con un 'Gramophone Award' e un 'Penguin Guide Award', sono di un livello artistico stratosferico, con un'altrettanto strepitosa ripresa sonora, con cantanti provenienti sia dall'ambito operistico (von Stade, Mc Laughlin, Hampson, Ollmann, Ramey, Lear) , sia da Broadway (Daly, Garrison), sia dall'ambito jazzistico (Laine), probabilmente questa ripresa era prevista inizialmente con lo stesso compositore sul podio, se solo fosse vissuto abbastanza anzichè defungere un paio d'anni prima, ma bisogna dire che Michael Tilson Thomas (di genitori russi, vero nome Mikhail Fiodor Thomakevski), suo degnissimo allievo a Tanglewood, non lo fa rimpiangere proprio per niente, ed è tutto dire, anche come pianista ed intrattenitore, aggiungiamoci quelle 2 simpaticissime vecchie volpi di teatro, di Adolph Green e Betty Comden, collaboratori ed amici di vecchia data del compositore, impegnati soprattutto nelle parti recitate, ed è qui che il video fa sentire la sua mancanza, essendo le parti non presenti nel cd, salvo la canzone di Rajah Bimmy, cantata da Green, e il risultato finale è qualcosa di assolutamente contagioso e trasudante gioia di vivere. La partitura di questo musical, rivela già un Bernstein pienamente padrone dei suoi mezzi espressivi, nonostante rimandi stilistici a Copland, Gershwin e Prokofiev, una struttura robustamente sinfonica, con delle parti orchestrali insolitamente più estese e un livello costantemente supremo nell'ispirazione musicale, senza la benchè minima caduta di gusto, nemmeno nelle sezioni di raccordo, contrariamente a quanto accadeva con la maggior parte dei musical di successo dell'epoca, a dimostrazione che, ben prima di "West side story", rispetto al quale questo titolo non gli è in nulla inferiore, il giovane compositore aveva già dimostrato ampiamente il suo enorme genio talentuoso. Lo spunto iniziale della trama è identico a quello del breve balletto "Fancy free" del 1943, al quale viene generalmente accostato, tanto più essendo identico, in ambo i casi, il coreografo, Jerome Robbins, ma, mentre nel balletto, i 3 marinai protagonisti, pur grandi amici, diventano però rivali tra loro, quando si tratta di andare a caccia di ragazze, nel musical la situazione è differente, in quanto uno dei 3, Gabey, ha precedentemente salvato la vita in circostanze drammatiche agli altri 2, Ozzie e Chip, per cui questi ultimi, pur procacciandosi ciascuno una ragazza, si sentono in obbligo, nell'arco di questa licenza premio di 24 ore a New York, di aiutare Gabey a trovare la sua donna. Furono del resto, a suo tempo, lo stesso Bernstein e Robbins, a pensare, dopo 'Fancy free', che lo spunto iniziale della trama avesse anche ulteriori potenzialità drammatiche, sì da poter essere riutilizzato in seguito, come poi effettivamente fu.)--- Pur essendomi 'allargato' dalla 'celluloide' al musical, pur trattando anche in quest'ultimo caso prevalentemente di titoli che hanno avuto una versione cinematografica, non tratterò, almeno per il momento, del "Candide" dello stesso Bernstein, in quanto pur essendo classificato ufficialmente come operetta, è in realtà lavoro talmente composito e complesso da sfuggire a qualsivoglia categorizzazione, un unicum insomma, analogamente alla più tarda "Mass", in cui convergono stilemi dotti e popolari, dodecafonia e canzoni, in un multilinguismo stilistico che trapassa da un registro all'altro con estrema naturalezza, ribadendo perentoriamente nel suo eclettismo, la cifra stilistica estremamente personale del suo autore, autentico intrattenitore e animale da teatro, nel senso più elevato del termine. Mi limiterò soltanto ad aggiungere, nel caso di "Candide" (prima versione del 1956, ultimo rifacimento del 1989, ma l'autore aveva comunque intenzione di ritornarvi, se la morte non fosse sopraggiunta l'anno dopo), che pur essendo forse meno immediato rispetto a "West side story", gli è se possibile anche superiore come livello musicale e direi che può bastare. Assieme a "Mass" del 1971, rappresenta un qualcosa di assolutamente originale e anticonvenzionale, da conoscere, se ancora non vi è capitato di ascoltarli in radio o in disco. Ribadisco che il '900 musicale è ancora in gran parte, troppo poco conosciuto dai più, è un mare magnum assai più variegato ed avvincente di quel che si crede comunemente! Non è solo stridori e dissonanze (che poi, anche in questo caso, il risultato dipende sempre dalle capacità espressive di colui che le usa)! --- Continuano a scapparmi troppe ripetizioni, ma spero comunque di essere rimasto nell'ambito della comprensibilità, anche perchè ogni volta che inizio uno scritto, penso di procedere in una certa maniera, salvo regolarmente 'deragliare', sarà la vecchiaia incipiente, ohibò! / Al termine del programma ufficiale del 'Prom 68' trasmesso in diretta radiofonica lunedì sera, con l'orchestra filarmonica di Oslo diretta da Vassily Petrenko (con la solista Baiba Skride nel 1^ concerto per violino di Szimanovski), dopo le 'Danze sinfoniche' di Rachmaninov, è stato eseguito un bis che, secondo il conduttore di Radiotresuite era un brano non meglio specificato di Edvard Grieg, io però ho percepito dalla voce dell'annunciatore della BBC, il nome di Geir Tveitt, in effetti, all'ascolto, il brano in questione, non mi sembrava riconducibile allo stile di Grieg, ma potrebbe trattarsi di un mio abbaglio e temo che alcuno mi aiuterà a risolvere questo dilemma (forse si trattava di un brano di Grieg orchestrato da Tveitt?). Pazienza! / Essendomi dilungato più del previsto su Leonard Bernstein, mi prendo una pausa di riflessione (mah!), per poi continuare in seguito (e ti pareva!). Arrivederci! 

domenica 1 settembre 2013

Celluloide in policarbonato 8 (ovvero l'ottava meraviglia).

Sarà più che mai assurdo occuparsi in simili sciocchezze in tempi bui come gli attuali, soprattutto quando si ha già un piede nella fossa, anzi tra poco anche tutto il resto, con la pancia vuota, in pieno periodo ecologico/scatologico, ma che cos'altro posso fare per non soccombere del tutto? Bando ai piagnistei e tiriamo innanzi, cercando possibilmente di non delirare, dopotutto ci sono ancora! Cogito, ergo bum! (non è un refuso). Occupiamoci quindi di: --- Leonard Bernstein: --- 1) West side story: A) versione originale di Broadway, con orchestra di 25 elementi: - Mickey Calin, Larry Kert, Eddie Roll, Tony Mordente, David Winters, Grover Dale, Martin Chamin, Hank Brunjes, Tommy Abbott, Frank Green, Lowell Harris, Wilma Curley, Carole D'Andrea, Nanette Rosen, Marilyn D'Honau, Julie Oser, Lee Becker, Ken Le Roy, Carol Lawrence, Chita Rivera, Jamie Sanchez, George Marcy, Noel Schwartz, Al De Sio, Gene Gavin, Ronnie Lee, Jay Norman, Erne Castaldo, Jack Murray, Marilyn Cooper, Reri Grist, Carmen Gutierrez, Elizabeth Taylor (da non confondersi con la celeberrima attrice, trattandosi di omonimia), Lynn Ross, Liane Plane, Art Smith, Arch Johnson, William Bramley, John Arkins; - Orchestra diretta da Max Goberman (+ danze sinfoniche da "West side story"; New York Philarmonic, diretta dall'autore); - cd Sony Classical/Columbia/Legacy SMK 60724; - B) versione cinematografica, con orchestra allargata a 65 elementi: Natalie Wood (Marnie Nixon, soprano), Richard Beymer (Jim Bryant), Russ Tamblyn (Tucker Smith), Rita Moreno (Betty Wand), George Chakiris, Tucker Smith, Tony Mordente, David Winters, "Baby John" Eliot Feld, Bert Michaels, David Bean, Robert Banas, Scooter Teague, Harvey Hohnecker, Tommy Abbott, Susan Oakes, Gina Trikonis, Carole D'Andrea, José De Vega, Jay Norman, Gus Trikonis, Eddie Verso, Jaime Rogers, Larry Roquemore, Robert Thompson, Nick Covacevich, Rudy Del Campo, Andre Tayir, Yvonne Othon, Suzie Kaye, Joanne Miya, Simon Oakland, William Bramley, Ned Glass, John Astin, Penny Santon, Marni Nixon; - Orchestra diretta da Johnny Green - cd Sony Classical/Columbia/Legacy SK 89226 (i nomi fra parentesi, accanto a quelli dei principali protagonisti, appartengono a coloro che li 'doppiano' nelle parti cantate, poichè costoro erano scarsamente dotati dal punto di vista vocale, i primi 2 oltretutto, non sapendo nemmeno ballare, anche se a questo si cercò di rimediare con opportuni movimenti di cinepresa e facendo anche muovere il più possibile coloro che gli stavano attorno. La soprano Marni Nixon, anche voce fuori scena in 'Somewhere', era una veterana di simili 'sostituzioni', avendo 'prestato' la sua voce anche ad altre celebri attrici in altri film musicali, dei quali, al momento, non ricordo i titoli. Ciò nondimeno, nonostante simili premesse, non certo esaltanti, il risultato finale fu un grandissimo, giustamente pluripremiato e apprezzato dallo stesso Bernstein. La ristampa in cd da me segnalata, è la prima, finalmente a riportare tutta la parte musicale del film, compresi i brani omessi in tutte le precedenti edizioni, sia in cd che in lp, ovvero 'Overture', 'Intermission music', 'Finale', 'End titles', ed è quindi l'unica da prendere in considerazione, fate attenzione che la precedente ristampa 'ridotta' in cd è ancora in circolazione!); - C) versione discografica incisa in studio nel 1984, con l'orchestra portata a 100 elementi: - Kiri Te Kanawa, Josè Carreras, Tatyana Troyanos, Kurt Ollmann, Marilyn Horne, Louise Eideken, Angelina Reaux, Stella Zambalis, David Livingston, Marty Nelson, Stephen Bogardus, Peter Thom, Todd Lester, Richard Harrell; - Coro: Adrienne Albert, June Magruder, Juliana Gondek, Carmen Cornier, John Kuether, Darryl Tookes, Charles Magruder, Tony Wells; - Voci recitanti: Alexander e Nina Bernstein; - Orchestra diretta dall'autore; - 2 dischi Deutsche Grammophon DG 477 7101 GH 2 (è la discussa, per via dell'uso di cantanti lirici, ma ugualmente imprescindibile, versione ufficiale e pressochè definitiva diretta come meglio non si potrebbe, dallo stesso compositore. Da notare che, nell'edizione da me segnalata, in forma di libro trilingue, con ampie notizie sull'argomento e materiale iconografico, il secondo disco è in realtà un dvd contenente il famoso documentario "The making of West Side Story" sulla genesi dell'incisione, col famoso episodio di Carreras che, stuzzicato malignamente da Bernstein, perde le staffe, imprecando e bestemmiando, durante la registrazione di 'Maria', inoltre qui si vede e si sente 'Somewhere' cantato dalla Te Kanawa, mentre nell'incisione discografica è affidato alla voce della Horne. L'orchestra qui impiegata è formata da musicisti scelti personalmente dal compositore, alcuni sono ex musicisti della filarmonica di New York già in pensione, come l'ex primo flauto Julius Baker. La qualità sonora dell'incisione, effettuata nel settembre del 1984 allo Studio A della Rca a New York, a distanza di anni, resta ancora eccellente. I recitanti sono ovviamente i 2 figli di Bernstein, attori di professione).--- Tirando le somme, trattasi di 3 belle edizioni di questo intramontabile successo, altamente raccomandabili e se possibile, da possedere tutte visto che ognuna di esse differisce dall'altra sia per la suddivisione interna dei brani, che per altri dettagli minori. Ce ne sarebbe forse anche una quarta, intravista tempo addietro al Ricordi Media Store di via Ugo Bassi, che recherebbe una ripresa dal vivo effettuata credo intorno al 1960, mi pare al Lincoln Center di New York, di un'esecuzione in forma oratoriale diretta dall'autore, ben prima quindi della sua incisione ufficiale, con alcuni degli interpreti della versione andata in scena a Broadway,contenuta in un cd spartanissimo ed economicissimo, ma non possedendola, non so quanto sia affidabile. Alla prossima! 

Celluloide in policarbonato 7 (come "The magnificent ..." o i "7 samurai").

Pare che il nord est della nostra grande madre patria sia allo sbando, chiudono imprese, i negozi si svuotano, gli italiani tornano ad emigrare in Germania, le mense dei poveri si riempiono di persone che hanno appena perso il posto di lavoro, altri, pur di non perderlo, accettano di ridurlo di orario (part time), Torino sarebbe la città più povera del nord est, ma ho capito bene od ho preso un colossale abbaglio, quando ho sentito queste belle cose, casualmente iersera alla radio? Vorrei tanto essere stato vittima di un'allucinazione uditiva, ma se è proprio così, questo mi conferma che, qui a Bologna, c'è ancora troppa gente con la pancia piena fino a scoppiare, che la percezione della realtà che si ha da queste parti, è decisamente distorta, altrochè! / Certezze granitiche: conflitto in Siria, smania di protagonismo dei nostrani, vanagloriosi, logorroici ed esibizionistici, necrofili, giornalisti radiotelevisivi nostrani, padroni assoluti dei palinsesti, paranoie censorie mediatico-informatiche, prepariamoci! / Fra gli 'acquisti mancati' a suo tempo rimpianti: il cofanetto di 3 cd della Cbs, comprendente il dittico "Of thee I sing / Let 'em eat cake" di Gershwin, diretto da Michael Tilson-Thomas, visto illo tempore, al "Marco Polo" di Forlì, il cd con la colonna sonora originale di Victor Young, per il film "A quiet man", visto in epoca remota al "Marco Polo" di Cesena, il doppio cd, in confezione speciale elegante, della colonna sonora originale integrale, di "Gone with the wind" composta da Max Steiner, con circa 2 ore e mezza complessiva di musica, comprendente anche tracce alternative e brani scartati, della Rhino Records, visto ai tempi in cui, in via Farini, a Bologna, esisteva il 'Virgin Megastore', a riprova che, ad aver sempre il portafoglio 'pronto' al momento opportuno, si possono fare dei bei reperimenti anche nei luoghi più impensati (come poi mi è successo in seguito, in altre circostanze più fortunate e con altri titoli). / John Addison, amico britannico di Hitchcock, conseguì il premio Oscar, con le musiche per il film "Tom Jones" di Richard Lester. / Se non vi ho ancora tediato, proseguo con i miei modesti suggerimenti: --------------- Henry Mancini: Peter Gunn / Moon River / Baby elephant walk (Hatari!) / String on fire / Dear hearth / Dream of a lifetime / The great race march / Days of wine and roses / The pink panther / Two for the road / Pie in the face polka / Ballerina's dream / The life force theme / The glass menagerie / Charade / Beaver Valley '37 / Drummer's delight / The thornbirds / March with Mancini; - Richard Hayman & His Orchestra; - cd Naxos Light Classics 8.557825 (Beaver Valley '37 è una breve suite da concerto in 3 sezioni, riutilizzante spunti giovanili del compositore); --- Harry Warren (The Busby Berkeley Album): The gold digger's song (We're in the money) / 42nd street / Shuffle off to Buffalo / Young and healthy / You're getting to be a habit with me / I'm going shopping with you / Pettin' in the park / Remember my forgotten man / Dames / Lullaby of Broadway; - Brent Barrett, Judy Blazer, Ann Morrison, Debbie Shapiro Gravitte, Guy Stroman, Stan Chandler, David Engel, Nancy Long, Larry Raben, Jayne Silvester; - London Sinfonietta Chorus & Orchestra / John Mc Glinn; - cd Emi Classics Red Line 72435 73763 2 7; --- AA. VV. "The Lorelei", brani da: Du Barry was a lady, Something for the boys, Seven lively arts, Can-can (Cole Porter) / Higher and higher, Babes in arms, Simple Simon (Richard Rodgers) / Revenge with music (Arthur Schwartz) / Lady in the dark (Kurt Weill) / Very warm for may (Jerome Kern) / Pardon my english, Girl crazy (Gershwin) / On the town * Peter Pan (Leonard Bernstein) / Annie get your gun (Irving Berlin); - Kim Criswell, cantante; The Ambrosian Chorus / John Mc Carthy ; London Sinfonietta / John Mc Glinn; - cd Emi Classics Red Line 72435 73764 2 6 (l'antologia comprende sia brani famosi come altri più rari, quando non addirittura inediti perchè scartati o inutilizzati a suo tempo, come nel caso del pezzo di Bernstein, destinato prima all'uno e poi all'altro lavoro e alla fine rimasto nel cassetto). E a proposito di Leonard Bernstein, intendo dedicargli un certo spazio nel prossimo capitolo di questa mia improvvisata rassegna. E quindi, rassegnatevi, se potete! (Continua)

Celluloide in policarbonato 6 (Broadway, Hollywood & Co.).

Oltre a constatare un certo peggioramento della mia prosa, a livello grammaticale, sintattico, ripetitivo, ho rilevato, rileggendomi lo scritto precedente a questo, una piccola omissione, che mi appresto a correggere a posteriori: il cd Telarc CD-80510, "From the hearth", con la Cincinnati Pops Orchestra, diretta da Erich Kunzel, comprende anche, oltre a quelli già elencati, il brano 'Malaguena' (Ernesto Lecuona/Morton Gould), questo per completezza d'informazione. E visto che mi sembra di riscontrare un certo gradimento della faccenda, proseguirò in questo elenco puramente orientativo, con altre segnalazioni, estrapolate da questo mare magnum, poichè nel mercato discografico c'è una discreta abbondanza di titoli del genere, pur con una effettiva disponibilità estremamente variabile e soprattutto alquanto eterogenea nell'effettiva qualità delle proposte, per cui, anche solo dando una scorsa ai miei elenchi, dovreste farvi un'idea, parziale ma attendibile, di quali siano anche gli autori e gli interpreti più attendibili e affidabili del genere, così come le etichette discografiche più serie fra quelle votatesi prevalentemente a questo tipo di musica, poichè è tutt'altro che difficile incorrere in vere e proprie fregature, se non si hanno le idee ben chiare in proposito. / Come usuale digressione, prima di procedere, mi si consenta di rilevare per l'ennesima volta, la comicissima imbranataggine dei responsabili di Radiotresuite, come avvenuto sabato sera, quando, anzichè collegarsi con la radio tedesca per la diretta de "La vera costanza" di Haydn, si erano per sbaglio connessi col canale (N)Euroradio errato, facendoci ascoltare una non meglio identificata emittente slava (a naso, supporrei slovena) che, guarda caso, stava proprio accingendosi a trasmettere la diretta di un concerto sinfonico, in cui, come brano d'apertura, si è ascoltata una bella ouverture orchestrale a me totalmente sconosciuta, ma che, a giudicare dall'ascolto, mi farebbe pensare a un compositore di area germanica della prima metà dell'800, non so se qualcuno potrebbe essere in grado di risolvere questo piccolo mistero, tantomeno sono riuscito a capire chi fossero gli esecutori, peccato anzi che, dopo il termine del brano, gli applausi del pubblico e l'annuncio dell'ignota conduttrice, quei fessi di Radiotresuite si siano improvvisamente accorti della topica, ricollegandosi, con quasi mezz'ora di ritardo e ad opera ovviamente già abbondantemente iniziata, con la radio tedesca, sinceramente, a questo punto, sarei stato ben più curioso di ascoltare il prosieguo di questo benedetto concerto sinfonico, almeno in tal caso. Non è affatto la prima volta che quelli di Radiotre fanno pastrocchi di questo genere, tante volte hanno rovinato dei concerti 'Proms', collegandosi con il Paese sbagliato, facendomi parecchio infuriare, per cui speriamo bene che in queste sere, in gran parte dedicate proprio agli ultimi 'Proms', non combinino sfracelli, facciamo gli scongiuri, perchè qui non si sa mai! / Bando agli indugi e 'sfruculiatevi' quest'altra sequela di titoli, sempre frutto di scelte meditate e non casuali del sottoscritto: --------- Jerome Kern: Show Boat; - Frederica von Stade, Jerry Hadley, Teresa Stratas, Bruce Hubbard, Karla Burns, David Garrison, Paige O' Hara, Robert Nichols, Nancy Kulp, Lillian Gish, Steve Barton, Jack Dabdoub, Ed Bishop, Ron Travis, Margareth Tyzack, Kerry Schultz, Tayleurs Dumme, George Dvorski, Kevin Colson, Merwin Goldsmith, John McGlinn, Gillian Bevan, Deborah Poplett, Simon Green, Evan Pappas, Vernon Midgley, Ray Gill, Mark D. Kaufmann, Dyer Thurst, Jeanne Lehmann, Rebecca Luker, Maryetta Midgley, Meriel Dickinson, Michael Pearn, Leslie Fyson; - Wayne Marshall, pianoforte in scena; Simon Green, Peter Burke, passi di danza; - The Ambrosian Chorus diretto da John Mc Carthy; London Sinfonietta / John McGlinn; - 3 cd Emi Classics "Great Recordings of the Century" 0946 3 61543 2 9 (per la serie 'di tutto, di più', unica incisione veramente completa di questo musical, anzi più che integrale, poichè comprende, in appendice, anche tutti i numeri alternativi delle successive rappresentazioni teatrali oltrechè quelli della celeberrima versione cinematografica, brani scartati e non utilizzati, tutti nelle orchestrazioni rigorosamente originali, il tutto eseguito ed inciso magnificamente, guadagnandosi a suo tempo un 'Gramophone Award", che cosa desiderare di più?); --- Jerome Kern: Swing Time, musiche dal film (+ouvertures: The cat and the fiddle / The girl from Utah / Leave it to Jane / Have a hearth / Sweet Adeline / O, Lady! Lady! / Sitting pretty / Very warm for may); - The Ambrosian Chorus / John Mc Carthy; National Philarmonic Orchestra / John Mc Glinn; - cd Emi CDC 7 49630 2; ------ Frederick Loewe: Brigadoon; - Brent Barrett, Rebecca Luker, Judy Kaye, John Mark Ainsley, Frank Middlemass, Gregory Jbara, Ian Caley, Donald Maxwell, Leo Andrew, Colyn Forsythe, Jackie Morrison, Susannah Fellows, Mark W. Smith, Vernon Midgley, Rosie Ashe, Claire Henry, Valerie Mac Farlane, Shirley Minty, Lynda Richardson, Bruce Ogston, John Parry, David Stephenson; - The Ambrosian Chorus / John Mc Carthy; London Sinfonietta / John Mc Glinn; - cd Emi Classics Red Line 7243 5 73533 2 8; ------ George Gershwin: Strike up the band; - Brent Barrett, Don Chastain, Rebecca Luker, Jason Graae, Beth Fowler, Charles Goff, Juliet Lambert, Jeff Lyons, Dale Sandish, James Rocco; - Randy Skinner, passi di danza; Singing & Dancing Choruses / Paul Trueblood; Orchestra diretta da John Mauceri; - 2 cd Elektra Nonesuch/Roxbury Recordings 7559-79273-2 (versione originale del 1927, con in più, in appendice, 6 numeri tratti dalla versione del 1930); --- Andrew Lloyd-Webber: Evita; - Madonna, Antonio Banderas, Jonathan Pryce, Jimmi Nail, Julian Littman, Laura Pallas, Julia Worsley, Lorenza Johnson, Angeline Ball, Alex Sharpe, Andrew Wood-Mitchell, Mark Ryan, Gordon Neville, Frederick Warder, Linda Taylor, Nick Holder, George Little; - Cori diretti da David Caddick, Nick Curtis, Chris Nightingale; Orchestra London Musicians / John Mauceri (David Caddick, Mike Dixon, direttori d'orchestra aggiunti); - 2 cd Warner Bros. 0 9362-46346-2 1 WE 893 (trattasi della discussa, soprattutto per la protagonista, versione cinematografica integrale del 1996, ma personalmente, non avendo alcun pregiudizio, la trovo decisamente valida e tutt'altro che disprezzabile, comprende anche il brano "You must love me", scritto appositamente dall'autore per la protagonista; purtroppo non posseggo il doppio cofanetto con la versione originale del 1975, temendo la sua attuale irreperibilità, che so essere ovviamente validissimo, all'epoca inizialmente stampato su lp e successivamente emesso anche in cd, per cui non sono in grado di operare confronti; della più tarda versione, ne esiste anche un'ampia selezione in cd singolo, non citata in questa sede, per via del fatto che ho scelto, ove possibile, di prediligere le edizioni integrali, qualora mi sia riuscito, a suo tempo, di reperirle). / Per il momento, faccio una pausa, ma intendo proseguire, nonostante questo, per me, sarà un mese estremamente criticico, visto il periodo 'ecologico' e 'scatologico' che sto attraversando (Cul de sac!), anche perchè spariscono Imu e Tarsu, ma arrivano Tari e Tasi, se non è zuppa, è pan bagnato, altri 4 senatori a vita sul groppone dei contribuenti e noi paghiamo, tutto stramaledettamente nella norma! / La guerra è un'arma di distruzione e distrazione (anche di quattrini!) di massa (War in the air!), continua.........  

sabato 31 agosto 2013

Celluloide in policarbonato 5 (la vendetta, maledetta!).

Innanzitutto, dico che queste cose di cui sto trattando in questi giorni, le sto scrivendo, egoisticamente ed egocentricamente, innanzitutto per me stesso, poichè penso che, se un giorno ormai prossimo, come temo, dovessi diventare un senzatetto nullatenente, almeno possa sperare che, qualora mi si conceda di connettermi a qualche postazione internet pubblica gratuita, possa, andandomi a rileggere le mie scempiaggini scritte su questo blog, non solo rinfrescarmi la memoria, ma anche continuare a mantenere un minimo di contatto con i miei interessi principali, nella speranza, così, di non perderli - e conseguentemente di non perdermi - del tutto, ecco perchè sto tentando, in questi giorni, di vomitare letteralmente, in questo spazio, almeno la gran parte, se non tutto, del mio 'sapere', o presunto tale, giacchè mi sembra assurdo di gettare stupidamente alle ortiche, il risultato di decenni di assiduo appassionamento alla materia. O almeno, ci sto provando. Anche perchè, ammesso e non concesso che aboliscano effettivamente l'Imu, senza peraltro rifarsi abbondantemente con la Tares, la mia situazione resta, in ogni caso, decisamente critica, visto che sono praticamente al 'verde', anche se questo suona molto 'ecologico' oggidì! / Ho già rilevato diversi errori grammaticali e sintattici nei miei precedenti scritti, oltrechè ad altrettante ripetizioni, compreso lo scritto presente, ma occorre tenere presente che i miei testi sono largamente improvvisati sulla base dell'estro momentaneo, corroborati tutt'al più da appunti scribacchiati alla bell'è meglio, suscettibili d'improvvisi e improvvidi ricordi e amnesie del mio disastrato cervello, per cui il risultato, decisamente perfettibile, è quel che si può ben vedere in questo sito. / Come carattere, Bernard Herrmann, era un tipo difficile, vanitoso, accentratore, con atteggiamenti da primadonna, collerico e irascibile, con uno spirito particolarmente velenoso e polemico, che gli rese la carriera più difficile, procurandogli inimicizie. Ciononostante, con Hitchcock, finchè il sodalizio resse, i rapporti furono particolarmente amichevoli e cordiali, frequentandosi i due assiduamente, anche al di fuori dell'ambiente cinematografico. Herrmann si vantava di essere un musicista completamente autodidatta, estimatore di Charles Ives, dichiarando di aver basato i suoi propri studi, sul famoso trattato di orchestrazione scritto da Hector Berlioz, in realtà aveva preso lezioni da Percy Grainger e aveva seguito corsi regolari alla Juilliard School. Fu tra i primi compositori autoctoni, assieme ad Aaron Copland, George Gershwin e Jerome Kern, a dedicarsi al mondo della celluloide, in un'epoca, compresa tra la fine degli anni '30 e i primi anni '40, ancora egemonizzata, in questo ambito, dai compositori dell'area germanica soprattutto, ma anche europea, fuggiti via dal vecchio continente ed emigrati nel nuovo mondo, con l'avvento del nazismo (Max Steiner, Friedhofer, Deutsch, Waxman, Korngold, Rosza, Tiomkin, ecc.), portandosi dietro il loro sinfonismo tardo romantico di marca straussiana o nel caso di Tiomkin, prokofieviano e shostakoviciano. Herrmann fu tra i primi a volersi contrapporre a questo stilema, con un'impiego più ampio di legni, percussioni e un uso più accentuato delle dissonanze. / Anche compositori come Pizzetti e Respighi, influirono profondamente nel linguaggio adottato dai compositori di colonne sonore hollywoodiane negli anni '50, soprattutto riguardo ai film di argomento biblico. Pizzetti, per la verità, aveva al suo attivo un'unica e breve incursione in campo cinematografico, componendo la 'Sinfonia del fuoco', breve brano orchestrale per baritono, coro e grande orchestra, a commento musicale della 2^ scena, 'L'invocazione a Moloch', facente parte del film "Cabiria" (1913), di Giovanni Pastrone, una delle più colossali produzioni dell'epoca del muto, con didascalie di Gabriele D'Annunzio e un minutaggio complessivo di circa 4 ore, proiettato in prima assoluta a Torino, il 18 aprile 1914. Inizialmente a Pizzetti era stato affidato l'incarico di musicare tutto il film, ma a causa di un dissidio col regista, il compositore parmense passò il compito di musicare tutte le restanti sequenze del film ad un suo allievo, di cui purtroppo non ricordo più il nome. Per giunta credo che, nella versione sonorizzata del film, realizzata nel 1931, le musiche originali siano state completamente sostituite con altre, del tutto differenti. / Anche Mascagni (Rapsodia satanica, regia di Nino Oxilia) e Zandonai (La principessa Tarakamova), ebbero occasionalmente a che fare con la settima arte. / Fra i compositori nostrani, non solo di colonne sonore, ingiustamente trascurati, vanno almeno menzionati Renzo Rossellini (Roma città aperta) e Carlo Alberto Pizzini, oltrechè lo stesso Franco Ferrara, noto più come direttore d'orchestra. / Dopo questa prolusione, sciroppatevi un breve elenco di alcune delle antologie, a carattere almeno parzialmente cinematografico, fra le tantissime (almeno più di 350!), incise da quell'autentico stakanovista della sala di registrazione, che fu Erich Kunzel, alla testa della 'sua' Cincinnati Pops Orchestra, effettuate nell'arco di svariati decenni, per case discografiche come Telarc e Vox. L'unica avvertenza è dovuta al fatto che, sovente, gli arrangiamenti quivi utilizzati, sono poco o punto rispettosi degli originali, la qual cosa farà senz'altro, giustamente, storcere il naso ai puristi, inoltre gli accostamenti operati all'interno di queste miscellanee, decisamente eterogenee, sono sovente discutibili e inclini talvolta a un certo gusto un tantinello ridondante e stucchevole, per giunta conditi, in alcuni titoli, da ancor più discutibili se non pleonastici 'effetti sonori speciali' all'insegna della più deteriore alta fedeltà, pensata per far tuonare le casse acustiche, mettendo seriamente a repentaglio queste ultime assieme alle orecchie dell'ascoltatore, ma comunque, a parte ciò, trattasi di dischi godibili e ben suonanti e quindi tutt'altro che disprezzabili, anzi! Su il sipario, allora: --------- 1) Rodgers: The Carousel waltz - Slaughter on Tenth Avenue / Hayman: Pops Hoe-Down / Kern: Mark Twain, a portrait for orchestra / Herberth: Festival March - American Fantasia; - Tony Chipburn, trombone; - cd MMG/Vox Prima MWCD 7125 (anche se è stato inciso, credo negli anni '70, quindi in piena era analogica, la qualità sonora è a dir poco esplosiva, in nulla inferiore ai successivi titoli incisi in digitale per la Telarc); --- 2) Hollywood greatest hits, vol.1: 20th Century Fox Fanfare (Alfred Newman) / Captain Blood (Korngold) / Gone with the wind - A summer place (Max Steiner) / Ben Hur (Rozsa) / Exodus (Gold) / Doctor Zhivago - Lawrence of Arabia (Maurice Jarre) / Romeo e Giulietta (Rota) / Goldfinger - Out of Africa (Barry) / Love story (Lai) / Jaws (John Williams) / The summer of '42 (Legrand) / Rocky (Conti) / Terms of endeament (Gore) / Chariots of fire (Vangelis); - William Tritt, pianoforte - cd Telarc CD-80168 (nota a margine: considero Bill Conti, uno dei compositori più sopravvalutati di colonne sonore, oltre ad essere e qui la cosa è ben peggiore, uno dei copioni più spudorati in assoluto, vi dò subito un paio di preclari esempi di tutto ciò: in "Fuga per la vittoria" di John Huston, scopiazza a piene mani sguaiatamente, il 4^ movimento della 5^ sinfonia di Shostakovich e in un altro film di cui non rammento il titolo, plagia sgangheratamente l'adagio di Barber, bell'originalone dei miei stivali. Mi ritorna in mente una certa frase di Stravinski, quando afferma che il vero copione è colui che riscrive pedissequamente il tutto, mentre il genio è colui che rielabora il tutto secondo le proprie esigenze, provate a indovinare a quale categoria appartiene Bill Conti, un geni(o) tale!) --- 3) Chiller: The Phantom of the Opera (Andrew Lloyd-Webber) / The twilight  zone, tema televisivo (Marius Constant - proprio lui, il compositore di musica d'avanguardia!) / The bride of Frankenstein (Waxman) / The Devil and Daniel Webster - Psyco (Herrmann) / Sleuth (Addison) / Poltergeist (Goldsmith) / Without a clue (Mancini); (+Mussorgski-versione Rimski-Korsakov: Una notte sul monte calvo; Saint-Saens: Danse macabre; Berlioz: Marche au supplice-da Symphonie fantastique, 4^mov.; Pandemonium-scena 19 da La damnation de Faust; Grieg: Nell'antro del Re della montagna, da Peer Gynt, suite n.1 op.46; Gounod: Marche funebre pour une marionnette); comprende anche tracce con effetti sonori speciali realizzate da Michael Bishop e Rosalind Ilett; - Robert Muckenfuss, organo; - cd Telarc CD-80189 (nota: i brani di musica classica qui inseriti, sono stati utilizzati, almeno in parte, all'interno di colonne sonore cinematografiche, mentre la marcia di Gounod divenne celebre come sigla televisiva della nota serie di brevi telefilm gialli "Alfred Hitchcock presents".) --- 4) Movie love themes: On golden pond (Grusin) / Unchained (North) / Dick Tracy (Sondheim) / Somewhere in time (Barry) / Flashdance (Moroder) / Raiders of the lost ark (John Williams) / A star is born ('76 - Paul Williams) / The competition (Schifrin) / Shirley Valentine (Russell) / Arthur (Peter Allen/Bacharach/Cross) / Same time next year - Ice castles - The way we were (Hamlisch) / Cousins (Badalamenti) / Ghost (Maurice Jarre) / The deer hunter (Myers); - William Tritt, pianoforte; - cd Telarc CD-80243; --- 5) From the heart: My heart will go on, da 'Titanic' (Horner); Sail away (Orinoco flow) (Enya/Roma Ryan); Time to say goodbye (Francesco Sartori/Lucio Quarantotto/F. Peterson); Tears in heaven (Eric Clapton); Every breath you take (Sting); The mummer's dance (Loreena McKennit); Candle in the wind (Elton John); Nessun dorma, da 'Turandot' (Puccini); Kiss from a rose (Seal); I believe I can fly, da 'Space jam' (R. Kelly); I will always love you, da 'The bodyguard' (Dolly Parton); The music of the night, da 'The phantom of the Opera' (Andrew Lloyd-Webber); Simple gift, a Shaker melody, da 'Lord of the dance' (Tradizionale); How do I live, da 'Con Air' (Diane Warren); Tell him (David Foster); - Eric Rigler, zufolo grave; Julie Spangler, pianoforte, sintetizzatori e tastiere; Timothy Berens, Paul Patterson, chitarre; Robert Walters, corno inglese; Randolph Bowman, flauto; Michael Andres, sassofono contralto e sassofono soprano; Mike Sharfe, basso elettrico; Marc Wolffey, batteria; - cd Telarc CD-80510; --- 6) Mega movies: The mummy - Air Force One - L.A. confidential (Goldsmith) / Titanic - The mask of Zorro - Mighty Joe Young (Horner) / The rock (Zimmer/Badami/Glennie-Smith) / Contact (Silvestri) / Star wars, episode 1: The phantom menace (John Williams) / The Prince of Egypt (Schwartz/Zimmer) / The X-Files, serie tv (Snow) / A bug's life (Randy Newman) / Elizabeth (Hirschfelder) / Godzilla (David Arnold) / Shakespeare in love (Warbeck) / Armageddon (Rabin); comprende anche tracce con effetti sonori speciali, realizzati da Michael Bishop; - cd Telarc CD-80535; ----------- e per il momento, è tutto qui, ma continua...   

venerdì 30 agosto 2013

Celluloide in policarbonato 4 (imperterriti si prosegue!).

Adesso beccatevi 4 belle antologie: - 1) "L'età d'oro di Hollywood": On the Waterfront (Leonard Bernstein) / Deception (Korngold) / Shall we dance (Gershwin) / Spellbound (Rosza) / Humoresque (Waxman); - Frederick Zlotkin, violoncello; Simon Mulligan, pianoforte; Stephen Bryant, violino; BBC Symphony Orchestra / Leonard Slatkin - cd Bbc Music Magazine BBC MM 234; - 2) Star Trek, volume 2 (serie televisiva): Main title and closing theme (Alexander Courage/Fred Steiner) / By any other name (Fred Steiner) / The trouble with Tribbles (Jerry Fielding) / Mirror, mirror (Fred Steiner) / The empath (George Durning); - Royal Philarmonic Orchestra / Fred Steiner - cd Varese Sarabande VCD 47240; - 3) "Symphonic Star Trek", musiche tratte dalle serie cinematografiche e televisive (Goldsmith, Eidelman, Mc Carthy, Rosenman, Courage, Horner), con tracce comprendenti anche effetti speciali; - Leonard Nimoy, voce recitante; Cincinnati Pops Orchestra / Erich Kunzel - cd Telarc CD-80383/1; - 4) Musiques de films de Marcel Carné: Le quai des brumes - Le jour se lève (Jaubert) / Les portes de la nuit - Les enfants du paradis: Baptiste (Kosma); - Malcolm Stewart, violino; Orchestre du Capitole de Toulouse / Michel Plasson - cd Emi Classics CDC 0777 7 54764 2 2 (nota: se non conoscete il film "Les enfants du paradis" (Amanti perduti), sappiate che vi siete persi qualcosa di veramente trascendentale, trattandosi di una pellicola che riunisce un autentico 'parterre de roi' di artisti che rappresentano veramente la 'crème de la crème', il meglio del meglio del cinema francese dell'epoca, tanto più incredibile se si pensa che un simile capolavoro è stato realizzato in piena seconda guerra mondiale, col paese occupato dalle truppe naziste, uno dei film più divertenti, commoventi e struggenti che mi sia mai capitato di visionare, splendidamente fotografato in uno strepitoso bianco e nero, per cui le circa tre ore e un quarto della versione originale e integrale, mi sono letteralmente volate, avendolo tra l'altro comodamente visto un sabato pomeriggio al Cinema Arlecchino di via Lame a Bologna, in tempi recenti, nell'ambito delle proiezioni gratuite, facenti parte della rassegna "Il cinema ritrovato" a cura della Cineteca "Lumière" di via Azzo Gardino. Tanto più che la stupenda parte musicale composta in tandem proprio da Maurice Jaubert e Joseph Kosma (quest'ultimo, se non sbaglio autore anche del celeberrimo brano "Les feuilles mortes", brano che mi rammento di aver a suo tempo sentito orridamente assassinato da dei sedicenti musicisti che abitavano al piano di sotto, ai tempi in cui risiedevo in un monolocale di via San Carlo, 39. In quel caso, le 'foglie' più che morte, erano decisamente 'morte stecchite'!), stando ai titoli di testa, risulta essere eseguita da L'Orcheste des Concerts du Conservatoire de Paris, diretta nientepopodimenoche, da Charles Munch - salvo abbagli da parte mia - che bei tempi, accidenti!) --------- / Un paio di 'addenda', del resto con la testa fra le nuvole che mi ritrovo, di sicuro sarò incorso in una mare di errori, orrori, omissioni e imprecisioni: --- Carl Davis: The world at war / Far Pavillons / Pride and prejudice / The French Lieutenant's woman / Champions / Anne Frank remembered / Hollywood / Napoleon / Scandal / Flesh and the devil (+ variations on a Polish Beggar's theme, per violino e orchestra); - Jonathan Carney e Raymond Ovens (violini), Andrew Williams (viola), Clive Greensmith (violoncello), quartetto d'archi; Martin Roscoe, pianoforte; Jonathan Carney, violino solista; The Royal Philarmonic Orchestra, diretta dall'autore - cd Tring/RPO 204497-201; --- Honegger: La tempète / Horace victorieux / Mermoz (+Pacific 231, Rugby, Pastorale d'été); - Orchestre du Capitole de Toulouse / Michel Plasson - cd Deutsche Grammophon DG 435 438-2 GH; --- / Mi sovvengo anche di una trasmissione televisiva settimanale, credo su Rai 3, intitolata "Alla ricerca dell'arca", condotta dal valente giornalista Mino Damato, col pubblico in studio, inframmezzata, fra un servizio e l'altro, da brevi sipari musicali, durante i quali venivano eseguiti brani di musiche da film, interpretati da un'orchestra nostrana, la CineFilarmonica (anche se il conduttore, chissà perchè, la annunciava, a voler fare i pignoli, come Cinesinfonica) diretta dal grande Ritz Ortolani. Ricordo anche, a suo tempo, ovvero intorno alla metà degli anni '80, di averne anche visto un cd, con questi interpreti, comprendente in gran parte anche i brani suonati negli intervalli della trasmissione televisiva, che erano di vari autori oltrechè dello stesso Ortolani (autore, fra le altre cose, delle musiche di "Fratello sole, sorella luna" e delle musiche per lo sceneggiato televisivo "Cristoforo Colombo", con le parti cantate interpretate dal tenore Placido Domingo), nella vetrina del negozio "Casa del disco" di via dell'Indipendenza, qui a Bologna. Poi, una volta terminato il ciclo delle trasmissioni condotte da Damato, di questa formazione orchestrale, non ne ho più saputo nulla, per cui temo che si sia sciolta poco tempo dopo, salvo smentite. Approfitto dell'occasione per ricordare il serio professionismo di un giornalista come Damato, il quale aveva il solo difetto di essere un poco troppo serioso oltrechè di mettere persino troppa carne al fuoco nei suoi programmi, esponente di una seria deontologia professionale, assieme anche a Bruno Mobrici, conduttore in epoca remota,di 'Speciale Tg1', caratterizzata da una modalità di fare giornalismo televisivo (e penso ai vari Biagi, Montanelli, Zavoli e persino al primo Maurizio Costanzo, conduttore di 'Acquario'), di cui sembra essersi perso definitivamente lo stampo, nel becerume odierno e che non posso fare a meno di rimpiangere amaramente. L'unico periodo in cui guardavo regolarmente 'Domenica in', contenitore settimanale pomeridiano di Rai 1 era proprio quello nel quale, a condurre la trasmissione, stava Mino Damato. / A proposito della "Casa del disco" di Bologna, ho lo struggente rimpianto di non avere, a suo tempo acquistato, proprio un cd della Varese Sarabande, contenente la colonna sonora originale delle musiche di Nino Rota, per "Guerra e pace" di King Vidor (con le scene di battaglia, girate da Mario Soldati), eseguite dall'Orchestra sinfonica dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Franco Ferrara, rimasto esposto per parecchio tempo, nella vetrina del suddetto negozio. Riguardo al negozio, mi piaceva soffermarvici per parecchio tempo, proprio quando ancora c'erano le vecchie vetrine originali, soprattutto quando queste ultime venivano anche utilizzate per piccole, periodiche esposizioni di fonografi, grammofoni, dischi 78 giri d'epoca. L'inizio della decadenza fu, secondo me, proprio quando, sciaguratamente, decisero di sostituire le vecchie, fascinose vetrine originarie, con delle nuove alquanto più anonime, smettendo oltretutto l'usanza delle periodiche esposizioni di apparecchiature e supporti d'epoca, tant'è che, dopo di allora, passando nei paraggi, il più delle volte tiravo diritto, mentre prima ci sostavo regolarmente. Oltretutto i prezzi dei dischi, erano diventati i più cari di tutta Bologna! / La colonna sonora del film "Alexander Nevski" di Sergei Eisenstein è passata alla storia anche per essere quella peggio registrata di tutti i tempi, poichè Prokofiev, fresco reduce da un soggiorno a Hollywood, durante il quale aveva potuto saggiare tutte le ultime mirabilie in fatto di tecnologie di ripresa, nelle sue peregrinazioni negli studi cinematografici, aveva cercato di replicarne i risultati con gli assai più limitati e arretrati mezzi di cui si disponeva, all'epoca, nella madre patria russa. Aveva cominciato con lo stravolgere la disposizione dell'orchestra e del coro, finendo anche con l'intervenire anche sul posizionamento dei microfoni, al fine di potere ottenere particolari effetti drammatici e spettacolari, cercando anzi di piegare a fini espressivi la distorsione microfonica, nella ripresa degli ottoni (rappresentanti l'avanzata dei cavalieri teutoni, nella famosa scena della 'battaglia sul ghiaccio') cercando di ottenerne un suono particolarmente rauco ed aspro. Il risultato finale fu un mezzo disastro, di gran lunga peggiore a qualunque altra ripresa audio, cinematografica e non, dell'epoca. Purtroppo, anche i geni commettono delle grosse sciocchezze! / A proposito della musica da film di Prokofiev, che personalmente, comunque reputo l'autore di punta in questo campo, anche se con soli 3 titoli, ma tutti di livello musicalmente stratosferico, ho evitato di includere le musiche scritte per il film 'Il tenente Kijé", poichè, a parte un grande numero di incisioni della celeberrima suite da concerto (Abbado, Ozawa, Reiner, tra le prime edizioni che mi vengono in mente), nessuno ne ha finora inciso le musiche originarie del film. Riguardo a quest'ultimo, ho anche poche notizie contrastanti, poichè secondo alcune fonti la pellicola non venne mai girata, secondo altre sì, la qual cosa è alquanto singolare, visto che la trama è imperniata su un personaggio che esiste solo nelle scartoffie burocratiche, nato, vissuto e morto, solo sulla carta, per un errore di registrazione iniziale di un funzionario dell'anagrafe, chissà se qualcuno è in grado di risolvere questo piccolo mistero / Concordo con quanto a suo tempo affermato da Hitchcock, a proposito delle 2 versioni di "The man who knew too much", quando dice che la prima era opera di un dilettante di talento, mentre la seconda di un artista maturo; in effetti, la prima, pur con un minutaggio complessivo decisamente più ridotto, risulta più prolissa, improbabile e discontinua, con un dosaggio degli elementi umoristici e drammatici assai meno convincente, rispetto alla seconda, a cui certi 'cinofili' pseudo iper raffinati imputano una eccessiva lentezza soprattutto nell'avvio (cosa che al contrario, secondo me, rappresenta uno dei pregi del film, con questo inizio da innocua commediola familiare e successiva virata improvvisa ad un'atmosfera di tensione), dichiarando di preferire la presunta maggior concisione della versione del 1934. Provate a confrontarle, essendo ambedue disponibili in video e sappiatemi dire! / L'origine della rottura del sodalizio fra Hitchcock ed Herrmann, ai tempi di 'Torn Curtain', risale al fatto che la produzione aveva espressamente richiesto, per questo film, delle musiche da 'hit parade', del genere pop-rock, o tutt'al più alla James Bond e in ogni caso più orecchiabili rispetto alle precedenti colonne sonore di Herrmann, ritenendo di rendere il film più commerciabile. Herrmann inizialmente, finse di accondiscendere a tali richieste, ma poi fece di testa sua. Hitchcock, pur con un certo disappunto, in un primo momento, sembrò comprendere le ragioni del compositore, ma le pressioni della produzione, lo indussero a un voltafaccia. Durante un'esecuzione di prova in studio, con l'orchestra, in cui l'autore dirigeva estratti della musica che aveva composto, il regista iniziò a esprimere sempre più rumorosamente il suo dissenso, dimodochè ad un certo punto il compositore fermò l'orchestra e di fronte agli esterrefatti musicisti, si svolse una furibonda litigata fra i 2, durante la quale, non del tutto a torto, il compositore replicò al regista dicendogli che il suo era un tipo di cinema totalmente inadatto a un commento musicale del genere pop o rock. Ma giunti a questo punto, essendo la frattura fra i due ormai insanabile, nonostante che il film fosse quasi pronto per l'uscita (credo anche che alcune scene fossero già state montate con le musiche originali), Herrmann venne brutalmente estromesso, successivamente il 'povero' John Addison (suo tra l'altro il motivo principale di "Murder, she wrote", ovvero la serie televisiva da noi nota col titolo de "La signora in giallo", con Angela Lansbury nel ruolo della scrittrice protagonista Jessica Fletcher), venne convocato in fretta e furia, per comporre delle altre musiche ex-novo, che presero il posto di quelle originarie. Il bello è che, anche la partitura di Addison, anche se dai toni più leggiadri rispetto a quelli più angolosi e angosciosi delle musiche di Herrmann, resta una musica di tipo marcatamente sinfonico e quindi non certo occhieggiante al pop, al rock, o alle musiche dei film su James Bond. Anche di questa musica, dovrebbe esisterne una qualche incisione discografica, avendone casualmente ascoltato un breve estratto, durante una trasmissione pomeridiana di Radiotre, dedicata proprio alla musica da film, parecchio tempo addietro. A distanza di alcuni anni, a fare le spese degli strascichi del litigio fra Bernard Herrmann e Alfred Hitchcock, fu il 'malcapitato' Henry Mancini, proprio lui, l'autore di 'Pink Panther', il quale, inizialmente scelto per comporre le musiche per il film "Frenzy", insolitamente per lui, ebbe la malaugurata idea di comporre una partitura "alla Herrmann", suscitando prontamente l'ira funesta del regista e venendo prontamente giubilato! / Se qualcheduno ha gradito, in qualche modo, questi ultimi miei scritti, allora sappia che non ho ancora sparato tutte le mie cartucce al riguardo (è una promessa o una minaccia? Boh, non so, fate un poco voialtri!) / Ovviamente riservandomi di correggere a posteriori errori e corbellerie varie, venendo già adesso assalito da vari dubbi (glob!) / Continua.....   

giovedì 29 agosto 2013

Celluloide in policarbonato 3 (prosegue).

Eccovi scodellati altri titoli inerenti la musica da film degli anni d'oro di Hollywood e non solo (alt! un momento che mi sono accorto di una dimenticanza riguardo Nino Rota, ovvero l'unica incisione completa delle musiche per il film di Franco Zeffirelli "Romeo e Giulietta", con il coro e l'orchestra filarmonica cittadina di Praga diretta da Nic Raine, su HDCD Silva Screen FILMCD 358, perdonatemi!): --- Tiomkin: Cyrano de Bergerac / The Alamo / The old man and the sea / The four poster / Giant / The fall of the Roman Empire / High noon / Rawhide / The high and the mighty / Dial 'M' for Murder / Strangers on a train / Wild is the Wind / The sundowners / Circus world / Land of the Pharaos / Friendly persuasion - London Voices; Whitney Claire Kaufman e Andrew Playfoot, vocalisti; London Symphony Orchestra / Richard Kaufman - sacd LSO LIVE LSO 0720; --- Waxman: Rebecca - orchestra filarmonica della Radio Slovacca / Adriano - cd Naxos 8.557549; --- Ibert: Macbeth / Golgotha / Don quichotte - orchestra filarmonica della Radio Slovacca / Adriano - cd Naxos 8.557607 (nota: per il Don Quichotte di Pabst, inizialmente l'incarico di comporne le musiche era stato affidato a Maurice Ravel, che alla fine declinò la faccenda, ma di cui resta traccia nel brano 'Don Quichotte à Dulcinée'; da notare che, come protagonista venne impiegato il celebre basso Feodor Chaliapin, al quale vennero anche affidati i brani vocali della colonna sonora, dei quali rammento che la Emi aveva pubblicato, anche su cd, nella collana 'Références', almeno degli estratti.); --- Walton: 1) Hamlet / As you like it - Sir John Gielgud, voce recitante; Catherine Bott, soprano; Academy of Saint-Martin-in-the-fields / Neville Marriner - cd Chandos 8842; - 2) Henry V - Samuel West, voce recitante; BBC Singers diretti da Stephen Betteridge; Trinity Boys Choir diretto da David Swimson; BBC Symphony Orchestra / Leonard Slatkin - cd BBC Music Magazine MM 215; --- Benjamin: The conquest of Everest / The man who knew too much ('34) / An ideal husband + Lucas: Yangtse incident / Portrait of Clare / The Dam Busters / Stage fright / Ice cold in Alex / This is York / Target for tonight - BBC Northern Orchestra of Wales / Rumon Gamba - cd Chandos 10713 (nota: qui si ascolta la cantata 'Storm clouds' nella sua primigenia versione del 1934, come ho già detto leggermente più breve rispetto a quella riarrangiata da Herrmann per il 'rifacimento' del 1954. Inoltre, mentre in quest'ultimo, l'intera scena famosa alla Royal Albert Hall era interamente girata nel luogo reale, nella prima versione solo gli esterni appartengono effettivamente alla celebre sala, mentre gli interni furono interamente ricostruiti in studio e il risultato finale è assai meno spettacolare e coinvolgente, rispetto al più tardo rifacimento. Da notare che Benjamin, a parte la cantata per la scena del concerto, compose ben poca musica per questo film, limitatamente ai titoli di testa e di coda; da notare anche che, nella colonna sonora originale del '34, la direzione musicale era affidata a Eric Fenby, compositore e direttore d'orchestra, discepolo prediletto e 'amanuense' di Frederick Delius, una volta che quest'ultimo era diventato completamente cieco. Singolare piuttosto il fatto che, per la versione di vent'anni dopo, Herrmann, pur avendo composto ex-novo le restanti musiche del film, in un inusuale per lui, impeto di modestia, abbia preferito mantenere la cantata di Benjamin per la scena alla Royal Albert Hall, limitandosi come ho già detto a lievi modifiche e ad un leggero allungamento, al fine di esaltarne la resa spettacolare. E' noto che in questa scena è proprio lo stesso Herrmann a comparire sullo schermo come direttore d'orchestra, ruolo che, per l'appunto, nella primigenia versione, era stato 'interpretato' proprio da Eric Fenby. Purtroppo, nelle note del cd Chandos, l'estensore prende un abbaglio quando dice che la versione della cantata quivi incisa, è quella riarrangiata da Herrmann; basta fare un confronto con l'edizione incisa da Elmer Bernstein, nel disco che ho precedentemente menzionato in questa sede, per averne conferma uditiva.); ----- - Bliss: Welcome to the Queen / Things to come / The Royal Palaces / Caesar and Cleopatra / War in the air - cd Chandos CHAN 9896 (nota: questo disco contiene la versione più estesa ovvero quasi completa, oltretutto nell'orchestrazione originale, delle musiche per il celebre film "Things to come", fra tutte quelle finora incise e già questa cosa lo rende altamente raccomandabile!) --- Easdale: The red shoes / Kew gardens / Black Narcissus / The battle of the River Plate / Adventure on! / Gone to earth - BBC Northern Orchestra of Wales and Chorus (direttore Adrian Partington) / Rumon Gamba - cd Chandos CHAN 10636 (nota: Brian Easdale è uno dei compositori di musica sinfonica e da film, più ingiustamente bistrattati e ignorati dal mondo musicale, anche britannico, come ho già detto in precedenza, tutta la sua musica, attende ancora un'edizione a stampa e questo bel disco, giustamente premiato con un 'Gramophone Award' è l'unico titolo attualmente reperibile. Per la cronaca, lo stesso anno in cui venne presentato nella cattedrale ricostruita di Coventry, il celeberrimo "War Requiem" di Britten, ovvero nel 1963, in quegli stessi giorni e nella stessa città, ma in un'altra chiesa più defilata, veniva presentata in prima assoluta anch'essa, la "Mass of Coventry" di Brian Easdale, brano che venne purtroppo oscurato dall'eco del successo del capolavoro di Britten, quando si dice la sfortuna!); --- Korngold: A midsummer night's dream (rielaborazione cinematografica basata sulle omonime musiche di scena di Felix Mendelssohn-Bartholdy, per il film di Max Reinhardt), selezione; - Celina Lindsley, soprano (Titania); Michelle Breedt, mezzosoprano (Fata); Scot Weir, tenore (Demetrio, Lisandro); Michael Burt, basso (Oberon); Rundfunkchor Berlin diretto da Sigurd Brauns; Deutsches Sinfonie Orchester Berlin / Gerd Albrecht - cd CPO 999 449-2 (nota: la gioia del reperimento di questo disco, è stata un poco mitigata dal fatto, come si evince dando una scorsa al libretto interno, che trattasi di una selezione di una registrazione integrale in studio, effettuata dalla radio tedesca di Berlino; domanda retorica, ma perchè, stante la rarità del titolo, la casa discografica non l'ha pubblicata tutta in un doppio cd? Ma quanto sono stupidi e cervellotici, questi discografici del cavolo!); --- Rosza: 1) Ben Hur / Quo Vadis / King of Kings - Mormon Tabernacle Choir, diretto da Craig Jessop; Cincinnati Pops Orchestra / Eric Kunzel - cd Telarc CD 80631; - 2) Providence - Orchestra diretta dall'autore - cd CAM CSE 085 (nota: decisamente irritante nella sua pochezza, nonostante 'vanti' la traduzione in 5 lingue, italiano compreso, il libretto interno, che fornisce pochissime notizie riguardo al film di Alain Resnais, a parte una succinta trama e nessuna informazione riguardo al compositore e alle musiche, vista poi la rarità del titolo, l'orchestra è ovviamente anonima, ma che discografici incompetenti, ciarlatani, cialtroni del cavolo, sto facendo sforzi sovrumani per non scadere nel turpiloquio!); --- Copland: 1) From sorciery to science / The city / The Cummington Story / The North Star - Collegiate Chorale, diretto da Robert Bass; EOS Orchestra / Jonathan Sheffer - cd Telarc CD-80583; - 2) The red pony / Our town / The heiress suite / Music for movies / Prairie journal (music for radio) - Saint Louis Symphony Orchestra / Leonard Slatkin - cd Rca Victor Red Seal 09026 61699-2; --- Thomson: 1) The plow that broke the plains / Louisiana Story / Power among men - The New London Orchestra / Ronald Corp - cd Hyperion CDA 66576; - 2) The river / The plow that broke the plains (+Stravinski: L'histoire du soldat, suite) - The Symphony of the Air (ex NBC Symphony Orchestra) / Leopold Stokovski - cd Vanguard Classics 08 8013 71; ---- Farnon: Captain Horatio Hornblower R.N. / A la claire fontaine / State occasion / Lake of the woods / A promise of spring (+ intermezzo per arpa e archi; rapsodia per violino e orchestra) - Aline Brewer, arpa; Raymond Cohen, violino - Royal Philarmonic Orchestra, diretta dall'autore e da Douglas Gamley (Lake of the woods) - cd Reference Recordings RR-47CD; ---- Goldsmith: Star Trek / Medley: The sand pebbles, Chinatown, Air Force One, A patch of blue, Poltergeist, Papillon, Basic instinct, The wind and the lion / The Russia House / The boys from Brazil / Sleeping with the enemy / Rudy / Twilight zone / Forever Young / The Generals Medley: Mac Arthur, Patton / Tv Themes Medley: The man from U.N.C.L.E., Dr. Kildare, Room 222, Star Trek:Voyager, The Waltons, Barnaby Jones; - London Symphony Orchestra, diretta dall'autore - cd Telarc CD 80433; - E per il momento, è tutto qui, accontentatevi perciò!  

mercoledì 28 agosto 2013

Celluloide in policarbonato 2 (segue).

Purtroppo le mie raccolte di 'buoni fruttiferi' sono andate completamente in malora, ma tiriamo innanzi e proseguiamo nella nostra disamina, stavolta facendo a meno delle funzioni grafiche supplementari, la mia intenzione essendo quella di rendere il tutto più leggibile e finendo con l'ottenere l'esatto contrario, forse per via della mia imbranataggine, ma andiamo pure avanti: - Shostakovich: La caduta di Berlino / L'indimenticabile anno 1919 - Coro misto a cappella e coro di voci bianche di Mosca, diretti da Sergei Krivobokov - Ellena Alexeieva, pianoforte - Orchestra sinfonica di Mosca / Adriano - cd Naxos 8.570238 - Shostakovich: Odna (Sola) - Irina Mataeva, soprano; Anna Kiknadze, mezzosoprano; Dmitri Voropaev, tenore; Mark van Tongeren, voce sovracuta; Barbara Buchholz, theremin; Vokalensemble der HfMDK Frankfurt - Frankfurt Rundfunk Sinfonie Orchester / Mark Fitz-Gerald - cd Naxos 8.570316; - Shostakovich: Podrugi (Le amiche) (+ Rule Britannia, Saluto alla Spagna, Movimento sinfonico incompiuto del 1945) - Celia Sheen, theremin; Kamil Barczevski, basso; Camerata Silesia, diretta da Anna Szostak - Orchestra sinfonica della Radio Nazionale Polacca / Mark Fitz-Gerald - cd Naxos 8.572138; - Shostakovich: La nuova Babilonia - Basel Sinfonietta / Mark Fitz-Gerald - 2 cd Naxos 8.572824/25 (nota: unica edizione veramente completa delle musiche per questo film, eseguite con un organico ridotto e più conforme all'originale); - Shostakovich: "The Film Album", estratti da: Piano diversivo / Odna (Sola) / La fiaba del topino sciocco / Amleto / Il grande cittadino / Sofia Perovskaia / Pirogov / Il tafano - Koenijliche Concertgebouw Orkest, Amsterdam / Riccardo Chailly - cd Decca 460 792-2 DH; - Shostakovich: "The Dance Album", suite da "Il tafano", nell'orchestrazione originale (+ Il bullone, suite dal balletto; Mosca, Quartiere dei Ciliegi, suite dall'operetta) - The Philadelphia Orchestra / Riccardo Chailly - cd Decca 452 597-2 DH; --- Adesso proseguiamo con una scorpacciata di titoli inerenti le colonne sonore hollywoodiane: A) Bernard Herrmann: 1) Jane Eyre - Orchestra filarmonica della Radio Slovacca / Adriano - cd Naxos Film Music Classics 8.572718; - 2) The snows of Kilimangiaro / 5 fingers - Orchestra sinfonica di Mosca / William Stromberg - cd Naxos 8.570186; - 3) Vertigo: a) colonna sonora originale (quasi) integrale - City of London Sinfonia / Muir Mathieson - cd Varese Sarabande VSD 5759; b) partitura originale (quasi) integrale - Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5600 (nota: nella colonna sonora originale è mancante la sezione musicale "Graveyard and Tombstoned", poichè il supporto originale risultava alquanto deteriorato in questo punto e quindi inutilizzabile, nè sono state rinvenute tracce alternative, secondo quanto affermato nelle note del libretto allegato al cd. Il fatto inusuale che la musica del film sia stata incisa in Inghilterra e non negli studi americani sotto la direzione dell'autore come era la prassi, si deve al fatto che, proprio durante la lavorazione del film, le organizzazioni sindacali dei musicisti statunitensi, avevano proclamato uno sciopero generale, costringendo la produzione a spostare la registrazione delle musiche in Gran Bretagna, solo che a questo punto le clausole contrattuali imponevano che a dirigere l'orchestra dovesse essere per forza un musicista autoctono, per cui la scelta ricadde su Muir Mathieson, noto specialista del genere. Herrmann, superato l'iniziale disappunto, riconobbe a posteriori la bontà dell'operato di quest'ultimo. Parte delle musiche venne quindi registrata a Londra in stereofonia (e difatti nei titoli di testa del film, viene menzionata la 'City of London Sinfonia), sennonchè ad un certo punto, i musicisti inglesi, come segno di solidarietà nei confronti dei colleghi d'oltre oceano, indissero anche loro uno sciopero generale, dimodochè le restanti musiche vennero registrate a Vienna in monofonia, ritengo con lo stesso direttore, ma ignoro con quale orchestra, poichè nulla viene detto al riguardo nel libretto del disco, che comunque, a parte la traccia deteriorata, comprende sia le tracce stereofoniche che quelle stereofoniche. Nel 1958, circa 36 minuti di estratti musicali stereofonici dalla colonna sonora del film, comprendenti gli 8 brani principali, vennero pubblicati su disco microsolco dalla Mercury Living Presence e successivamente ristampati anche su cd, intorno alla metà degli anni '80, dalla Philips Classic Production (anche se sempre sotto etichetta Mercury; va da sè che il cd Varese Sarabande, comprendente anche i restanti brani, salvo l'eccezione di cui sopra, resta decisamente preferibile). Per quanto concerne l'incisione di McNeely, basata sulla partitura originale, che si è guadagnata a suo tempo un "Gramophone Award", comprende sì il brano "Graveyard and Tombstoned, ma rispetto all'incisione di Mathieson, risulta stranamente mancante dei brani intitolati "Mission organ", "The streets" e "The past and the girl", per cui alla fine, conviene possedere ambedue i cd se si vuole avere una conoscenza integrale delle musiche scritte per questo film. Ovviamente, nel film, come è usuale, molti di questi brani non sono minimamente utilizzati nemmeno a livello di frammento. Quanto alle 2 interpretazioni, bisogna tenere conto che Mathieson era ovviamente condizionato nella scelta dei tempi, dal ritmo delle sequenze cinematografiche, mentre McNeely, che le ha incise solo per il disco, si è potuto attenere più fedelmente alle agogiche indicate nella partitura originale e questo spiega in gran parte le differenze interpretative di cui bisogna tenere conto. Trattasi comunque di 2 valide esecuzioni, con la registrazione del '58 che, soprattutto nelle tracce stereo, sonicamente si difende ancora piuttosto bene anche se comparata alla pur eccellente registrazione digitale del '97 di cui gode il disco di McNeely.) - 4) North by northwest: a) colonna sonora originale integrale - M-G-M Studio Orchestra diretta dall'autore - cd Rhino Movie Music/Turner Classic Movies 8122 72101-2; b) brani principali dalla partitura originale - The London Studio Symphony Orchestra / Laurie Johnson - cd Varese Sarabande VCD 47205 (nota: nel caso della colonna sonora originale, prevalentemente incisa in stereofonia, purtroppo i supporti originali, pur non essendo mai più stati utilizzati dopo l'uscita del film nelle sale, si erano pesantemente deteriorati, soprattutto in corrispondenza proprio dei brani più celebri, per cui, nonostante la complessiva accuratezza della rimasterizzazione, la qualità sonora è estremamente discontinua, variando dall'ottimo al mediocre, anche all'interno di un singolo brano, le registrazioni monofoniche riguardano soprattutto della musica da ballo, eseguita da un'orchestra sullo sfondo, nelle sequenze ambientate nella sala d'attesa dell'albergo - qui l'orchestra credo che sia diretta da Andre Previn, inoltre, nonostante lo 'strillo' in copertina dichiarante l'assoluta integralità della musica, io ho rilevato almeno un taglio nel brano finale, relativo ai titoli di coda. Quanto alla moderna incisione digitale in studio degli anni '80 di Laurie Johnson, basata sulla partitura originale, comprende solo gli estratti relativi alle scene principali del film, per circa 38 minuti complessivi, purtroppo. Interpretativamente, rispetto all'autore, adotta dei tempi sensibilmente più distesi, ma anche in questo caso penso che valga lo stesso discorso già fatto per le 2 edizioni di "Vertigo", in ogni caso sono ambedue valide come esecuzioni, anche se l'edizione più recente ha il vantaggio di una ragguardevole qualità sonora, registrata col sistema Ambisonic. Malauguratamente non posseggo l'incisione di McNeely, sempre per la stessa etichetta, che dovrebbe essere integralissima, ma che mi risulta attualmente irreperibile.) - 5) Psyco: a) National Philarmonic Orchestra diretta dall'autore - cd Unicorn-Kanchana; b) Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5765 (nota: ambedue le incisioni sono basate sulla partitura originale, solo che quella di McNeely è più che integrale, comprendendo anche dei brani inediti. Ho citato anche la prima in quanto diretta dal compositore, peccato solo che l'abbia incisa nei primi anni '70, ovvero negli ultimi anni della sua vita, quando era già stanco e malato, vociferandosi addirittura che in alcuni brani si sarebbe fatto sostituire dal fido Laurie Johnson sul podio, risultandone comunque un'interpretazione opaca e spenta, nonostante la correttezza formale (nel '77 venne anche stampata su lp dalla Rca italiana, nella collana economica CINEMATRE), la casa discografica è scomparsa e il disco è naturalmente irreperibile, ma in questo caso non c'è assolutamente di che dolersene, visto che il disco di McNeely gli è nettamente superiore sotto tutti gli aspetti, per cui è l'unico da prendersi in seria considerazione. Quanto all'autore, molto meglio l'incisione della breve suite effettuata per la Decca, negli anni '60 - vedasi più avanti.) - 6) Marnie - Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 6094 (partitura originale integrale); - 7) The trouble with Harry - Royal Scottish National Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5971 (partitura integrale); - 8) Torn Curtain - National Philarmonic Orchestra / Joel McNeely - cd Varese Sarabande VSD 5817 (nota: questo film segnò la fine del sodalizio, venendo le musiche di Herrmann, dopo una serie di vicissitudini, sostituite in fretta e furia da quelle composte quasi all'ultimo momento da John Addison, nel montaggio finale, musiche peraltro di buon livello anch'esse, soprattutto considerando le circostanze, ma c'è chi giustamente afferma che, se si fossero mantenute le musiche originali, il film, non fra i vertici assoluti dell'arte cinematografica di Hitchcock, ne avrebbe senz'altro guadagnato. Concordo!) - Fra le varie antologie della musica cinematografica di Herrmann pubblicate, ne cito 3 senz'altro degne di nota: 1^) Psyco / Marnie / North by northwest / Vertigo / A portrait of Hitch (suite da The trouble with Harry) - London Philarmonic Orchestra diretta dall'autore - cd Decca Phase 4, 455 409-2 DM; - 2^) Citizen Kane / The devil and Daniel Webster / The man who knew too much ('54) / Psyco / The wrong man / Vertigo / North by northwest / The bride wore black / Fahrenheit 451 / Taxi Driver - (la traccia finale di questo disco comprende un breve discorso dell'autore riguardo la musica da film, registrato nei primi anni '70) - The Ambrosian Singers diretti da John Mc Carthy; Clair Henry, mezzosoprano; David Roach, sassofono contralto; Royal Philarmonic Orchestra / Elmer Bernstein - cd Milàn 5050466 3093 2 7 (nota: a dirigere queste musiche vi è un altro eminente compositore del ramo, il celeberrimo autore di "The magnificent seven", solo per citare il suo titolo più arcinoto, tra i titoli dei film considerati in questa antologia, ve ne sono, oltre che di Hitchcock, anche di Dieterle, Truffaut e Scorsese. Nel caso del film di Hitchcock "The man who knew too much", il disco riporta la cantata "Storm Clouds" in realtà di Sir Arthur Benjamin, scritta per la versione primigenia del '34, nell'adattamento operato da Herrmann per la versione del'54, consistente in lievi modifiche e in un allungamento complessivo di circa 2 minuti in più, al fine di renderla ancora più spettacolare, nella celebre scena realmente girata alla Royal Albert Hall di Londra. Per ascoltarla nella sua versione originale, più breve, rimando a un disco Chandos di cui dirò più avanti. Tornando a Elmer Bernstein, parrebbe che in qualche oscuro magazzino, giacciano diversi nastri di sessioni d'incisione di musiche da film con la Royal Philarmonic, che non si riescono a riesumare per complicate questioni di diritti d'autore, peccato!); - 3^) The man who knew too much ('54) / Psyco / Marnie / North by northwest / Vertigo / Torn Curtain / Fahrenheit 451 / Taxi Driver - Los Angeles Philarmonic Orchestra / Esa Pekka Salonen - cd Sony Classical 88765449662 (nota: questo titolo era stato proposto inizialmente a Riccardo Muti, il quale ha sdegnosamente rifiutato, non ritenendo evidentemente sufficientemente degno di nota questo genere di musica, il che direi che non deponga affatto a suo favore, ma i gusti sono gusti.); - Per concludere, momentaneamente, beccatevi un'antologia 'hitchcockiana': "Musiche dai film di Alfred Hitchcock" : Family plot (John Williams) / Strangers on a train (Tiomkin) / Suspicion (Waxman) / Notorious (Webb) - The Utah Symphony Orchestra / Charles Ketcham - cd Varese Sarabande VCD 47225 (nota: il produttore di questo disco è un certo George Korngold, il figlio americano del compositore austriaco Erich Wolfgang Korngold, autore quest'ultimo anche di celeberrime colonne sonore, tra le quali "The adventures of Robin Hood" e "The sea hawk", solo per citare le prime che mi vengono in mente). Continua!

Celluloide in policarbonato.

Vista la scarsa conoscenza in merito ed essendo un inguaribile presuntuoso dotato di uno smisuratissimo ego (intanto io però alla mia non più verde età, riesco ancora a ritrovarmi con qualcosa di smisurato, tiè branco d'invidiosi!), prendo spunto dal precedente scritto, per buttarvi, così come capita, alla buona, una succinta discografia di dischi comprendenti musiche da film prevalentemente dell'epoca d'oro del cinema (non soltanto hollywoodiano, però) ed anche in piccola parte della televisione, sperando di fare cosa non sgradita e non del tutto inutile, agli eventuali 2 gatti che ancora si degnassero di leggermi, discografia che non ha ovviamente alcuna pretesa di esaustività e di completezza, ma puramente orientativa, basata quasi completamente su titolo messi insieme dal sottoscritto nell'arco di decenni, una parte dei quali senz'altro irreperibili (questi dischi hanno sovente la nefasta caratteristica di sparire presto dal mercato, talvolta per ricomparire a distanza di tempo sotto altra etichetta, oltrechè di essere sovente di ardua reperibilità), ma anche in questo caso non c'è da disperarsi, poichè nell'ambito delle giacenze fuori catalogo e dell'usato, si possono talvolta fare dei piacevoli reperimenti, con un poco di fortuna, perciò non ci si scoraggi. (Due piccole digressioni: la prima è una domanda retorica, ovvero perchè quegli idioti di Radiotre, martedì in seconda serata, non hanno trasmesso per intero la differita del concerto del 15 febbraio scorso dal Manzoni di Bologna, con l'orchestra del Comunale diretta da Roberto Abbado e la partecipazione del tenore Tom Randle, omettendo il brano iniziale, ovvero la serenata per tenore, corno - Stefano Pignatelli - e archi di Britten, che precedeva quindi le musiche di Lutoslavski e Dvoràk, pur essendoncene abbondantemente lo spazio? Mistero buffo! La seconda digressione è dovuta al fatto che mi sono accorto di un refuso riguardo all'orario in cui ho mandato il messaggio sms a Radiotresuite lunedì sera, che è stato inviato alle ore 20, 12' e 52", ammesso e non concesso che importi ad alcuno, ma che ci volete fare, è la mia pignoleria e pedanteria a prendere il sopravvento.) Certamente devo avere le rotelle completamente fuori posto, per dedicarmi a simili facezie in un momento per me estremamente critico come questo, ma comunque, se siete vogliosi di tuffarvi nel mare magnum della musica di celluloide, abbuffatevi pure, beccandovi questo excursus discografico alla buona, che parte grosso modo dall'epoca del muto, fino a qualche esempio di epoca più recente, con qualche digressione televisiva e in ogni caso, visto che non mi paga nessuno per tutto ciò, direi che faccio pure troppo! Bando agli indugi e si vada a incominciare!
Coppola/Rota/Pennino: "The Godfather Suite - Orchestra Philarmonia di Milano/Carmine Coppola - cd Silva Screen CM 001 (nota: Carmine Coppola, compositore e direttore d'orchestra, ex primo flautista alla Detroit Symphony Orchestra e alla NBC Symphony Orchestra ai tempi di Toscanini, è il padre di Francis Ford, noto produttore, regista e sceneggiatore, di August, scrittore e docente di letteratura inglese e di Talia Shire, attrice, è lui medesimo che ha arrangiato questa suite che estrapola brani musicali tratti dai primi 2 film della saga. L'incisione del disco è stata effettuata a Milano nel 1974.)
Rota: Guerra e pace / Il Gattopardo / La strada / Waterloo - Orchestre Philarmonique de Montecarlo / Gianluigi Gelmetti - cd Emi Classics "Encore" 7243 5 74986 2 3 Rota: The Godfather / 8 e mezzo / La dolce vita / Prova d'orchestra / Rocco e i suoi fratelli / Il Gattopardo - Orchestra Filarmonica della Scala / Riccardo Muti - cd Sony Classical SK 63359La strada / Concerto per archi / Ballabili per "Il Gattopardo" - Orchestra Filarmonica della Scala / Riccardo Muti - cd Sony Classical SK 66279Prokofiev: Alexander Nevski, musiche per il film: 1) Evgenia Gorohovskaia, mezzosoprano - Coro della Radiotelevisione di San Pietroburgo - Coro da camera di San Pietroburgo - Coro a cappella 'Lik' - Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo / Yuri Temirkanov - cd Rca Red Seal "Classical Library" 82876 60867 2  2) Marina Domashenko, mezzosoprano - Ernst Senff Chor - Rundfunk Sinfonie Orchester Berlin / Frank Strobel - sacd Capriccio 71014 (nota: se avete ben presente la nota cantata da concerto che l'autore trasse successivamente dalle musiche per il film di Eisenstein, sappiate che le differenze sono notevoli, non solo per quel che concerne il minutaggio complessivo, una cinquantina di minuti in totale per la musica da film e circa 35-40 per la cantata da concerto, ma soprattutto per il fatto che, pur essendo ovviamente il medesimo il materiale tematico di partenza, lo sviluppo del suddetto è parecchio diverso nelle 2 composizioni, tanto più che la colonna sonora comprende una quindicina di sezioni, mentre la cantata da concerto ne ha soltanto 7. Trovo decisamente superiore come qualità di ispirazione la musica per il film, molto più atmosferica rispetto all'assai più effettistica cantata da concerto, per quanto sia riuscita anche quest'ultima. Riguardo alle 2 eccellenti edizioni discografiche pubblicate, quella di Temirkanov, uscita nel 1994, è basata su una ricostruzione effettuata unicamente con l'ausilio dell'audio disastrato della colonna sonora originale, noto come uno dei peggiori audio mai registrati anche in rapporto all'epoca, ma qui la colpa è in buona parte dovuta allo stesso compositore. Quella di Strobel, uscita nel 2004, è assai più attendibile, in quanto basata su un provvidenziale ritrovamento, in un polveroso archivio moscovita, di quasi tutto il materiale musicale manoscritto originale.)  Ivan il Terribile (musiche integrali dal film, comprendenti anche i canti della liturgia ortodossa usati nell'arco delle 2 parti di cui si compone, ovvero "Ivan il Terribile" e "La congiura dei Boiardi", quest'ultima comprendente anche alcune sequenze realizzate a colori, mentre la progettata terza parte del film di Eisenstein non vedrà mai la luce): Irina Chistiakova, contralto; Dmitri Stefanovich, basso; Coro a cappella statale "Yurlov" diretto da Stanislav Gusev; Coro di voci bianche di Studio Vesna diretto da Alexander Ponomarev; Orchestra sinfonica "Ciaikovski" / Vladimir Fedoseyev - 2 cd Nimbus NI 5662/3 (nota: non si tratta ovviamente dell'oratorio da concerto, comprendente soltanto 17 numeri della partitura, per voce recitante, contralto, basso, coro misto, coro di voci bianche e orchestra, realizzato non dall'autore, ma dal direttore d'orchestra Abraham Stasevic, direttore tra l'altro proprio della colonna sonora, ma per l'appunto della sua versione filmica più estesa, comprendente anche i canti ortodossi. Di quest'ultima, se la memoria non m'inganna, dovrebbe esisterne anche un'altra incisione effettuata da Valery Polianski per la Chandos). Mi vedo costretto a sospendere, poichè le funzioni grafiche di questo blog, alquanto cervellotiche, mi stanno rendendo la faccenda pesante (Continua).