lunedì 18 febbraio 2013

Varie ed eventuali.

Come ho già scritto in precedenza, in questi giorni sto esaminando e ascoltando i primi 2 numeri di un'importante collana di dischi in vinile di musica classica, in uscita in edicola dagli inizi del mese corrente, ma proprio per questo approfitto dell'occasione per fare un paio di segnalazioni in merito. Mi piacerebbe tanto che uscisse una ristampa, anche su CD, di un titolo da tempo immemorabile fuori catalogo, secondo me ingiustamente negletto. Il disco in questione faceva parte proprio del catalogo Decca e comprendeva musiche del compositore svizzero del '900 Ernest Bloch, ovvero i 2 brani più celebri (relativamente, ahimè!) della sua produzione: Shelomo, rapsodia ebraica op.16, per violoncello e orchestra e The voice of wilderness (La voce del deserto), anch'esso per violoncello e orchestra. Il solista al violoncello è l'ungherese Janos Starker, strepitosamente accompagnato dall'orchestra filarmonica d'Israele diretta da un eccelso Zubin  Mehta. La musica è tutt'altro che ostica, caratterizzata da un lussureggiante stile di marca tardo impressionistica, trattasi veramente di capolavori assoluti che a tutt'oggi contano pochissime incisioni discografiche, ed è interpretata come meglio non si potrebbe dai summenzionati interpreti. Il disco uscì nel 1970 (n. di cat. or. SXL 6440), essendo oltretutto inciso con una qualità sonora degna, per presenza, ambienza, dinamica, immagine sonora, timbrica, equilibrio esemplare fra solista e orchestra, degnissima del marchio Decca. Insomma un grandissimo disco sotto tutti gli aspetti! Personalmente io ne posseggo l'ultima ristampa su vinile olandese, uscita nella collana a medio prezzo London Enterprise nel 1985 (n. di cat. 414 166-1 LE per il vinile, 414 166-4 LE per la musicassetta), dopodichè non me ne risultano altre ristampe su qualsivoglia supporto, anche se vorrei tanto sbagliarmi! Spero che non sia dovuto al fatto che trattasi di un compositore ebreo; in ogni caso la ritengo una gravissima lacuna! Un altro disco che vorrei segnalare per altri motivi, è un titolo della Deutsche Grammophon, uscito l'anno scorso in tiratura limitata nel solo formato in vinile. Trattasi della terza sinfonia detta "La scozzese" di Felix Mendellsohn-Bartholdy, eseguita dall'orchestra filarmonica di Vienna, diretta da Gustavo Dudamel, registrata dal vivo nella Grande Sala del Musikverein nel dicembre del 2011, credo con tecnologia interamente analogica e stampata su disco da 180 grammi. L'interpretazione è molto buona, pur non arrivando secondo me ai risultati dell'incisione di Claudio Abbado con l'orchestra sinfonica di Londra facente parte di un'integrale sinfonica  realizzata sempre per la DG nei primi anni '80 e tutt'ora reperibile su cd, di cui anzi questa interpretazione della "Scozzese" rappresenta forse il vertice assoluto, inoltre, a differenza di quest'ultimo, omette la riesposizione nel primo movimento come d'altronde è la prassi, soprattutto nel caso di esecuzioni dal vivo. L'orchestra è comunque all'altezza del suo blasone e la qualità sonora dell'incisione è ottima nella sua naturalezza, ad onta di qualche lieve opacità in alcuni passaggi, per finire lo stampaggio del disco è corretto, anche se nella mia copia il vinile non è silenziosissimo, in ogni caso rose e fiori se rapportato a una normale stampa in commercio (sic!). Quello che rende ancora più particolare questo disco è il fatto che si tratta di un "Charity LP", come indicato nel retrocopertina: infatti come chiaramente dichiarato sempre nel retrocopertina, i proventi derivati dalla vendita di questo disco sono interamente destinati all'acquisto di strumenti musicali destinati al Nùcleo San Vicente in Venezuela, facente parte del famoso "El Sistema", dal quale notoriamente proviene lo stesso Gustavo Dudamel. All'interno del disco è contenuto un fascicolo d'accompagnamento, con note di commento quadrilingue, ma non in italiano purtroppo! Buon ascolto! (Continua)

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