sabato 2 marzo 2013

Classica in vinile (1ter).

(Segue) Riguardo sempre al fascicolo allegato al primo numero, si capisce, leggendolo bene, che l'intento vorrebbe essere quello di rivolgersi principalmente al neofita, ovvero all'inesperto, adottando un linguaggio che vorrebbe essere, nelle intenzioni, divulgativo e di facile comprensione, peccato soltanto che un sì lodevole intento sia viziato, in questo caso, da diverse banalità e luoghi comuni, facilmente evitabili. Si possono rendere comprensibili anche gli argomenti più complessi, anche senza ricorrere a volgarizzazioni di sorta, in ambito musicale l'esempio migliore e ineguagliato in tal senso, è stato quello di Leonard Bernstein, come testimoniato dalle numerose lezioni-concerto televisive, oltrechè dai suoi libri, ma evidentemente questa caratteristica non è alla portata di tutti. Un altro bell'esempio di divulgazione in campo musicale, è il bel libro di Alex Ross "Il resto è rumore - La musica del 20° secolo"! Per quanto concerne il contenuto musicale del disco, trovo l'interpretazione di Karajan e della filarmonica di Berlino registrata nel '62, senz'altro ottima nel suo complesso, ma viziata qua e là da qualche rallentando di troppo, che sa di manieristico. Inoltre, a parte il rispetto della riesposizione del 1° mov., vengono omesse tutte le ripetizioni nei restanti movimenti. Rimanendo nel catalogo Dg, non siamo comunque al livello dell'esito dirompente conseguito da Carlos Kleiber, nella sua celeberrima incisione di studio dei primi anni '70! La qualità della stampa del vinile vergine da 180 grammi, è adeguata, anche se non silenziosissima, almeno nella copia in mio possesso, ed è comunque sufficiente a non guastare il piacere dell'ascolto, contrariamente a quanto accade con le normali stampe commerciali (devo dire che i vinili meno rumorosi che mi siano capitati, sono un paio di titoli da 180 grammi, stampati dalla EMI-HMV inglese, superiori anche agli americani OMR e CLASSIC RECORDS da 210 grammi!). La qualità sonora dell'incisione è complessivamente ottima, con discreta dinamica, timbrica pastosa e presente, adeguato dettaglio, immagine adeguata e un corretto equilibrio fra le diverse sezioni orchestrali. Per la cronaca, il mio impianto d'ascolto è costituito dal giradischi Technics SL1200mkII, con testina Shure V15VMR, amplificatore integrato Marantz PM6010 OSE KIS, casse acustiche B&W DM602S3, cuffia dinamica Audio-Technica AIR ATH AD500, inserito in un ambiente d'ascolto delle dimensioni approssimative di 5,5x3,9x3,3 metri (lunghezza x larghezza x altezza). Tornando a considerazioni di ordine generale, devo deplorare il fatto che, anche stavolta, la De Agostini, come già avvenuto a proposito della precedente collana relativa alla musica jazz, sia troppo vaga e generica riguardo ai criteri di rimasterizzazione adottatti (ricordo di aver letto, a suo tempo, sulla rivista Suono, a tal proposito, una sconcertante dichiarazione in un'intervista ad uno dei responsabili della casa editrice, quando quest'ultimo accennava all'impiego di non meglio specificati file analogici, ohibò, quando gli stessi, per loro natura non possono che essere digitali e il sottoscritto ne sa qualche cosa, visto che nel suo piccolo, ci lavora!), per cui, volendo sperare di capirci qualcosa in più, bisogna andare per forza nel sito di "AS on line". Ulteriori informazioni dovrebbero essere reperibili, a giudicare dallo strillo di copertina, anche sul numero di gennaio, ma tutt'ora in edicola di "Audiophile Sound", ma obiettivamente, non me la sento di spendere 9 euro, per poi trovarmi allegato alla suddetta rivista, l'ennesimo "cd della mutua", ovvero una banalissima selezione di brani dal "Messiah" di Haendel, possedendone già almeno 2 edizioni complete, uffa e che cavolo! Tra l'altro se penso che chi dirige la rivista, con un'intestazione in inglese, è un canadese francofono, che la sede della redazione si trova a Londra, che il periodico viene stampato in Slovenia e forse solo il cd allegato viene fabbricato in Italia, altrochè provincialismo esterofilo, qui si deborda di brutto! Altra considerazione riguarda i  titoli scelti per questa collana, che oltre a essere arcinoti, sono stati già oggetto in passato di numerose ristampe non solo su cd, ma soprattutto su vinile speciale, da parte sia dell'americana Classic Records (Mercury), sia delle tedesche Clearaudio (Dg) e Speaker's Corner (Decca, Dg e Mercury), per cui non sarò certo l'unico a possederne di già! Questo dimostra la mia teoria che, a furia di battere strade risapute, non si cava un ragno dal buco e che solo l'originalità ha più probabilità di dare risultati soprattutto in tempi di crisi! (Continua)

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