giovedì 4 luglio 2013

Sogno di una notte di mezza estate.

La mia idea balzana di fuga a costo zero non la ho affatto abbandonata. In questo periodo mi sto isolando sempre più in me stesso come è inevitabile, consolandomi con quello che passa la radio in queste serate, visto che grazie ai vari festival musicali in giro per il mondo, anche quest'anno promette di essere prodiga di trasmissioni musicali, nonostante i tempi grami, unico sollievo per i poveri tapini senz'arte nè parte come il sottoscritto. D'altra parte, l'estate è il periodo più opportuno per abbandonarsi alle idee più stupide e assurde come quella che da tempo mi frulla nella mia testa bacata, per ovvie ragioni climatiche. Mi dispiace solo di non avere più lo stimolo di sproloquiare di faccenduole musicali come ho fatto in precedenza, ma in questo periodo mi sento proprio un vuoto a perdere, incapace di stimolare l'interesse altrui. Nel mio piccolo continuo comunque a sperare che, in un modo o nell'altro, mi torni la voglia di trastullarmi con questo sito, sia pure a livello di semplice passatempo, senza aspettarmi alcunchè da niente e da nessuno. Purtroppo nel mio caso si finisce regolarmente per risultare patetici e tediosi, non essendo altro che uno sfogo personale senza alcun costrutto, lo scritto che sto stilando in questi istanti di totale solitudine, tutto nella norma, quindi. Per quanto possa risultare assurdo, l'unica mia autentica preoccupazione, è quella di riuscire a non perdermi la diretta radiofonica ad agosto, del 'Guillaume Tell' dal Festival Rossini di Pesaro ad agosto, stante le rarissime occasioni che si hanno di ascoltarlo in lingua originale e in versione più che integrale, se come nel '95 includeranno anche le danze supplementari inedite espunte dall'autore stesso precedentemente alla prima assoluta, visto che quando Pappano lo ha eseguito a suo tempo, coi complessi di Santa Cecilia, ha tagliato una mezz'ora abbondante di musica!

giovedì 27 giugno 2013

Via dalla pazza folla.

Escono tanti libri prodighi di consigli alla cosiddetta portata di tutte le tasche (sarà, ma non certo per chi ce le ha veramente vuote!) pensati per coloro che vogliono fuggire dall'Italia, o quantomeno ambiscono a un radicale cambiamento dello stile di vita, io stesso a suo tempo ne ho acquistato uno dal titolo esplicativo, ovvero "Scappo dall'Italia", beata ingenuità, rendendomi presto conto che non c'è alcunchè di applicabile a un miserrimo comune mortale solo al mondo, come l'imbecille che sta vergando queste farneticazioni. Questo è l'ennesimo caso di sfruttamento editoriale di uno stato d'animo sempre più diffuso, da parte dei soliti furbacchioni matricolati con la pancia piena, tutto nella norma! Anche navigando su internet, trovi dei 'soloni' tipo un soggetto che si firma con lo pseudonimo di 'Dita di fulmine', nel cui blog è prodigo di pseudo consigli riguardo al tema, consigli quanto mai lapalissiani, è ovvio! Ma visto che sono arrivato a un punto della mia esistenza in cui mi sembra di avere poco o nulla da perdere, sto beatamente cullando il mio ego smisuratissimo (alla mia veneranda età è l'unica cosa 'smisurata' di cui mi possa vantare, ahimè!) in un sogno impossibile: quello della fuga a costo zero, al massimo con i soli abiti che si abbia indosso. Visto che logica vuole che senza quattrini non si va molto lontano, riuscire in una simile folle intrapresa, sarebbe un evento veramente epocale e il mio incommensurabile ego già si erge come pioniere assoluto di una simile esperienza, va da sè! In un'epoca come l'attuale, all'insegna dell'incertezza assoluta, avere almeno una 'sicurezza' è da considerarsi un privilegio assoluto. Nel mio caso è la seguente: quando la tua vita va a catafascio, dagli altri, ovvero dai tuoi simili, non puoi aspettarti assolutamente nulla di buono, il che è la norma! Quindi ne consegue che la regola prima per tentare l'impresa è non cercare assolutamente di avvicinarsi alle persone, confidando anche sul fatto che, col passare dei giorni, si diventa inevitabilmente sporchi, laceri e puzzolenti, il che dovrebbe facilitare enormemente le cose. Ingenuamente e stoltamente, in questa vita, nel mio piccolo, avrei voluto diventare un uomo di cultura, ma quello è un lusso riservato ai ricchi perditempo, perciò non avendo dietro l'angolo che un futuro di ulteriore emarginazione, miseria e solitudine, avendo il vantaggio di essere solo al mondo, per cui su nessun'altro ricadranno le conseguenze delle mie scempiaggini, posso almeno consentirmi il 'lusso' di rimbambire completamente e di andarmene a ramengo. Per quel che concerne la musica, avendo nel corso dei decenni immagazzinato nel mio cervello sballato una marea di brani musicali, potrò fare affidamento sul mio cosiddetto 'orecchio interiore' riascoltandomi mentalmente le musiche preferite, altrochè musica liquida e altre facezie, per cui aspetto solo che la mia situazione precipiti ulteriormente e che il destino m'induca a sgattaiolare via, non m'importa di risultare vigliacco e immaturo. Sono stanco di questa dittatura dell'incultura imperante, non ho soldi per potermi comprare un 'buen retiro' ma non mi va nemmeno di continuare a stare qui a languire, nell'attesa di essere sbranato dai cerebrolesi di turno, così come sono assolutamente schifato dal buonismo e dalla carità pelosa di cui questo sistema è prodigo!

Il declino.

Ieri, in cui tra l'altro ricorreva l'ottantesimo compleanno di Claudio Abbado, ho dovuto chiudere precipitosamente il mio scritto, sempre per i famigerati 'motivi tecnici', che al momento, salvo smentite, parrebbero essersi attenuati o almeno è quello che spero, poichè sarebbe almeno l'unica cosa positiva in un quadro generale e personale, sempre più fosco. Certo che la chiusura per fallimento del distributore discografico europeo Codaex, avvenuta circa un paio di settimane fa, non è l'unico segnale negativo del mondo discografico, noto per esempio che le uscite discografiche dell'orchestra sinfonica di Roma diretta da Francesco La Vecchia, sia per la Brilliant che per la Naxos, vengano diffuse prima all'estero che da noi, contrariamente a quanto accadeva tempo addietro e se è così, non è certo un bel segno. Inoltre, non ho più notizie di quel disco di musiche di Pizzetti con i complessi del Regio di Torino diretti da Noseda, che dovrebbe essere stato inciso per la Chandos, nel luglio dell'anno scorso; é anche vero che ultimamente non ho navigato granchè su internet, per cui potrei essermi perso qualcosa, in tal caso faccio ammenda, però vedo che anche i titoli dedicati dalla Naxos alle musiche di Maxwell-Davies sembrerebbero essersi arrestati. Aggiungiamoci il fatto che, da troppo tempo, i negozi di musica e le librerie in generale, si sono trasformati in (non)luoghi di (non)incontro, mentre al contrario, almeno fino a circa un decennio fa, potevano ancora considerarsi i luoghi principali di ritrovo per uno scambio di opinioni fra appassionati, adesso sembra che siano passati millenni da tutto ciò, anzichè un lasso di tempo relativamente breve, sembra proprio di rievocare fantasmi di un passato forse persino mai esistito, se non nella propria malata immaginazione. Continuo sempre più saltuariamente a frequentarne i superstiti, più che altro per una sorta di riflesso pavloviano, non certo perchè ne tragga giovamento alcuno, anzi! Il più delle volte mi deprimo persino, ma cosa vogliamo farci, sono un inguaribile ingenuo idiota totale! Per quello che riguarda la distribuzione delle etichette discografiche in futuro, sembra che si tenda a concentrarle nelle mani di un unico distributore a livello europeo, ma in tal caso, dubito che la situazione generale migliori e che anzi l'Italia si trovi a essere ancora più penalizzata di quanto già non lo sia, rispetto alle altre nazioni europee, il che però sarebbe stramaledettissimamente nella norma, tanto per cambiare! A proposito di declini vari, ho sott'occhio in questo istante il pieghevole col programma dettagliato de "Il Cinema Ritrovato" svolgentesi in Piazza Maggiore a Bologna dal 29 del mese fino al 6 di luglio. In particolare, riguardo ai cosiddetti 'cineconcerti', direi proprio che siamo a livelli miserrimi, almeno sulla carta. Pietoso in maniera rimarchevole mi sembra il programma del cineconcerto di chiusura di sabato 6 luglio, limitantesi a una mezz'oretta di musiche di Bernard Herrmann tratte da alcuni film di Hitchcock, si poteva far decisamente di più, mi sembra veramente una cosa ridicola, un minutaggio complessivo assurdo, salvo smentite. Meglio rivolgersi più proficuamente al disco, come per esempio quello inciso nel '96 dalla filarmonica di Los Angeles diretta da Esa Pekka-Salonen, con un programma ben più esteso, un bel titolo recentemente ristampato dalla Sony Classical. Ma anche scorrendo il programma delle serate più prettamente cinematografiche inserite anche nella rassegna de "Il Cinema sotto le stelle", così come in quello che si sta già proiettando in piazza da sabato scorso, intravedo parecchie "pizze" a serio rischio di spappolamento testicolare con annesso stracciamento di marroni e sgretolamento di attributi. Visti i tempi, non ci si poteva aspettare altrimenti, un bel declino anche questo, penso proprio che lascerò questo mondo con animo sempre più leggiadro, visto che non mi sembra proprio che ci sia alcunchè per cui valga la pena di sciropparsi questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo di cerebrolesi!

mercoledì 26 giugno 2013

Marcia funebre per una marionetta.

Mentre continuo ad avere problemi per così dire informatici, non bastasse il resto, ho appreso proprio in data odierna che, uno dei più importanti se non il più importante distributore di etichette discografiche europee, ovvero la Codaex, è fallito, con tutte le ovvie conseguenze sia lavorative che di reperibilità futura sul mercato dei numerosi marchi discografici da essa diffusi. Se pensiamo che la Codaex, nata in Francia, sviluppatasi poi in Belgio e da lì dilagata in tutta Europa, con l'apertura anche di una filiale italiana, aveva acquisito una posizione di grande importanza in questo ambito, si può ben immaginare che per la discografia tradizionale, cioè basata sui supporti audiovisivi preregistrati, i tempi si fanno veramente grami, non bastasse la recente chiusura in Gran Bretagna dei 66 negozi della catena HMV. Inoltre qui da noi, l'etichetta svedese Bis, continua a rimanere senza distribuzione alcuna e sarà assai improbabile, viste le condizioni stringenti che impone ai distributori, ossia di essere pagata in anticipo riguardo alla merce consegnata, con l'aria che tira, che ne trovi qualcuno disposto a sobbarcarsi un simile onere finanziario. A parte il fatto che anche il ritmo delle uscite di nuovi titoli, sembra segnare decisamente il passo, attestandosi su una media di non più di 3 o 4 uscite ogni 1 o 2 mesi. Mi sembra peraltro che anche la Naxos stia tirando il freno in questo ambito, ad ogni buon conto il suo distributore italiano, la Ducale, riesce a resistere fino ad ora, limitando il quantitativo di titoli in magazzino. Sempre secondo le mie informazioni, pare che se si volessero ordinare i titoli della Bis direttamente dall'estero, il prezzo continui ad attestarsi sui 24-25 euro per disco, un pò troppo francamente! Nè credo che a risollevare le sorti di questo sempre più asfittico mercato sia il cosiddetto commercio telematico o tantomeno la cosiddetta musica liquida, che ritengo rimarranno sempre abbastanza circoscritte. L'impressione è sempre più quella di assistere al definitivo crepuscolo di un'epoca, ma direi proprio che alla fine è quello che ci meritiamo tutti.

martedì 25 giugno 2013

Tabula rasa.

Purtroppo non mi sto riferendo all'omonima composizione di Arvo Paert, ma al totale fallimento della mia insulsa esistenza. Certo che in questi giorni ho enormi problemi tecnici col blog, con la casella di posta elettronica e anche col browser, sembra proprio che lo si faccia apposta. Innanzitutto faccio ammenda di almeno 2 errori da parte mia. L'opera di Battistelli a cui ho accennato in precedenza è "Divorzio all'italiana" e non "Matrimonio....", il cantante lirico wagneriano oggetto dei miei precedenti strali era Juha Uusitalo e non Kuusisto, anche se certamente a questo punto non ha più alcuna importanza. I problemi 'tecnici' mi stanno funestando anche in questi istanti, oggi come tanti ho ricevuto la mia brava cartella delle tasse da parte dell'infame Comune di Bologna, mi sembra proprio che nel mio caso, si spari sulla croce rossa, ovvero è tutto stramaledettamente nella norma. Le persone mi trattano come un appestato, mi sento già un morto che cammina, ma è tutto nella norma, ovvio! Posso solo augurargli a queste persone che, prima o poi, arrivi anche il loro turno, scusatemi ma non mi riesce proprio di essere 'buono' in questi giorni, visto che le mie residue illusioni si sono sciolte come neve al sole. Ovviamente soprattutto per motivi economici, non recensirò più su questo sito, le prossime uscite in edicola della collana 'Classica in vinile' della De Agostini, anche se probabilmente non gliene importerà un fico secco ad alcuno, ma lo scrivo semplicemente per dovere di cronaca. Delle illusioni del web ho già detto, per cui altro non mi resta che togliere silenziosamente il disturbo. Mi dispiace ma oggi non mi riesce proprio di prenderla con ironia, anche se so di non essere il solo in preda alla disperazione, ma purtroppo intorno a me non vedo che il vuoto assoluto, il che è assolutamente, indefessamente nella norma! Non ho più nemmeno voglia di sproloquiare intorno alla musica come mio solito, per cui non azzardo pronostici di qualsivoglia natura.

venerdì 21 giugno 2013

Disillusioni ed esasperazioni.

Qui è tutta una presa in giro, ti si vuole far credere che con il blog ci puoi anche guadagnare, consentendo inserzioni pubblicitarie al suo interno, ma all'atto pratico ti accorgi che è l'ennesima trappola piena di insidie e disfunzioni, come sto constatando in questo momento, visto che, ai fini del pagamento in forma di cosiddetta moneta elettronica da parte del gestore di questo sito, si dovrebbe non solo fornire le proprie coordinate bancarie (e fino a qui la cosa è abbastanza comprensibile), ma anche effettuare un 'piccolo' versamento di prova sul proprio conto corrente bancario e qui la faccenda non mi piace affatto e mi puzza decisamente di fregatura! Ma ti prendono proprio per scemo! Tacendo del fatto che la cosiddetta assistenza tecnica è decisamente lacunosa, senza contare l'insulsaggine del relativo forum, sconsiglio vivamente chiunque dal cadere in simile imbroglio. Per fortuna che non gli ho dato le mie coordinate bancarie, nè mai gliele darò! Aggiungiamoci i problemi tecnici di connessione che continuano a funestarmi e non posso fare a meno di sentirmi disilluso ed esasperato. Questo mi sembra ogni giorno di più il mondo delle infinite possibilità negate, dove sulla carta tutto sembra possibile, ma al momento di passare alla pratica, tutto frana miseramente. Questa realtà non sembra voler dare scampo alcuno ai poveri disgraziati comuni mortali come il sottoscritto, spingendoli semmai alle soglie del suicidio, anche se in certi momenti vorrei al contrario essere capace di uccidere, pensando a tutta la cattiveria e discriminazione che subisco. Ieri sera, per esempio, stavo chiedendo a una certa signora appassionata melomane, la sua opinione sull'opera "Matrimonio all'italiana" di Battistelli, andata in scena in questi giorni al Comunale di Bologna, che, nonostante la sua scarsa propensione alla musica contemporanea, pare che le sia piaciuta abbastanza, anche grazie a una durata complessiva di circa un'ora e mezza, non particolarmente impegnativa. A questo punto le ho voluto chiedere se aveva assistito in precedenza, anche a "Il trionfo di Clelia" di Gluck, anzi mi ha persino detto, contrariamente ai pareri negativi da me precedentemente rilevati, che questa opera non le era affatto dispiaciuta. Avrei voluto approfondire con lei la faccenda, ma purtroppo, in quel momento, è intervenuto brutalmente un farabutto di un cerebroleso che sembra avercela particolarmente col sottoscritto, per cui ho dovuto troncare e andarmene, poichè l'ossesso in questione continuava a gridarmi frasi provocatorie. Mi sento proprio peggio del 'brutto anatroccolo'!!! Se nonostante tutto, dovessero infarcire questo blog di pubblicità contro la mia volontà, allora non avrò altra scelta che cancellarlo del tutto, ma spero di non dover arrivare a tanto, nonostante questo incidente di percorso!!!

giovedì 20 giugno 2013

La canicola ti frigge il cervello in graticola.

Come tutti i miei connazionali sono incoerente anche nei riguardi di me stesso, ma probabilmente sono l'unico idiota a farci caso. Pochissimi giorni fa, ho scritto in questa sede che mi sarei preso una sorta di 'congedo illimitato provvisorio' da questo blog e invece ecco che ho ripreso a scriverci forse più di prima, dannazione! Tutto regolare, tutto sempre e stramaledettamente nella norma, ovvia! Si vede proprio che è troppo forte la tentazione di continuare a riempirlo di scempiaggini assortite da parte mia, lo sapevo del resto che è meglio non fare proclami, si risulta soltanto ridicoli! Purtroppo, fra gli effetti nefasti della calura, c'è da annoverare anche quello che mi ha indotto a staccare tutte le mie apparecchiature audiovisive al fine di preservarne l'integrità, stante il fatto che l'elevata temperatura ambientale che aveva contribuito a trasformarle in tanti piccoli caloriferi ne sconsigliava il mantenimento sotto tensione e questo, nonostante la presenza di un ventilatore a pale da soffitto nella stanza; aggiungiamoci che il mio cervellino in graticola non ha più la necessaria capacità di concentrazione, miserrimo ahilui, mettiamoci pure l'anagrafe che avanza inesorabilmente con quel che ne consegue e la situazione è resa adeguatamente, con un umore di un nero profondissimo (ma che ce frega, ma che c'emporta, dirà qualcuno e con ragione!). In piena crisi d'astinenza da ascolti musicali, mi sovvengo d'avere scritto, tempo addietro, della mia intenzione di dedicare in futuro alcuni paragrafi ad alcuni compositori di musica da film, senonchè peregrinando in rete, mi sono accorto che esiste il sito di una "Bernard Herrman Society", piuttosto ampio ed esaustivo, all'interno del quale vi è una completa disamina di tutte le sue musiche da film in ordine cronologico con tanto di referenze discografiche, compilata, guarda un pò, da un certo George Kaplan (ma non era lo stesso nome del fantomatico personaggio del film "Intrigo internazionale" (North by northwest) di Alfred Hitchcock, personaggio alle origini delle disavventure del protagonista, impersonato da Cary Grant? Una coincidenza?), complessivamente ben fatta e alla quale rimando gli eventuali interessati. L'unico appunto che posso muovere a questo sito accuratissimo, è quello d'ignorare completamente la produzione non cinematografica di Herrman, tutt'altro che irrilevante (per esempio una sinfonietta per archi, da cui attinse successivamente, almeno a livello d'atmosfera generale, per le musiche del film "Psyco", una splendida cantata per recitante, soli, coro e orchestra, dal titolo 'Moby Dick', questi 2 brani compresi in uno splendido sacd Chandos uscito tempo addietro, l'opera lirica "Wuthering heights" (Cime tempestose), di cui so che è uscita recentemente una seconda edizione discografica per la Accord, diretta da Alain Guingal, che fa seguito a quella diretta dall'autore per la Pye Records, successivamente ripubblicata su cd dalla Unicorn-Kanchana, ma da tempo fuori catalogo, un lavoro che purtroppo non conosco, ma che a detta di alcuni dovrebbe essere un capolavoro assoluto, inoltre ricordo vagamente un cd della Simax, contenente composizioni per quartetto d'archi uscito qualche anno fa, altro non so), lacuna che eventualmente, malasorte permettendo, cercherò almeno parzialmente di colmare, a meno che non l'abbia già fatto qualcun'altro nel frattempo, così mi risparmio la fatica, no?

mercoledì 19 giugno 2013

Per i cultori dei registratori a cassette.

Spero di fargli cosa gradita segnalandogli, qualora non lo sapessero, che qui a Bologna, al negozio 'Bait e Borghi' di via Volturno 7/b, a lato di via dell'Indipendenza, in pieno centro storico, è possibile reperire ancora musicassette vergini a prezzi variabili dai 2,50 ai 4,50 euro a seconda del tipo; inoltre, di nuova produzione da parte di una ditta olandese, è reperibile anche una cassetta pulitrice con liquido a 15 euro e una cassetta smagnetizzatrice elettronica 'Ton De MAG' a 30 euro. Tenete d'occhio anche i mercatini dell'usato; io, per esempio, ho trovato un kit di pulizia con 2 boccette di liquido e una serie di bastoncini cotton-fioc della Sony, così come una cassetta di pulizia testine a secco, tutto nuovo sigillato, a prezzi irrisori, tempo addietro, al mercatino 'Cose di altre case' di via della Beverara, sempre a Bologna; anzi, nello stesso posto ho talvolta reperito anche delle musicassette vergini di marca, ancora sigillate, per cui buona fortuna. Mi dicono che, proprio in seguito all'ondata di ritorno d'interesse riguardo all'analogico che ha investito per primo il vinile e poi successivamente i nastri in bobina, si stia verificando una sorta di effetto traino anche per gli apparecchi a cassette, al contrario di quanto sta succedendo per i videoregistratori che sembrerebbero in caduta libera, salvo sorprese. Come ho già detto, se posso anche comprendere almeno in parte, questo rigurgito, per il vinile e il nastro in bobina, mi sfuggono invece le ragioni di questo che sembrerebbe un ritorno di fiamma anche per la musicassetta, a meno che, non ci si sia cresciuti insieme per ragioni anagrafiche, come il sottoscritto, poichè l'intrinseca fragilità meccanica, la scarsa affidabilità nel tempo e un'oggettiva limitatezza di qualità sonora, mi sembrano difetti ineliminabili e tutt'altro che trascurabili, oltrechè innegabili, per quanto gli apparecchi e gli impianti di riproduzione possano essere sofisticati ed evoluti. Il tempo penso che dirà se si è trattato dell'ennesimo fuoco di paglia, oppure di un'autentica rinascita, che mi sembra però altamente improbabile. Chi vivrà vedrà!

Classica in porcile, ovvero addenda vari.

Scusatemi per questi banalissimi giochi di parole, ma in questi giorni ho anche seri problemi di connessione con la rete civica Iperbole del comune di Bologna, che mi stanno alquanto snervando, non bastassero i miei problemi personali. Mi voglio divertire ad anticipare i dati di registrazione di alcune delle prossime uscite della collana 'Classica in vinile' della De Agostini: - Ciaikovski: concerto per violino e orchestra in re magg. op.35/Mendelssohn-Bartholdy: concerto per violino e orchestra in mi min. op.64 / solista Nathan Milstein / Wiener Philarmoniker / Claudio Abbado - Dg (registrato nel 1972 alla Grosse Saal der Musikverein in Vienna, produttore e supervisore Rainer Brock, tecnico del suono Guenter Hermanns, pubblicato nel 1973) - Mahler: 1^ sinfonia "Titano" in re magg. / London Symphony Orchestra / Sir Georg Solti - Decca (registrato nel gennaio e febbraio del 1964 alla Kingsway Hall di Londra, produttore John Culshaw, tecnico del suono James Lock, pubblicato nello stesso anno) - Holst: "The planets", suite sinfonica / elementi femminili del Los Angeles Master Chorale / Los Angeles Philarmonic Orchestra / Zubin Mehta - Decca (registrato nell'aprile del 1971 alla Royce Hall della University of California in Los Angeles, produttore John Mordler, tecnici del suono James Lock e Colin Moorfoot, pubblicato nello stesso anno) - Autori vari: "Balalaika favorites" / Orchestra Popolare Russa di Stato 'Nikolai Osipov' / Vitaly Gnutov - Mercury Living Presence (registrato il 13 e il 16 giugno del 1962 nella Sala Grande 'Bolshoi' del Conservatorio 'Ciaikovski' di Mosca, produttore Wilma Cozart-Fine, supervisore Harold Lawrence, ingegnere del suono C. Robert Fine, tecnico del suono Robert Eberenz, masterizzazione George Piros, pubblicato nello stesso anno; per la ripresa sonora sono stati impiegati 3 microfoni Telefunken 201 collegati a 2 apparecchi di registrazione a 3 tracce, uno su pellicola cinematografica (banda magnetica) da 35 mm., l'altro su nastro magnetico in bobina da mezzo pollice). - Con tutto questo ho voluto semplicemente dimostrare ai soloni super, iper, esperti o sedicenti tali, tipo quelli di 'Audiophile Sound', che non è indispensabile essere dei geni per reperire dati di registrazione un poco più esaustivi di quelli abitualmente indicati nella collana della De Agostini, basta soltanto un poco di buona volontà, il ricorso ai propri reperti personali, l'ausilio delle mediateche comunali, oltrechè un pizzico d'intuito per colmare in proprio, almeno in parte, eventuali lacune. Basta poco, che ce vò! - Sempre a proposito dei dischi Mercury, noto che, probabilmente per chissà quali paturnie pseudo audiofile, in tutta questa messe di riedizioni analogiche e digitali degli ultimi decenni, sono state praticamente ignorate in toto le incisioni monofoniche, come ben si sa anch'esse tutt'altro che disprezzabili. Personalmente ho memoria soltanto di un cd uscito negli anni '90, contenente i 'Quadri di un'esposizione' di Mussorgski/Ravel e la 'Musica per archi, percussioni e celesta' di Bartok, con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Rafael Kubelik e poi nient'altro. Purtroppo possiedo soltanto un vecchio lp della serie 'Golden Imports', stampata dalla Philips olandese, contenente 4 brani di Barber eseguiti dalla Eastman Rochester Orchestra diretta da Howard Hanson, di cui 3 (1^ sinfonia, Adagio, "The school for the scandal" ouv.) originariamente monofonici ma quivi riproposti in stereofonia artificiale con esiti mediocri, soprattutto se confrontati col rimanente brano, Medea suite, inciso effettivamente in stereofonia, che suona molto meglio, ovviamente. Non sarebbe proprio male se si cominciasse a riproporre come si deve, anche queste incisioni monofoniche. Per il momento è tutto, dalla terra dei cachi.

martedì 18 giugno 2013

Congedo illimitato provvisorio.

Purtroppo, come temevo, la mia situazione personale sta precipitando e non avendo alcun cosiddetto piano B, ma caso mai soltanto un lato B invero piuttosto debordante, che in questo frangente di sicuro non mi serve a un tubo, rammentandomi che ai miei tempi, quando ancora esisteva la naja obbligatoria, al termine della quale, ti veniva consegnato il cosiddetto foglio di congedo illimitato provvisorio, significante il fatto che in caso di eventualità tipo lo scoppio di un conflitto bellico, potevi essere richiamato in servizio fino al compimento del 65° anno di età, uso la stessa formula per congedarmi, spero altrettanto provvisoriamente, da questo sito, poichè il mio attuale stato d'animo non m'invoglia a proseguirlo ulteriormente, quantomeno non più in maniera sistematica e regolare, riservandomi di riprenderlo qualora riuscissi a superare definitivamente il difficile momento che anch'io, come molti, sto attraversando, augurandomi che comunque, il mio campionario di corbellerie assortite resti a disposizione in rete, nel caso qualche navigatore che non abbia nulla di meglio da fare, si imbatta disgraziatamente in questo sciaguratissimo sito e non lo trovi totalmente disprezzabile. Si dice che la necessità aguzza l'ingegno, ma se è così, io allora devo essere proprio un caso disperato, visto che non so letteralmente che pesci pigliare, ma forse più che mai, anche in questo caso, è tutto stramaledettamente nella norma. Certo che, anche la notizia appresa iersera su Radiotre, riguardante il brutale scioglimento dell'orchestra dell'ente radiotelevisivo greco, così come il fatto che, anche negli Stati Uniti, alcune orchestre sinfoniche abbiano cessato o sospeso l'attività musicale per motivi economici, non induce proprio all'ottimismo. Mi ricordo anni fa di un'orchestra americana, la quale pur di evitare l'onere economico di assumere altri orchestrali, aveva fatto ricorso allo stratagemma di impiegare, nella propria sala da concerto, una cosiddetta parete di rinforzo acustico, camuffata da insieme di pannelli fonoassorbenti, ovviamente disposta nella muraglia retrostante i musicisti, che ne amplificava artificiosamente il volume sonoro, al fine ovviamente di far risultare più corposo e potente il suono dell'organico strumentale, evitando di dover ricorrere ad altri musicisti aggiunti, in carne ed ossa. C'è poco da stare allegri! Domenica scorsa, in uno degli intervalli della differita televisiva di Rai5 del 'Crepuscolo' scaligero diretto da Barenboim, il critico musicale Quirino Principe si è premurato di farci sapere che il suo figliolo lavora come maestro collaboratore proprio alla Scala, guarda caso. Siamo alle solite, largo ai giovani, soprattutto se raccomandati, in questo benedetto paese, solo per fare un altro esempio, basta essere figli del sovrintendente del Festival Rossini, ed eccoti prontamente scodellato il posto di direttore musicale dei complessi del Comunale di Bologna, tutto nella norma più assoluta, no? E noialtri reprobi, nel paradiso dei raccomandati e dei tengo famiglia, bastardi cani sciolti che non siamo altro, meritiamo di essere emarginati, isolati, immiseriti, siamo delle schegge impazzite che un sistema altamente democratico come il nostro, non può e non deve assolutamente tollerare, perdincibacco. C'è una battuta a proposito del nostro bel paese in cui si dice che se vuoi visitare le tombe dei Faraoni, te ne vai in Egitto, mentre se vuoi vedere le mummie, te ne resti in Italia, ma di sicuro l'hanno messa in giro dei volgarissimi diffamatori, poffarbacco! Tornando a bomba (!) alla serata di domenica scorsa su Rai5, il solito ineffabile Michele Dall'Ongaro durante uno degli intervalli, si è persino premurato di ringraziare Quirino Principe per la sua partecipazione, quando a me risulta, salvo prova contraria, che in genere i cosiddetti esperti non si scomodano mai gratuitamente per mamma Rai, al contrario anzi! Andiamoci piano coi ringraziamenti quindi, visto quello che normalmente ci costano, poffarre! In attesa dello scempio prossimo venturo, vi saluto e 'io speriamo che me la cavo'.

Classica in fienile (ovvero aggiunte e integrazioni varie).

Classica in vinile 1 / De Agostini - Beethoven: 5^ sinfonia/Berliner Philarmoniker/Karajan - Dgg: registrazione del marzo 1962, Jesus Christus Kirche, Berlin-Dahlem, produttrice esecutiva Dott.ssa Elsa Schiller, produttori discografici Otto Gerdes e Otto Ernst Wohlert, tecnico del suono Guenter Hermanns, anno di uscita 1963. - Classica in vinile 6 / Autori vari: "Adagio"/Berliner Philarmoniker/Karajan - Dgg: registrazione dell'agosto 1969, Franzoesische Kirche, Sankt Moritz, Svizzera, produttore esecutivo Otto Gerdes, supervisore Hans Weber, tecnico del suono Guenter Hermanns - nota: essendo stato inciso in una chiesa, questo spiega il motivo dell'eccesso di riverbero caratterizzante la ripresa sonora. Il quintettino di Boccherini "Musica notturna delle strade di Madrid" incluso nel disco, è lo stesso servito a Luciano Berio per la sua celebre rielaborazione orchestrale, come si evince dall'ascolto. - Rammentando che fra le uscite future previste in questa collana, vi dovrebbe essere anche la 7^ sinfonia di Beethoven, con i Wiener Philarmoniker diretti da Carlos Kleiber, sempre su etichetta Dg, ne anticipo, paranoico maniaco quale sono, i dati di registrazione (incisione effettuata nel novembre 1975 e nel gennaio 1976 alla Grosse Saal der Musikverein di Vienna, produttore esecutivo Hans Hirsch, produttore discografico Hans Weber, tecnico del suono Klaus Scheibe, ingegneri del suono Jobst Eberhardt e Juergen Bulgrin, anno di uscita 1976). - Tornando al disco oggetto di Classica in Vinile 6, ho dimenticato di aggiungere che è uscito nel 1973. - Se riuscirò a reperire altre notizie in merito ai titoli di questa collana, mi premurerò di scriverle in questo sito, sperando che la cosa sia gradita a qualche altro impallinato come il sottoscritto. - Apro una breve parentesi dicendo, come a livello informativo, le schede allegate ai dischi Archiv, almeno fino ai primi anni '60, fossero veramente il non plus ultra in tal senso, così come persino le etichette degli stessi dischi, una cosa mai più eguagliata da nessun'altra casa discografica e nemmeno, successivamente dalla stessa Archiv. Queste schede, tra le altre cose, fornivano copiosi ragguagli sulle caratteristiche tecniche degli strumenti utilizzati, sugli organici strumentali, sulle edizioni a stampa utilizzate, sui criteri filologici adottati, oltrechè sulle date e i luoghi di registrazione, complete di tutti i vari "crediti", insomma una vera manna per gli sciamannati come lo scrivente.

venerdì 14 giugno 2013

Rimembranze assortite.

Riallacciandomi allo scritto precedente, mi rammento anche de "La donna serpente", splendido lavoro teatrale di Casella, magnificamente diretto in Rai, nel '59, da Previtali; delle opere "Goyescas" di Granados, "Conchita" e "La via della finestra" di Zandonai, dirette incisivamente, sempre in ambito Rai, negli anni '60, da Rossi, del quale ricordo anche una bella interpretazione del concerto per orchestra 'Architetture' di Ghedini, dello stesso autore, rammento anche una bella prova di Luciano Rosada che dirigeva il "Concerto dell'albatro", ambedue lavori di un compositore misconosciuto ingiustamente, così come Bettinelli, del quale in questi giorni mi è capitato d'ascoltare, sul canale Radiofd5, la sua bella 4^ sinfonia, in una storica registrazione dal vivo, con l'orchestra de La Fenice diretta da Bernstein, incisione pubblicata anni fa in un cofanetto monografico dell'editore Rugginenti, su cd, se ho buona memoria. Mi sovviene anche una vecchia registrazione dal vivo, in Rai, del "Sogno di un mattino d'inverno" di Malipiero, credo diretto da Sanzogno; di una vecchia ripresa televisiva in cui Previtali dirigeva la sinfonia in la magg. di Pizzetti, di un'altra radiofonica in cui dirigeva il "Concerto dell'estate", dello stesso autore, di una sua interpretazione secca ed incisiva, anch'essa del '59 in Rai, dell' "Oedipus Rex" di Stravinski e adesso sarà il caso che mi fermi, perchè sto diventando noioso, ma mi sembra proprio di rievocare fantasmi di un'epoca che più che mai mi risulta sempre più remotissima di quanto in realtà non sia. Gran brutta cosa la vecchiaia che t'induce a parlare a vanvera, temo proprio che quello di cui sto parlando non abbia più alcun interesse, in tal caso chiedo venia. / Ho chiesto a una signora, che stasera dovrebbe andare al Comunale di Bologna, di riferirmi al riguardo dell'opera di Battistelli, in prima italiana, liberamente tratta da "Matrimonio all'italiana", non essendo a conoscenza fino ad ora di possibili trasmissioni radiofoniche, in scena in questi giorni nella città felsinea. La cosa m'interessa in quanto Battistelli è uno dei compositori odierni più interessanti della scena odierna, anche se di livello discontinuo. Speriamo che con questo allestimento il Comunale si risollevi dal "Trionfo di Clelia", ce ne sarebbe proprio un gran bisogno!

Sinfonia degli addii.

L'ho già detto più volte: quest'anno mi sembra proprio che la Terribile Mietitrice sia più efficente che mai: in queste ultime settimane, essendo venuti a mancare, fra gli altri, il violoncellista Janos Starker (88 anni), il compositore Henri Dutilleux (97 anni) e ultimo in ordine di tempo, almeno per ora, il direttore d'orchestra Bruno Bartoletti (87 anni). D'accordo che si trattava di persone non più in verde età, ma il problema è che di sostituti alla loro altezza, la scena odierna non sembra offrirne, purtroppo! Quanto a Bartoletti, del quale anche su Radiotre è stata nuovamente sottolineata la sua propensione per certo repertorio del '900 storico ("Assassinio nella cattedrale" di Pizzetti, "Cardillac" di Hindemith, "L'affare Makropoulos" di Janacek, "L'imperatore Jones" di Gruenberg, "Napoli milionaria" di Rota, "Morte a Venezia" di Britten, "Il prigioniero" di Dallapiccola, ecc.), peccato che questo traspaia poco o nulla dalla sua video-discografia ufficiale, eccettuato il dvd Dynamic dell'opera di Britten citata poc'anzi, eccessivamente incentrata sui soliti titoli arcinoti, coi quali, non sempre il nostro, poteva reggere il confronto coi mostri sacri della direzione. Tra l'altro, ricordo di aver visto parecchi anni fa in tv, una ripresa del "Mefistofele" dal Maggio, veramente diabolica, in cui, a cominciare dalla direzione dello stesso Bartoletti, confusionaria e fracassona, sembrava proprio voler dare ragione ai detrattori di Boito, con dei cantanti sguaiati e stonati che, a cominciare dal protagonista, strillacchiavano a più non posso per sollecitare i copiosi applausi di un pubblico di bocca buona   e dei complessi corali e orchestrali allo sbando totale, salvandosi solo alla fine la regia teatrale, le scene e i costumi. Bartoletti, come Serafin, Patanè, Previtali, De Fabritiis, Rossi, Santi e altri, era uno di quegli eccellenti professionisti del podio di cui si è perso definitivamente lo stampo, che davano il meglio di sè, proprio nel repertorio più desueto, quello che l'insulsa industria discografica non gli faceva incidere quasi mai, preferendo sottoporli a ingenerosi confronti coi mostri sacri della direzione, facendogli incidere la solita minestra e rendendogli alla fine un pessimo servizio, vista l'ampiezza del loro repertorio, assai più vasto di quanto appare dai documenti audiovisivi esistenti. Trattasi dell'ennesimo caso di miopia e sottoutilizzo artistico da parte dei discografici, insomma. Mi sovvengo, proprio in questo istante, sempre a proposito delle scelte repertoriali di Bartoletti, di possedere anche un cd Fonè con "La lupa" di Tutino e credo inoltre che di Janàcek abbia diretto anche "Katia Kabanova" e "Jenufa", se la memoria non m'inganna. Mi chiedo tra le altre cose, eventualmente in quali archivi polverosi dell'emittente radiotelevisiva di stato, possano giacere la ripresa televisiva del '77, dal festival di Spoleto, della prima assoluta di "Napoli milionaria" di Rota e le registrazioni radiofoniche dell' "Assassinio nella cattedrale" di Pizzetti, con Ruggero Raimondi, dal Teatro Regio di Torino, e dell' "Imperatore Jones" di Gruenberg, dal Teatro delle Muse di Ancona, semprechè non abbia avuto un abbaglio. Come ho già detto in precedenza, anche Bruno Bartoletti, faceva parte di quella "schiatta" in via di estinzione, di eccelsi professionisti del podio, anzi forse lui era persino un gradino più sopra, tra cui, oltre quelli già citati, bisognerebbe ricordare anche Gardelli, Molinari-Pradelli, Basile, Savini e un consistente manipolo di soggetti gravitante soprattutto nell'ambito delle stagioni musicali dei complessi Rai, come Simonetto, Tieri (morto prematuramente giovane), Caracciolo, Scaglia, Argento, La Rosa Parodi, Gracis, Boncompagni, ed anche Gallino, specializzato soprattutto nell'operetta, e sia pure ad un livello inferiore, financo Santini, Capuana e altri di cui mi sono dimenticato. A parte l'abbandonarsi a un'inevitabile operazione nostalgia stante la mia non più verde età, da questo quadro molto parziale si evince che, a fianco dei mostri sacri della bacchetta (avercene anche un Gavazzeni, al giorno d'oggi!), non c'era affatto il vuoto assoluto, ma una pletora di fior di musicisti, a cui andrebbe aggiunto anche un Votto, con un mestiere e una capacità artigianale di condurre in porto una serata, oltrechè una somma abilità di fronteggiare le situazioni più disparate e difficili, di perspicacia nel sostegno al canto, sovente superiore a quello delle bacchette più blasonate. Erano delle autentiche volpi di teatro, spesso validissime anche nel repertorio sinfonico, come per esempio Sanzogno e grazie a loro e alle loro scelte repertoriali sovente più originali, il pubblico veniva a conoscenza di perle musicali, bellamente e scandalosamente ignorate dai grandi nomi, troppo propensi a dedicarsi esclusivamente al grande repertorio, purtroppo. Stimolando ulteriormente la mia memoria, mi viene in mente anche uno Ziino, ed esulando un poco dallo specifico, il pianista e direttore Carlo Zecchi, che non viene ricordato come meriterebbe. A proposito di negligenze dell'industria discografica, mi ricordo che Patanè, giustamente si lagnava del fatto che gli facessero incidere solo titoli operistici, mentre lui si sentiva portato anche sul versante sinfonico, avendo in repertorio tra gli altri, anche lavori di Ciaikovski (ricordo una buona "Patetica" in radio negli anni '80, credo con l'orchestra della Rai di Roma, calorosamente applaudita dal pubblico in sala), R. Strauss, Shostakovich. Un altro ricordo che mi riaffiora adesso è una puntata di "Esercizi di memoria" di alcuni anni fa, in cui venne trasmessa una registrazione dal vivo degli anni '60, in cui Basile rivelava una verve insospettabile dirigendo splendidamente la 'Sinfonia india' di Chavez, con un'orchestra Rai di Milano galvanizzata e il pubblico che esplode in un boato, al termine dei circa 13 minuti di questa bella musica, trattandosi di un tipo di repertorio che normalmente non assoceresti a questo direttore. Ma, guarda caso, la prima esecuzione italiana della 2^ sinfonia di Bernstein "The age of anxiety" per pianoforte e orchestra, avvenne con l'autore al pianoforte, l'orchestra de "La Fenice" di Venezia, diretta proprio da Basile, che doveva avere una certa propensione per questo tipo di musiche, ovviamente anche in questo caso, assurdamente ignorata dalle case discografiche, come da norma. Mi ricordo in quella stessa trasmissione, di buone esibizioni sinfoniche di Erede (la 'Classica' di Prokofiev) e di Molinari-Pradelli (2^ di Beethoven), ma indubbiamente quella di Basile, era la più straordinaria. Preda di questa assurda operazione di nostalgia in cui mi sono imbarcato, mi stanno venendo le lacrime agli occhi, ma prima di concludere vorrei sottolineare che il discorso fatto a proposito di Bartoletti e soci, lo si può tranquillamente estendere a tutte le altre categorie di musicisti, vocali e strumentali. Come potrei mai essere lieto di un così miserrimo presente? 

giovedì 13 giugno 2013

Classica in vinile n.10/De Agostini Editore.

Manuel De Falla: "Il cappello a 3 punte", balletto; interludio e danza da "La vita breve" / Teresa Berganza, mezzosoprano; Orchestra della Svizzera Romanda - Ernest Ansermet / disco Decca SXL 2296, (P) 1961 / registrazione 2/61, Victoria Hall, Ginevra, prod. James Walker, tecn. del suono Roy Wallace / uscito in edicola martedì 11/6 - grafica di copertina, iscrizioni sul dorso della custodia ed etichette del disco FFSS a "banda larga", di fedeltà molto relativa (sic!), penso proprio che la cosa sia voluta. / Fascicolo allegato, con testi di Giovanni Tasso e Pierre Bolduc, col consueto corollario di errori, refusi, grossolanità e imprecisioni varie. La prima registrazione stereofonica della Decca del 1954, con gli stessi orchestra e direttore del presente disco, comprendeva la suite sinfonica 'Antar' (sinfonia n.2) di Rimski-Korsakov, come si afferma a pag.5, oppure le sinfonie nn.2 e 3, oltrechè l'ouverture da "Il principe Igor" di Borodin, come invece si dice a pag.8? Vogliamo metterci d'accordo, caro Pierre Bolduc? Tra l'altro, sempre in quell'anno, gli stessi interpreti, registrarono in stereofonia anche il poema sinfonico 'Stenka Razin' di Glazunov, aggiungo io! / Interpretazione delle musiche di De Falla complessivamente ottima, elegante ma un pò troppo trattenuta, almeno per i miei gusti. Infatti, la stessa Berganza, altrettanto bravissima anche in questo caso, ricomparirà nella bella edizione Dg del '77, con l'orchestra sinfonica di Boston diretta da Seiji Ozawa, caratterizzata da un'ottima ripresa sonora, in un'interpretazione complessivamente dai toni più accesi e rutilanti rispetto a quella, forse più rifinita, di Ansermet (il cd Dg è tutt'ora reperibile nella collana a medio prezzo 'Galleria'). / La qualità sonora del disco Decca in esame è anch'essa ottima, soprattutto in rapporto all'epoca, con una buona dinamica, ma con un estremo acuto un pò vetroso, come si evince soprattutto nei passaggi musicali in cui, fra gli strumenti a percussione, compaiono i piatti. Stampaggio del disco stavolta di qualità decente, per fortuna!

mercoledì 12 giugno 2013

Classica in vinile n.9 bis (segue).

Poichè ieri il mio notebook bizzosetto anzichennò, mi ha costretto a concludere precipitosamente il mio ultimo sproloquio scritto, riprendo or ora il mio discorso. Stavo affermando che sottoscrivo in pieno le affermazioni, riportate a pag.8 del fascicoletto allegato, con testi Enzo Carlucci e Pierre Bolduc, sia di Lorin Maazel ("Il livello tecnico dei direttori d'orchestra è oggi molto più alto, ma esiste qualcuno che possa fraseggiare alla maniera di Bruno Walter, Wilhelm Furtwaengler, o Fritz Reiner? Chi ha la fantasia di Victor De Sabata? Anche i nostri migliori direttori sarebbero stati considerati di seconda categoria, 50 anni fa!"), che di Arthur Rubinstein, che a proposito dei suoi allievi, era solito affermare: "Sono molto più bravi di me, molto di più, ma (sentendoli) chiedo loro: 'Va bene, perfetto, ma quando iniziamo a fare musica?' ". Sacrosante parole per il sottoscritto, che ha più volte stigmatizzato in questa sede l'eccessivo entusiasmo provato dalla maggioranza degli appassionati, per i plasticosissimi divi e divetti imperversanti sulle ribalte internazionali, tanto più che i 2 pareri sopracitati non vengono certo da 2 persone qualunque, ma da un paio di soggetti che, come minimo, hanno una certa autorevolezza e cognizione di causa, ohibò! Peccato che questo non scalfisca minimamente le granitiche certezze degli estimatori dei suddetti plasticosi, è proprio vero che non c'è peggiore sordo di chi non vuol sentire, come è stramaledettamente nella norma, ovvio! Per cui teniamoci pure stretti i Giovanni Allevi che ci meritiamo (che dopotutto, sono dei geni-tali!), specchio impeccabile della nostra italietta d'accatto, con le loro musichette da ipermercato e compagnia bella. "Il sole splende sulla nostra patria!". Tanto più che una copiosa messe di documenti audiovisivi, renderebbe facile a chiunque, operare dei confronti, per cui non ci sarebbero proprio scusanti! / Peccato che anche la custodia del disco in mio possesso, fosse alquanto stropicciata, non bastasse il mediocre stampaggio del supporto fonografico, verrebbe da pensare che il confezionamento adottato dalla casa editrice, non sia abbastanza protettivo; unica nota positiva, il ritardo rispetto alle date di uscita in edicola programmate, si sta riducendo, speriamo bene! / Ho notato che anche sull'ultimo numero, attualmente in edicola, di "Audiophile Sound", è allegato un cd, sia pure in sè valido (9^ sinfonia di Mahler diretta da Paternostro), che anch'esso era già stato proposto in precedenza, allegato a un fascicolo della defunta rivista "Cd classica" e siglato allora CDCI-016. Evidentemente il diabolico Pierre Bolduc non perde il vizietto!!! E' già la seconda volta consecutiva che capita, una coincidenza, una distrazione, o che altro? / Quanto all'interpretazione di Ashkenazy del 2° concerto di Rachmaninov di cui ho detto nello scritto precedente, lo stesso solista ha fatto ben di meglio nella sua successiva incisione digitale, sempre per la Decca, dell'intero ciclo dei lavori per pianoforte e orchestra del compositore russo, forte del migliore supporto direttoriale di Bernard Haitink, oltrechè di una ripresa sonora di qualità superiore.

martedì 11 giugno 2013

Classica in vinile n.9/De Agostini.

Rachmaninov: concerto n.2 per pianoforte e orchestra in do min. op.18 / 2 preludi per pianoforte: in do diesis min. op.3 n.2, in mi bem. magg. op.23 n.6 - Byron Janis / orchestra sinfonica di Minneapolis / Antal Dorati - disco Mercury SR 90260 (P) 1960 - registrato lunedì 18/4/1960, Northrop Auditorium, Minneapolis, prod. Wilma Cozart-Fine, ing. del suono e superv. tecn. C. Robert Fine, tecn. del suono Robert Eberenz, master. George Piros - uscito in edicola martedì 28/5 - Fedeltà del dorso della custodia e delle etichette del disco sempre più relativa, ahinoi - Affermazione errata a pag.2 del fascicolo allegato: "Nel successo cinematografico 'Shine', il padre possessivo e geloso di Sergei Rachmaninov, ...", trattasi in realtà del padre del protagonista, ovvero del genitore di David Helfgott! Inoltre, fra le versioni discografiche consigliate del 2° concerto, non metterei certo quella indicata a pag.5, riquadro a destra (Ashkenazy/LSO/Previn - Decca), che soffre di uno squilibrio sia interpretativo, con un buon solista ma con una direzione prosaica, sia sonico, con il pianoforte troppo ravvicinato e l'orchestra troppo schiacciata e retrocessa, almeno nella ristampa su cd, un'incisione non all'altezza del nome Decca. Molto meglio, sotto tutti i punti di vista, l'altra versione, segnalata sul riquadro a sinistra (Rubinstein/CSO/Reiner) - A livello interpretativo e sonico, questo è il titolo Mercury che più mi ha convinto, fra quelli fin qui proposti, nonostante i criteri adottati per la rimasterizzazione, mi lascino più perplesso a livello concettuale (conversione da nastro analogico in digitale DSD, successiva transcodifica in digitale PCM e riconversione in analogico), ma quello che più conta alla fine è il risultato sonoro, decisamente ottimo nel suo complesso. Peccato che a guastare la festa concorra una qualità dello stampaggio mediocre, in particolare con un canale destro un pò troppo crepitante e con frequenti rumori impulsivi, non addebitabili alla testina in mio possesso, come ho potuto successivamente verificare, in aggiunta a bave di stampaggio in corrispondenza del foro centrale, ahi ahi! Bella l'interpretazione di solista, orchestra e direttore, scevra da effettismi di sorta, che rende giustizia alle musiche proposte. Uscendo dal seminato, devo dire che sottoscrivo in pieno le 2 affermazioni riportate a pag.8, una di Lorin Maazel e un'altra di Arthur Rubinstein, che condivido in pieno e a cui rimando (continua)...

venerdì 7 giugno 2013

Cervelli in fum(ett)o.

Il dilagare, secondo me francamente eccessivo, dell'uso del fumetto come mezzo di comunicazione espressiva, sta portando a delle conseguenze nefaste, tanto per cambiare. E' da parecchio tempo che escono in edicola dei cd di opere di Verdi, ognuna con allegato un fascicolo comprendente la trama del libretto dell'opera ridotta, per l'appunto, a una sequela di vignette a fumetti. Il fumetto è diventato una moda buona per tutte le occasioni, vuoi per rappresentare eventi storici, vicissitudini artistiche, fatti di attualità, biografie di personaggi importanti e quindi ci si doveva aspettare che, prima o poi, anche i grandi musicisti e le loro opere, finissero in questo calderone, che trita tutto indifferentemente, banalizzandolo e schematizzandolo, poichè a fronte di alcuni autori effettivamente validi, ci si è cimentata una pletora di cani e porci, sull'onda della presa immediata che questa forma espressiva ha sulla massa delle persone e quindi del possibile ritorno economico che ne consegue, finendo naturalmente con lo svilirla e involgarirla, arrivando veramente a raschiare il fondo del barile, come dimostra l'esempio testè citato, che di sicuro non sarà l'ultimo del suo genere. Se Renzo Arbore e la sua allegra brigata, nella remota trasmissione televisiva "Quelli della notte", cantavano fra i loro tormentoni "La vita è tutta un quiz", adesso verrebbe da correggerlo in "La vita è tutta un fumetto". A questo punto non mi riesce proprio più di definirlo una forma d'arte come qualcuno pretenderebbe, ma solo l'ennesimo mezzuccio per cercare di crearsi velocemente una fama effimera e guadagni immediati. Ai miei remotissimi tempi, i fumetti erano sinonimo di Topolino, Paperino, Gatto Silvestro, Nick Carter, Sturmtruppen, Tex, Corto Maltese e compagnia bella, avevano cioè una propria specificità che, adesso, col voler ridurre qualunque faccenda, qualsivoglia scempiaggine o facezia, a una banale sequenza di vignette, ha perso definitivamente, inflazionandosi e saturandosi in questa smodatezza assurda, peraltro anch'essa specchio di questi tempi grami, tutto stramaledettamente nella norma, ovvio. Adesso il fumetto mi dà proprio alla nausea! Passando ad altro ambito, ogni tanto mi imbatto in qualche nostalgico della vecchia e cara musicassetta, auspicandone addirittura un ritorno, anzi ricordo persino in un numero della rinata rivista "Audioreview" un articoletto in cui si magnificavano le doti sonore di questi supporti riprodotti attraverso dei walkman, arrivando all'azzardo di definirle paragonabili se non addirittura superiori a quelle del vinile e del cd, il che mi sembra decisamente eccessivo, ma come ho detto prima, saltuariamente mi capita d'imbattermi in simili nostalgici, anche se poi quello che rimpiangono in realtà è più la praticità e il ridotto ingombro che non il loro suono, a cui non sembrano granchè interessati. Possedendo un paio di piastre di registrazione a 3 testine, posso affermare tranquillamente che, anche con l'ausilio del riduttore di rumore, per quanto buono possa esserne il risultato sonoro, le cassette non reggono il confronto con le altre fonti sonore soprattutto per quello che concerne la dinamica e ancor più l'immagine sonora, sempre un poco troppo ravvicinata e schiacciata, ma anche il dettaglio e i microcontrasti sono ben lungi dall'avere quella finezza sonora caratteristica delle altre fonti sonore, compresi i sintonizzatori radio. Anzi qualsiasi lettore dvd di grande marca venduto a poche decine di euro, sopravanza tranquillamente anche i migliori apparecchi a cassette. Non dimentichiamoci, che per ottenere risultati sonori degni di nota da questi nastri, occorresse in proporzione, investire cifre più considerevoli che per un buon giradischi, sintonizzatore o lettore digitale che dir si voglia. Se posso quindi comprendere, sia pure con le dovute riserve, i nostalgici del vinile, essere nostalgici delle musicassette, con la loro intrinseca fragilità meccanica e instabilità congenita, mi risulta assurdo e ridicolo. Gran brutti scherzi fa la nostalgia!

giovedì 6 giugno 2013

Farneticazioni.

Proprio ieri sera, in libreria, mi è caduto casualmente lo sguardo sulla copertina di un volume così titolato: "L'intelligenza è una malattia?". Stante la mia scarsissima, per non dire nulla esperienza in materia, così, a naso, mi vengono parecchi dubbi, l'unico sentore rasentante la certezza assoluta che ho, è che la ritengo la peggior iattura che ti possa appioppare il destino, poichè per quanta poca se ne possa avere, resta comunque di gran lunga sovrabbondante e persino dannosa, per le esigenze di questo bellissimo mondo paradisiaco di decerebrati, encefalogrammi piatti e compagnia bella. A questo punto ho il forte sospetto di essere io troppo cretino e gli altri troppo intelligenti, contrariamente a quanto da me affermato in precedenza. Scusatemi per questo delirio. In questi giorni il mio pensiero è rivolto anche ai recentissimi tafferugli accaduti per l'ennesima volta in piazza Verdi, (uno dei 2 compositori di cui ricorre quest'anno il bicentenario della nascita, sic!) sita proprio di fronte al Teatro Comunale di Bologna, ahimè! Da troppo tempo questo luogo non sembra più conoscere pace, salvo brevi ed effimere tregue, risultando lo specchio di tutte le contraddizioni di questa città che sembra conoscere un decadimento senza fine. Un sintomo che mi fa intuire immediatamente nuovi problemi di ordine pubblico, è l'arrivo di rinforzi per le squadre di polizia, che vengono alloggiati in un albergo di via Rosselli, vicino a dove risiedo. Ogni volta che vedo parcheggiato di fronte a quest'albergo il furgone cellulare, mi prende un senso di mestizia, pensando anche a quanto tutto ciò costa in termini meramente economici alla collettività, soprattutto in tempi di crisi come quelli attuali. Bisognerebbe chiamare in causa certo svaccamento trasgressivo demagogico propugnato da questi sinistrorsi catto-comunisti, che ha reso un luogo così importante della città, una terra di nessuno, ma bisognerebbe anche prendersela con i comitati dei residenti della zona, che scadono a volte nell'autolesionismo. La scorsa estate, proprio dal Teatro Comunale, era partito un serio tentativo di riqualificare piazza Verdi, organizzando un ciclo di concerti sinfonici serali all'aperto, a una parte dei quali ho assistito. Per la cronaca, questi concerti iniziavano intorno alle 22 e terminavano sempre ben prima delle 24, ovvero si svolgevano in orari tollerabili. Peccato che a un certo punto, la faccenda si sia bruscamente interrotta, pare per le proteste dei residenti, infastiditi da questo frastuono (argh!). Se le cose stanno effettivamente così, mettendo sullo stesso piano questi concerti sinfonici con le intemperanze e i vandalismi di ubriachi, drogati, studenti universitari, barboni e dimostranti vari, allora non ci si può che abbandonare al pessimismo più nero, non c'è più alcuna speranza, altro che secoli bui, la ragione non alberga più nell'animo dei bolognesi, il che è tutto stramaledettamente nella norma!

mercoledì 5 giugno 2013

Chimere, ovvero un pesce (lesso!) fuor d'acqua, ovvero quel gran fesso dell'ideatore di questo blog...

La dolce ala dell'imbecillità deve essersi posata, per non dire proprio incollata col Super Attack, sul miserrimo tapino estensore di queste scombiccherate note sparse e pure sperse, unita alla consueta demenza senile precoce con relativa arteriosclerosi galoppante che in questa atmosfera da pieno crepuscolo dei babbei, mi attanaglia più che mai, tutto perfettamente nella norma, quindi! Come certamente si evince da tutto ciò, anche oggi mi sento di un umore particolarmente radioso e ti pareva! Fra le tante illusioni in cui mi sono beatamente cullato, in questi ultimi dieci anni e mezzo, dacchè ho rimesso piede in pianta stabile, in questo ameno e ridente agglomerato (o conglomerato?) (in)urbano, generalmente nomato Scalogna, pardon Bologna, disgustato precedentemente dalla grettezza e arretratezza subita in poco più di 36 anni di catastrofica permanenza in quell'altro amenissimo pertugio denominato Cesena, c'era anche quella d'imbattermi più facilmente in impallinati di faccenduole musicali come il sottoscritto, salvo rendermi definitivamente conto di come il livello culturale anche qui, sia infinitamente basso esattamente come lo è nella triste provincia cesenate, alla faccia del capoluogo di regione! E quando mi viene detto che Bologna resterebbe comunque il luogo meno peggiore dove svernare, il mio forte timore è che abbiano anche ragione!  Facendo un tale discorso, so di risultare come minimo un grandissimo presuntuoso, ma al contrario, è proprio perchè credo di essere pienamente conscio dei miei limiti, che mi cadono le braccia, prova ne sia il fatto, già da me rilevato in precedenza, che sono l'unico, fino a prova contraria, ad accorgermi dei miei errori ed orrori in cui incappo più volte in questo blog, per tacere di quando provo a intavolare discussioni d'argomento musicale con qualche bipede implume in carne e ossa, sedicente intenditore, la cui comprensione dell'argomento all'atto pratico si rivela il più delle volte, ancora più deficitaria della mia. Ragazzi, quanto vorrei che la smetteste di farmi sentire Leonardo Da Vinci in mezzo ai cerebrolesi, visto che so già quanto sia scarso il mio valore intrinseco, ma purtroppo fino ad ora, nessuno mi ha ancora dato una lezione come si deve! Non posso fare a meno di constatare quanto questa voragine d'incultura continui a farsi costantemente sempre più marcata, nel più totale compiacimento generale. Non sono io a essere troppo intelligente, semmai sono gli altri a essere troppo cretini! Sono così fesso che mi c'indigno, pure, quando so benissimo che è sadomasochistico. Altra illusione, conseguente alla prima, è stata quella di cercare di far diventare, con l'ausilio del computer, in tempi di crisi e di disoccupazione, questa mia impallinatura, remunerativa, spendendoci tra l'altro anche una discreta sommetta, con scarsi risultati, dimostrando solo a me stesso, di essere completamente avulso dal mondo reale. Rimarrò sempre col dubbio di aver avuto un'idea del tutto bislacca e/o di aver sbagliato nell'approccio, anche perchè se cercavo di esporre i miei intendimenti a persone che ritenevo potenzialmente interessate, ovvero a collezionisti ed appassionati, venivo guardato come se fossi un marziano! Aggiungiamo una grettezza e tirchiera incommensurabili da parte innanzitutto dei bolognesi nativi, soprattutto quelli più facoltosi, che cercano di ottenere le cose gratuitamente, che mi fa constatare che sono talmente poveri, che l'unica cosa che non gli manca, è il denaro, anche perchè la crisi, il più delle volte, è un comodo alibi per tarparti le ali. Anzi, aggiungerò rendendomi ancora più odioso ed esulando dallo specifico musicale, che in 10 anni e mezzo di permanenza, l'animo dei bolognesi nativi è riuscito nella rimarchevole impresa di disgustarmi ancora di più di quanto abbiano fatto i cesenati in 36 anni, il che è tutto dire, fermo restando che ho avuto la sventura d'imbattermi anche in farabutti provenienti da altre zone d'Italia, ma quello che mi rende mesto in misura ragguardevole è il constatare che gran parte dei dispiaceri che ho patito in questo ultimo decennio, mi è venuto proprio da persone nate nel mio stesso sito. Ecco perchè sono un pesce fuor d'acqua, qui ci devo essere nato per sbaglio, alla fine col carattere dei bolognesi, a torto o a ragione, non collimo per nulla! Riguardo alla mia idea balzana, avendo già dichiarato in precedenza che è proprio nei periodi difficili che occorre aver la capacità d'osare qualcosa di più originale, anzichè seguire la corrente, avevo pensato di sviluppare le competenze acquisite in anni di passione nell'ambito del restauro e riversamento di supporti audiovisivi con conversione su supporti digitali, attrezzandomi di conseguenza, innanzitutto per mie esigenze personali ma anche con la vaga speranza di crearmi un proprio sbocco occupazionale, cercando di distinguermi fra gli altri, offrendo anche una sorta di servizio a domicilio. Nel senso che, essendo anch'io un collezionista desideroso di riversare per esempio titoli in vinile o videocassetta non più ripubblicati su supporto digitale, ma essendone molto geloso e timoroso di doverli affidare a mani estranee anche solo per un breve lasso di tempo, ritenendo che possano esistere altre persone che come me potessero avere simili esigenze e supponendo che, come me, almeno la maggior parte dei collezionisti, disponga in loco di adeguati apparecchi riproduttori, io potrei andare al domicilio di un'ipotetico cliente, collegarmi col mio notebook al suo apparecchio e tramite apposito software effettuare la cosiddetta acquisizione, ossia letteralmente registrare nel computer il contenuto intero del disco, dopodichè sbrigare le fasi successive di elaborazione e masterizzazione a casa mia, evitando all'ipotetico cliente di dovermi affidare in toto i suoi preziosi supporti. Questa almeno in sintesi è la sostanza della mia idea balorda, che difatti si è rivelata un fallimento totale, anzi mi sono soltanto imbattuto in furbastri che volevano farmi fare questi lavoretti gratuitamente! E così adesso mi ritrovo sull'orlo del baratro, maledicendo la mia idiozia, evidentemente non ho il polso della realtà! Ben mi sta! Ho cercato di diffondere dei bigliettini in giro, ovviamente ho lasciato qualche annuncio in rete, ma adesso non faccio altro che chiedermi inutilmente dove ho sbagliato. Avevo anche delle altre idee secondarie correlate a questa, che ovviamente ho accantonato definitivamente. Per qualche tempo ho avuto come unico cliente un amico che voleva riversare alcune sue videocassette su dvd, ma il guadagno complessivo non è stato nemmeno la decima parte di quello che ci ho a suo tempo speso, però almeno ci ho provato, magra consolazione, costante della mia esistenza inutile e frustrante, il che è tutto stramaledettamente nella norma. Flagellatemi pure, me lo merito!

venerdì 31 maggio 2013

Classica in vinile n.8/De Agostini Editore.

Respighi: I pini di Roma / Feste romane - The Cleveland Orchestra / Lorin Maazel - disco Decca SXL 6822  (P) 1977 - uscito in edicola venerdì 17 maggio - Custodia opaca, unica discrepanza grafica da me rilevata, analogamente al disco precedente, sul dorso, dove al posto della scritta STEREO, dovrebbe stare un bollino nero con una S bianca all'interno, peccato però per quel bollino SIAE coprente alcune scritte sul retrocopertina! - Come nel disco precedente, la busta interna è generica, per contro, stavolta, mentre le etichette del disco sono giustamente del tipo FFSS a banda stretta, il piccolo logo pentagrammato è assente su ambo i lati, per il resto valgono i rilievi della volta precedente! - Fascicolo interno con testi di Bruno Baudissone e Pierre Bolduc, complessivamente discreto come al solito e con i consueti piccoli refusi, ma con qualche incongruenza testuale come quella a pag.3, nel riquadro all'estrema destra, in cui si afferma che i dischi Decca SXL 2000 coprono un arco cronologico dal 1958 al 1968. Io credo che in questo caso si arrivi fino al 1963 e comunque non oltre il 1965, dopodichè si passa alla serie SXL 6000 (come del resto dimostrerebbe proprio il numero 7 di questa collana, comprendente un disco Decca SXL 6263, uscito originariamente nel 1966, si veda anche la mia recensione su questo blog). - Dati di registrazione soddisfacenti (maggio 1976 - Masonic Hall, Cleveland - produttore Michael Woolcock, tecnico del suono Kenneth Wilkinson - sono stati impiegati 3 microfoni omnidirezionali in configurazione a T sopra la testa del direttore d'orchestra, 1 microfono all'estrema sinistra e un altro all'estrema destra dell'orchestra, più un microfono ciascuno sopra le sezioni dei legni, delle percussioni e degli ottoni, per un totale di 8 microfoni collegati a una consolle di missaggio "STORM" realizzata da Roy Wallace e in uso dalla Decca a partire dal 1966. Fu del resto lo stesso Roy Wallace a realizzare, in precedenza, sempre per la Decca, una prima consolle di missaggio a 5 canali, allora tecnicamente all'avanguardia, con cui la casa inglese diede inizio nel 1955 alle sue prime registrazioni stereofoniche, andando a riprendere dal vivo, a Bayreuth, l'Olandese volante, oltrechè l'intero ciclo dell'Anello dei Nibelunghi di Wagner, sotto la direzione di Joseph Keilberth, tra gli altri, registrazioni tutte recentemente pubblicate su cd dalla Testament. - Tornando al disco in questione, per la registrazione venne impiegato un apparecchio a bobine Studer B62, casse acustiche per il monitoraggio Tannoy Canterbury, pilotate da finali di potenza della Quad, un bell'assieme, non c'è che dire!), anche grazie alle indicazioni del retrocopertina del disco. - L'interpretazione dei 2 poemi sinfonici respighiani, pur essendo molto buona nel suo complesso, l'ho trovata un poco discontinua e comunque complessivamente più convincente ne "I pini di Roma" che nelle "Feste romane". - Anche la qualità sonora dell'incisione, pur complessivamente ottima e di grande effetto, mi ha lasciato alquanto perplesso, per una eccessiva sensazione di effettismo e artificiosità, troppo spettacolare insomma, che mi ha fatto pensare più a una tipica incisione della collana Decca Phase 4, che a una tipica incisione della casa inglese come quella del numero precedente (Russia romantica/Solti) - Qualità dello stampaggio accettabile e per fortuna migliore che nel numero precedente.   

giovedì 30 maggio 2013

"Il tronfio di Clelia"???

Ringraziando sentitamente Lidia Cavallari per la sua e-mail che mi ha praticamente confermato le mie nefaste supposizioni al riguardo della messa in scena de "Il trionfo di Clelia" di Gluck, nel frattempo anch'io avevo cercato di saperne di più al riguardo. Ieri notte su Rai3 in tv, alle ore 1.35 (!) so che dovrebbe essere andato in onda uno speciale di mezz'ora su questo allestimento per la rubrica "Prima della prima", ma essendomene dimenticato non ho potuto farmene un'idea, ma spulciando sulle riviste specializzate mi sono accorto che questo lavoro è stato inciso nel 2011 su disco uscito l'anno dopo, con lo stesso direttore d'orchestra e quindi nella medesima edizione critica, ma con un diverso cast di cantanti e un differente complesso strumentale. In effetti, andando al Ricordi Media Store di via Ugo Bassi qui a Bologna, ho rintracciato il cofanetto di ben 3 cd, per una durata complessiva di 3 ore 15 minuti e 29 secondi, a cura dell'etichetta discografica tedesca Mdg Scene, al prezzo di euro 39,99. Stante la durata 'wagneriana' e le mie condizioni economiche disperate, non me la sono sentita di accingermi a un acquisto quantomeno rischioso, ma sono riuscito a rintracciarne una recensione sul numero del novembre 2012 della rivista "Musica", alla quale rimando per ulteriori dettagli. Pur essendogli stato attribuito dal recensore il massimo dei voti, ovvero 5 stelle, mi sembra che il tono di questo giudizio riguardo al succitato cofanetto, sia circospetto e contradditorio, per cui attendo di leggerne altre eventuali recensioni. Riguardo all'opera in sè, va notato che in realtà, essendo stata composta nel 1763, risulterebbe quindi successiva di un anno rispetto alla prima versione dell' "Orfeo ed Euridice" e quindi verrebbe da supporre che ci dovremmo trovare in piena 'riforma' gluckiana, sennonchè leggo, che per motivi opportunistici e di 'cassetta', il compositore fece un passo indietro stilisticamente, ritornando ai modelli convenzionali italiani, soprattutto per quel che concerne il trattamento delle linee vocali, in più aggiungiamoci delle cronache del tempo decisamente contrastanti circa l'effettivo esito di questa prima, per cui il quadro complessivo resta decisamente nebbioso secondo me. Poi devo sinceramente ammettere di non avere mai sentito nominare il direttore d'orchestra e revisore della partitura, fierissimo alfiere convinto del valore intrinseco di quest'ultima (ovviamente, visto che come revisore può marciarci alla grande coi diritti d'autore, o quantomeno può sperarlo!), tale Antonio Sigismondi De Risio (carneade, chi era costui?), nè tantomeno il complesso greco di strumenti originali 'Atalanta Fugiens' da lui diretto nell'incisione Mdg (ma da dove cavolo sbucano, questi qua?), bell'ignorantone che non sono altro. Ho sperato di reperire l'imperdibile (si fa per dire, anzi per celia!) cofanetto alla biblioteca della Sala Borsa qui in Bologna, sperando così, tramite imprestito, di potermi togliere la curiosità senza spendere un centesimo, ma non c'è stato nulla da fare, non ce l'hanno, chissà com'è! Comunque l'e-mail giuntami, sembrerebbe proprio confermare che l'Orinale, cioè, ops! Il Comunale, anzichè celebrare il proprio 250° anniversario, abbia praticato un vero e proprio autodafè, benessum! In tal caso non si poteva proprio evitare di buttar soldi dalla finestra, nevvero? Ma andate a lavorare, branco di ciarlatani, cialtroni, incapaci! A proposito di anniversari, proprio mercoledì 29 maggio, ricorreva il centenario della prima assoluta del "Sacre" di Stravinski (e non il 26 come avevo erroneamente scritto), composizione che ha avuto ben altro destino rispetto a "Il trionfo di Clelia", ma guarda un pò i casi della vita!

venerdì 24 maggio 2013

"Il tonfo di Clelia"???

Non sono ancora riuscito a raccogliere altre opinioni su "Il trionfo di Clelia" di Gluck, andato in scena martedì 14 al Comunale, ma siccome non mi risulta al momento che ne siano previste delle trasmissioni radiotelevisive in differita, sapendo che in Radiotre sono tutti compagnucci della parrocchietta sinistrorsa e che molti (anzi, troppi!) posti chiave in Rai, sono occupati da emiliano-romagnoli, questo mi continua a far pensare che non deve certo essersi trattato di un grande spettacolo, nè di una degna celebrazione del 250° del Comunale, se poi si considera che, per l'occasione, è stata appositamente approntata una nuova edizione critica della partitura, con tutto quello che comporta a livello economico (costa parecchio la realizzazione di una nuova edizione critica), se consideriamo che siamo in tempi di vacche magre, non è certo un bel modo d'impiegare le già magre risorse, da parte di un teatro. Se in genere non sono contrario alla proposizione di titoli desueti in cartellone, ciò non toglie che dette faccende vadano svolte con criterio, ovvero con senso critico, altrimenti si fa più danno che altro. Dimenticavo di dire che la mia amica che mi ha riferito il giudizio negativo, ha assistito allo spettacolo in compagnia di un ragazzo ancor più melomane sfegatato di lei, il quale si sarebbe annoiato altrettanto, sempre stando a quanto mi ha riferito la soggetta. Sperando ancora di conoscerne di più, al momento comunque non sembra proprio che questa riesumazione di un probabile centone, abbia suscitato qualche clamore. Se veramente non dovesse mai essere radiotrasmessa, allora non si potrebbe che avere l'ennesima conferma del continuo declino dell'Orinale, pardon Comunale, di Bologna. 

martedì 21 maggio 2013

Un pezzo di pizza pazza in un pozzo che puzza.

Oggi ho incontrato una mia amica ventisettenne melomane reduce dalla serata commemorativa dei 250 anni del Comunale, che mi ha riferito chiaro e tondo di non essersi mai annoiata così tanto in uno spettacolo lirico. Ricordo che, per la cronaca, martedì 14, si dava nel suo primo allestimento moderno, l'opera "Il trionfo di Clelia" di Gluck, ovvero il lavoro con il quale, a suo tempo, venne inaugurato il Teatro Comunale di Bologna. Rammentandomi di avere già manifestato in questa sede le mie perplessità al riguardo di questa riesumazione, soprattutto dopo avere letto quanto riportato nell'opuscolo riguardante l'attuale stagione del Comunale, in particolare riguardo alle scelte registiche dell'allestimento, l'opinione espressa dalla mia giovane amica, sembrerebbe confermare in pieno le mie più nefaste previsioni, a cominciare dall'allestimento scenico modernamente astruso, che l'interessata ha definito 'incomprensibile', oltrechè di avere trovato la musica decisamente noiosa. In attesa di ulteriori verifiche, se è vero che quest'opera, dopo la sua prima assoluta di 250 anni fa, pur essendo di un autore importante nella storia del teatro lirico, a cui ha donato dei capolavori assoluti in seguito, non era mai più stata ripresa fino ad oggi, viene quanto meno il dubbio che, salvo colossali abbagli sempre possibili, ci debbano essere delle valide ragioni che ne giustifichino la sparizione. Per cui, pur prendendo con beneficio d'inventario le opinioni della mia giovane amica e nella speranza di ulteriori verifiche ed eventuali trasmissioni radiofoniche che mi consentano di farmi un'opinione personale, se il suo giudizio negativo venisse confermato, allora non si potrebbe che constatare amaramente come si sia sprecata un'altra occasione, trasformando la celebrazione di un anniversario in un funerale d'infima classe, dopo essersi risollevato un poco con la recente "Norma", propinando ai melomani una bella 'pizza', che probabilmente era meglio lasciare nel dimenticatoio. Insomma, il Comunale sembrerebbe ritornato l'Orinale, che sprecando soldi in tempi di crisi, ti appioppa una sòla, alla fine rendendo un pessimo servizio anche a Gluck medesimo. Se proprio così fosse, stiamo tranquilli, è tutto nella 'norma'! Buonanotte a tutti! 

martedì 14 maggio 2013

Facezie.

Ieri sera, risentendo per l'ennesima volta alla radio, il preludio al pomeriggio di un fauno di Debussy, mi è ritornato in mente che una volta ho conosciuto un simpatico tristanzuolo bolognese che si piccava di essere un fine intenditore, dichiarare spudoratamente che Debussy compose questo brano (che, pure essendo stato composto nel 1894, viene considerato come una sorta di apripista per la musica moderna, stante la sua particolarità, a cominciare dall'agogica fluttuante) pensando 'al fauno col cazzo duro'; scusatemi per il turpiloquio, ma in questo caso la citazione è, ahimè, proprio letterale. Infatti, quando sgranai gli occhi mettendomi a ridere pensando ingenuamente che il soggetto scherzasse sia pure in maniera grossolana, il mentecatto s'infervorò ancora di più, arrivando ad arrabbiarsi, poichè mi rifiutavo di prenderlo seriamente. Alla fine dovetti arrendermi all'evidenza, lasciando cadere il discorso, poi non ci si meravigli se a volte cado in profonde crisi depressive, per fortuna che attualmente ne sto alla larga da simili ossessi! / Negli anni '50 a Bologna, di prima mattina, un gruppetto di giovani appassionati fa la fila alla biglietteria del Comunale per assicurarsi dei posti in loggione per il concerto serale. Quella sera era prevista l'esibizione del grande Arturo Benedetti Michelangeli. E difatti la sera il gruppetto si sistema in loggione in attesa, senonchè poco dopo l'orario d'inizio, sbuca un addetto da dietro le quinte, annunciate che, quella sera, causa indisposizione del maestro, il concerto non avrebbe avuto luogo. Al che, uno del gruppetto, sornione, dice rivolgendosi agli altri: "Se venite con me, ve la faccio vedere io l'indisposizione del maestro!", inducendoli a seguirlo all'esterno del teatro e appostandosi tutti nei paraggi dell'ingresso retrostante. Dopo un poco di attesa, ecco uscirne il 'maestro', visibilmente ubriaco fradicio, sorretto a spalla da 2 nerboruti addetti che lo trascinano via...... / Il direttore d'orchestra Franz Konwitschny (il cui figlio Peter, è attualmente noto come regista teatrale e lirico) era conosciuto dagli amici col nomignolo di 'Konwhisky', chissà com'è! / Otto Klemperer, la notte era solito ubriacarsi di birra, infastidendo i passanti per strada e facendosi regolarmente arrestare, passando sovente la notte in guardina. Inoltre, essendo un impenitente donnaiolo, succedeva spesso che il cornificato di turno, irrompesse nel bel mezzo delle prove orchestrali, gonfiandolo di botte come una zampogna, sotto gli sguardi esterrefatti dei musicisti. Spesso era costretto ad accettare incarichi defilati in teatri di provincia, proprio per sfuggire all'ira di coloro che cornificava!

sabato 11 maggio 2013

Riflessioni inevitabili.

Disquisizioni intorno alla musica colta, con particolare riferimento alla realtà contemporanea. Già, così a suo tempo ho intitolato il mio blog, ma purtroppo, se rileggo i miei ultimi scritti, direi proprio che la realtà contemporanea mi stimoli poco o niente, visto che, monotanamente, non faccio altro che ripetermi all'infinito, così come alla fine trovo stancante non trovare quasi mai nulla di positivo nell'attuale ambito musicale, pur non rinnegando affatto il mio pensiero al riguardo, tutt'altro! Proprio per questo, ovvero per il fatto che la realtà contemporanea, forse sarà anche per via della mia arteriosclerosi galoppante, della vecchiaia che avanza con relativa demenza senile e compagnia bella, non mi fornisca alcuno stimolo positivo, inducendomi al contrario alla depressione più cupa, che, incerto se valesse la pena di proseguirlo questo blog, ho alla fine deciso, salvo eccezioni, di cambiarne l'assunto, ovvero di dedicarlo strenuamente, scientemente ed esclusivamente, alla pornografia più smaccata, al fine di rialzarne le sorti (e non solo quelle!), per uscire definitivamente da questo clima di ammosciamento generalizzato con relativo spappolamento testicolare!!! In realtà stavo scherzando, anche se fino ad un certo punto, nel senso che, d'ora in avanti, cercherò di dare uno spazio preminente a faccende eminentemente musicologiche o quanto meno più concentrate sulla musica in quanto tale, almeno nelle intenzioni e limitatamente alle mie scarse capacità in materia, magari rischiando forse anche più di prima di tediare eventuali lettori, ma visto che la realtà contemporanea è quello che è e non ci si può fare alcunchè (e fa pure rima), soltanto qualora ne ricevessi stimoli inusuali ne tornerò a disquisire, altrimenti non farei altro che ripetermi stancamente all'infinito, annoiandomi io per primo. Tra le ideuzze che avrei in mente, a parte proseguire la mia indagine su Bruckner, avrei voglia di trattare ampiamente riguardo alla decima sinfonia di Mahler, così come di dedicarmi nel mio piccolo a trattare di compositori di musica da film come Herrmann, Easdale, Korngold, Waxman e altri, semprechè le circostanze e le mie frequenti crisi depressive me lo consentano, anche se in tali evenienze potrebbe rivelarsi tonificante proprio il discettare senza peli sulla lingua di sana pornografia, dando sfogo al mio intimo di vecchio erotomane sbrindellato (sto scherzando di nuovo, o no?). Quanto vorrei averlo, questo giardino da coltivare, lasciando che il mondo si sfracelli gaiamente per conto proprio, sarò vigliacco, ma tanto non c'è rimedio. Un porno al giorno leva il sessuologo di torno (sto proprio delirando, ahimè!). Oggi non so perchè, mi sento decisamente suonato, in più ho anche una fastidiosa allergia da polline, sono un vecchio rimbambito stonato! Rimaniamo comunque fiduciosi nelle magnifiche sorti e progressive e facciamo gli scongiuri!

venerdì 10 maggio 2013

Corbellerie assortite.

Devo essere sincero, il cambio di programma di ieri sera su Radiotre, non mi è dispiaciuto affatto, anzi! Al posto di una "Stanza della musica" con un programma musicale che aveva forti probabilità di risultare banale e scontato, è stato trasmesso in differita, un concerto sinfonico proveniente dalla Radio della Svizzera Italiana, con delle musiche, almeno in parte senz'altro più desuete dell'usuale. Gli interpreti erano il violoncellista Miklos Pereny, l'orchestra della Svizzera italiana e il direttore Heinz Holliger, in un programma comprendente l'ouverture "Le Naiadi" di William Sterndale Bennett, il concerto per violoncello di Schumann, l'elegia per violoncello e orchestra di Faurè e "Ma mère l'oye" di Ravel nella sua versione più estesa in forma di balletto. In particolare il brano di Bennett (1816-1875), è stato una piacevolissima scoperta, pur nei limiti di un'evidentissimo stilema mendelssohniano, meritevole senz'altro di essere riproposto, per non dire anche del bel pezzo di Faurè, ingiustamente negletto. Comunque, anche i 2 brani più conosciuti, ovvero quelli di Schumann e di Ravel, sono forse comunque meno inflazionati di quelli che avrebbero dovuto costituire originariamente il cartellone di Radiotre, ieri sera. Poichè era prevista, nello studio A di via Asiago, l'esibizione in diretta dell'ennesima giovanetta promettente, la pianista Leonora Armellini, in un programma tutto chopiniano (e dubito che si trattasse almeno delle sue musiche meno note), ma guarda un pò che grande originalità e coraggio nelle scelte, come del resto la stragrande maggioranza dei suoi colleghi. Per fortuna che una provvidenziale indisposizione le avrebbe impedito di ammanirci la solita minestra, almeno io la penso così. Ribadisco per l'ennesima volta che a me questi giovincelli che mi sembrano tutti prefabbricati con lo stampino, li trovo già vecchi nell'animo nel loro voler pervicacemente perseguire strade già ampiamente ribattute, per comodità, opportunismo o chissà cos'altro. Se già da giovani ci si dimostra così conformisti, allora il futuro non potrà che essere nero. Se anche nei secoli passati ci si fosse comportati tutti in tal guisa, non ci sarebbe mai stata alcuna evoluzione nel linguaggio musicale, come ho già affermato in precedenza, non per niente trovo che il clima culturale e musicale odierno sia caratterizzato da una decisa involuzione. Viviamo in un'epoca decisamente reazionaria, ed essere un comune mortale, ti pone in una condizione troppo atroce, insostenibile. / Come ho già detto precedentemente, io mi sento innanzitutto un musicofilo che in conseguenza di ciò è diventato discofilo, bibliofilo e audiofilo, ma ho dovuto constatare che per gli altri le cose stanno assai diversamente. Qui come al solito, si va a compartimenti stagni, col tempo ho dovuto constatare che, fra i musicofili, coloro che vanno a teatro e nelle sale da concerto, non necessariamente sono anche acquirenti di dischi e viceversa, così come coloro che ascoltano la musica attraverso la radio e la televisione non sono interessati alla musica dal vivo e viceversa, così come ci sono audiofili sfegatati minimamente interessati alla musica in sè e viceversa, molti poi non leggono libri e riviste specializzate, insomma come al solito, anche in questo ambito si va ognuno per i cavoli propri, il che è la norma. / Nell'ultimo numero di "Audiophile Sound" attualmente in edicola, vi è allegato un cd con la 4^ di Mahler diretta da Paternostro, peccato che questo stesso disco fosse già stato proposto, anni fa, allegato ad un numero della defunta "Cd classica", diretta sempre dall'ineffabile Pierre Bolduc, ahi ahi! / Lo so che ci faccio la figura del rompiscatole, ma, credetemi o no, mi piacerebbe tanto di trovare qualcosa di positivo di cui parlare, se i tempi sono grami, la colpa non è mia!

giovedì 9 maggio 2013

Note scarse.

Ieri sera Radiotre ha trasmesso in differita un concerto sinfonico che ha avuto luogo al Manzoni di Bologna, il 17 gennaio scorso, con i complessi del Comunale diretti da Arturo Tamayo (maestro del coro Andrea Faidutti) e la partecipazione nei primi 2 brani del programma, del soprano Carole Sidney Louis. Detto concerto comprendeva, nella prima parte, il monodramma "Erwartung" di Schoenberg, seguito dal preludio e morte d'Isotta dal "Tristano" di Wagner, mentre la seconda era interamente occupata dal balletto "Il mandarino miracoloso" di Bartòk. Poco da dire sul livello complessivo della serata, senz'altro buono, anche se soprano e direttore mi sono parsi più a loro agio in Schoenberg che in Wagner, così come ho trovato quest'ultimo un poco discontinuo in Bartòk; non potrei giurarci, ma mi sembra che in questo caso siano stati operati anche dei piccoli tagli; un sospetto di bilancino ce l'ho, la 1^ parte è durata circa 38' in totale, la 2^ circa 34'. Il discorso che vorrei fare, o meglio riprendere è un altro; a giudicare dagli applausi in sala, tanto per cambiare, il pubblico non doveva essere numerosissimo, ti pareva! Il programma proposto, nonostante i brani non fossero certo sconosciuti, era senz'altro inconsueto stante la nostra arretratezza culturale, ma come al solito, la risposta del pubblico è stata sconsolante. In particolare il brano di Schoenberg ha avuto degli applausi decisamente tiepidi. Tutto nella norma, come sempre! Il sole splende sulla nostra patria! Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare! Siamo un paese balneare! / Riguardo ai dischi a 78 giri, tanto per dire che certi vizi dell'industria discografica datano da tempi remoti, sappiate che quello che distingue a colpo d'occhio un 78 giri prodotto prima della 2^ guerra mondiale, da uno prodotto a partire dall'immediato dopoguerra, è lo spessore e quindi il peso: quelli anteguerra pesavano 400-420 grammi, quelli successivi 360 grammi.

Quisquilie.

E' da poco più di un paio di anni che scrivo, sia pure a fasi alterne su questo sito, ma mi riesce un poco difficoltoso tracciarne un primo bilancio. Per certi versi, stante l'argomento non certo popolare che mi sono scelto, i risultati, stando almeno alle semplici visualizzazioni risultanti dalle statistiche, anche se di attendibilità molto relativa, sarebbero comunque superiori alle mie aspettative, visto il nefasto clima generale. Ma purtroppo la cronica assenza di qualsivoglia commento da parte di ipotetici lettori, salvo quei 3 piuttosto generici praticamente sollecitati dal sottoscritto, mi spiazza parecchio, così come il capire quali scritti siano stati più o meno graditi, visto che anche in questo caso, la rilevazione statistica non mi sembra completamente attendibile, per ragioni sulle quali, per il momento, non mi dilungo. L'unico lato positivo della faccenda, sembrerebbe, salvo smentite, l'assenza di spam, forse anche perchè l'argomento musicale da me prescelto, intimidisce anche i cosiddetti spammer, stante la sua specificità. Insomma, potrei dire di essere il migliore antispammer di me stesso, almeno fino ad ora. Questo però è l'unico aspetto positivo che rilevo, per il resto trovo la conseguente mancanza di interazione, alquanto frustrante. D'altronde mi accorgo che, se esploro altri siti ed altri forum di argomento simile, mi accorgo, il più delle volte, di quanto la carne al fuoco sia assai scarsa, per cui alla fine mi consolo almeno un poco. Peraltro, la mia intenzione era comunque quella di tentare qualcosa di diverso dagli altri blog, imperniati prevalentemente su politica, economia, giornalismo, cucina, viaggi, turismo, pettegolezzi, considerazioni sulla vita e compagnia bella. Per me non avrebbe avuto alcun senso seguire strade già troppo trafficate, fare un inutile doppione di ciò che la rete già ci vomita addosso con fin troppa generosità; credo di essere quantomeno, fra i pochissimi non addetti ai lavori, ad aver intrapreso una cosa del genere, anche se questo mi rende più difficoltoso trovare nuovi spunti. Io credo proprio che soprattutto nei momenti di crisi, anzichè seguire la massa, ci si debba ingegnare a tentare qualcosa di diverso, anche a costo di sbatterci il grugno, per avere una vaga speranza di venirne fuori in qualche maniera, altrimenti è inutile. Ma purtroppo la massa idiota, se pensa che un qualsivoglia settore possa offrire anche solo un ipotetico sbocco, ecco che regolarmente ci si butta a capofitto, portando conseguentemente quel settore a rapidissima saturazione, cosa inevitabile se tutti ci si mette a fare le stesse cose. Mi consola anche il fatto che, altre persone che come me gestiscono un blog, pur essendosi scelti argomenti più frivoli, alla fine abbiano ottenuto risultati persino inferiori ai miei, peraltro non eclatanti in senso assoluto. Certo purtroppo, per quel che concerne il confronto con le persone, all'atto pratico anche il virtuale, cioè la rete, si è rivelato altrettanto deludente del reale, ma effettivamente che altro mi sarei dovuto attendere? Così come si è rivelata una bugia assoluta il fatto che se si fanno affermazioni errate in rete, c'è sempre subito qualcuno che ti corregge, un corno! Qui l'unico che se ne accorge è solo quell'idiota del sottoscritto, in realtà potrei scrivere tranquillamente anche le peggiori corbellerie, che tanto nessuno ci fa caso. La cosa si presterebbe a riflessioni sconsolanti che mi porterebbero troppo lontano, mi limito solo a dire che fra le mie "perle", ho parlato di un impresario teatrale che ha lanciato il giovane Verdi chiamandolo Sperelli anzichè Merelli, ho parlato di un concerto sinfonico al Manzoni di Bologna, dicendo che iniziava con Intègrales e invece si trattava di Offrandes, sempre di Varèse, ma ne ho fatti degli altri senza dubbio, ancora più gravi. Se poi consideriamo che in questo insulsissimo paese, ogni volta che arriva la cosiddetta bella stagione, tutto si svolge all'insegna del consueto disimpegno, ossia dello svaccamento più totale, diventando imperativo categorico mandare in vacanza anche il cervello, almeno per chi ne possiede ancora uno, hai l'ennesima conferma di una nazione eternamente sclerotizzata nei suoi triti rituali, insomma di un'Italia che non vuole proprio cambiare, manco a morire. Sono stanco di sentirmi l'inerme passeggero di una nave che sta colando a picco, io vorrei smettere di meritarmelo questo paese, ma evidentemente i miei simili sono di ben altro avviso! Fra i triti rituali tipici del periodo, vi sono anche queste mandrie, orde barbariche di sedicenti studenti, che infestano le città con i loro lavativissimi docenti, forse ancora più scansafatiche degli stessi ragazzi. Ma quando mai si terranno lezioni in queste scuole sfornanti somari titolati, se sono o in sciopero, o sempre in giro a bighellonare? E anche stavolta, non diamo tutta la colpa allo stato canaglia!

mercoledì 8 maggio 2013

Pillole (ma non di saggezza, purtroppo per me!).

Altrochè se gli anni passano, esternamente puoi anche dimostrarne di meno, ma ciò non toglie che la faccenda abbia le sue conseguenze inesorabili e inevitabili. Me ne sono per l'ennesima volta reso conto l'altra sera, quando ogni volta che dovevo posizionare la puntina all'inizio della facciata del disco, mi ci voleva una buona mezz'ora per trovare la posizione giusta e sì che il mio giradischi è dotato di lampada periscopica, così come lo stabilizzatore dinamico della mia testina reca incisa una tacca per il posizionamento della puntina. Ma quando, col passare del tempo, ti si acuiscono i problemi di vista, tipo miopia, astigmatismo, congiuntivite cronica con inizio di cataratta, tanto per non farsi mancare alcunchè, che già ti creano difficoltà anche solo nel poggiare il disco sul piatto, ecco che ringrazi il cielo che sia stato inventato anche il cd, con la sua maggiore comodità operativa. Il giradischi, insomma, è un oggetto per audiofili in perfetta salute, il chè col passare degli anni diventa sempre più difficile. In linea teorica la presenza di eventuali automatismi, potrebbe attenuare il problema, senonchè questi ultimi, per mia esperienza, oltre a degradare sensibilmente il suono, non sono mai del tutto precisi ed affidabili, per cui è comunque giocoforza, nel trascorrere dell'esistenza, ricorrere sempre più alla comodità operativa del dischetto digitale, tantopiù che il suo complessivamente maggiore minutaggio totale, consente di salvaguardare maggiormente la continuità musicale delle composizioni più estese, soprattutto nelle sue evoluzioni tecnologiche da cd a dvd e a bd. Questi sono aspetti non secondari da tenere in considerazione nell'eterna diatriba fra supporti analogici e digitali. Questi ultimi mi sembra anche che 'digeriscano' meglio anche le composizioni per organici vastissimi, mentre mi sembra che, a volte l'analogico manifesti, in questi casi, dei limiti di 'contenimento fisico'. / Le cosiddette stampe speciali su vinile vergine, se vogliamo dirla tutta, celano in sè una mistificazione, poichè in realtà dovrebbero rappresentare la norma per tutte le stampe commerciali. Il fatto è che così operando, si trova il sistema per giustificarne il prezzo più elevato in commercio. I primi dischi microsolco in vinile, introdotti nel 1948 dalla Columbia/CBS in America, avevano un peso di 180 grammi, equivalente alla metà del peso, 360 grammi, dei coevi 78 giri, quindi quello inizialmente era il peso corrente delle stampe dell'epoca. Il concetto di stampa speciale è stato introdotto, mano a mano che, col passare del tempo, le case discografiche assottigliavano sempre più, per motivi biecamente commerciali, le stampe dei loro titoli (come per esempio, nel caso dei famigerati 'Dynaflex' introdotti dalla Rca americana nei primi anni '70, flessibilissimi, sottilissimi come un'ostia, rumorosissimi, ma spacciati come un'innovazione migliorativa!). Ecco che si sono avute ristampe speciali da 210, 200, 180, 150, 125, 90 grammi, di conserva al progressivo alleggerimento e assottigliamento delle stampe commerciali. Inoltre la grammatura, ossia il peso e lo spessore del vinile, non è l'unico fattore a determinarne la qualità, ma anche il fatto che il vinile utilizzato sia interamente vergine, ossia non riciclato da precedenti scarti di lavorazione. Va da sè che, nelle stampe commerciali, col tempo, la percentuale di vinile riciclato fosse progressivamente sempre più superiore a quella di vinile vergine, se a ciò aggiungiamo pure il passaggio dai controlli di qualità manuali a quelli automatici (ovvero disastrosi!), le volute trascuratezze in materia di immagazzinamento, stoccaggio e confezionamento, ci rendiamo conto di quanto siamo stati (e veniamo presi tutt'ora) per i fondelli! E non diamo sempre la colpa alla crisi, anche in questo caso! / Ho rinvenuto degli lp Dg 'italiani', recanti la sigla D.R. con sotto la sigla SIAE,  nel riquadro a sinistra, sull'etichetta; inoltre, ho individuato dei Dg, dalla nazionalità di stampa non identificabile sull'etichetta, recanti in basso la scritta "Polydor International", mah!.....

Bazzecole e pinzillacchere.

Questo mese ricorrono almeno 2 anniversari importanti, almeno sulla carta: il 14 maggio 1763, con la prima rappresentazione assoluta de "Il trionfo di Clelia", dramma per musica in 3 atti di Christoph Willibald Gluck su libretto di Pietro Metastasio, con scene e costumi di Antonio Galli Bibiena, si inaugurava proprio 250 anni fa il Teatro Comunale di Bologna, progettato proprio dallo stesso architetto Bibiena. Dopo di allora, quest'opera sembra non sia mai più stata rappresentata e quindi proprio martedì 14 alle ore 20, dovrebbe avere, in una nuova edizione critica appositamente realizzata per l'occasione, la sua seconda rappresentazione assoluta, oltretutto nello stesso luogo per cui venne realizzata originariamente. Speriamo bene che si tratti di una riesumazione degna di nota, che vada ben al di là dell'occasione contingente così come spero, prima o poi, almeno tramite Radiotre, di poterlo verificare almeno con le mie orecchie, una volta tanto che non si va a pescare nella solita minestra. L'unica cosa che, al momento, mi mette un poco in apprensione, è quanto si legge riguardo ai criteri registici adottati, stando all'opuscolo ufficiale dell'attuale stagione del Comunale. A pag.6, nelle note del consulente artistico Nicola Sani si legge testualmente: "Occasione preziosa per la riscoperta di un titolo di rarissima esecuzione, presentato in una veste semplice e innovativa (sic!) dal giovane regista inglese Nigel Lowery." Più oltre a pag.19, nelle note anonime a fianco della locandina degli interpreti si aggiunge: "In questa nuova produzione, che ambienta l'azione in un parallelismo tra il mondo classico e i moti rivoluzionari dei primi decenni del ventesimo secolo (sic!), la regia e le scene sono affidate al giovane regista inglese Nigel Lowery......" Insomma il rischio di doversi sciroppare l'ennesima regia teatrale modernamente astrusa come da norma, mi sembra dietro l'angolo, per cui speriamo che l'occasione preziosa non si riveli, alla fine, come l'ennesima occasione sprecata. Purtroppo, se penso a quello che ho visto e sentito sia attraverso Radiotre che Rai5, degli spettacoli più recenti del Comunale (Trovatore, Macbeth, Olandese Volante, mentre sorvolo sulla Norma, non avendola ancora ascoltata), stante il livello complessivamente non esaltante, questo non m'induce a essere ottimista, anzi direi proprio che i 250 anni, il Comunale, li porta decisamente malissimo, salvo smentite. Vedremo e soprattutto, sentiremo! Ma il fatto è che la resa artistica dei complessi corali e orchestrali del teatro, risente moltissimo del livello di chi li dirige, essendo stata massima come testimoniato anche dalle incisioni discografiche, quando a dirigerli c'era un certo Riccardo Chailly, mentre già con Daniele Gatti, si andava più a corrente alternata, ovvero a buone riuscite si affiancavano anche serate mediocri, in cui il nostro, mi si passi il bisticcio, dirigeva da cani! L'attuale direttore stabile, figlio guarda caso del sovrintendente del Festival Rossini di Pesaro, non è secondo me la guida ideale per questi complessi, in quanto interpretativamente ancora acerbo, anche se riconosco che la sua direzione della bellissima "Matilde di Shabran" proprio al Festival Rossini, mi è sembrata una delle rare volte in cui desse un'interpretazione più convincente. Tra l'altro proprio quest'anno dovrebbe affrontare la sfida enorme rappresentata dal "Guillaume Tell" nella stessa sede, in agosto, per cui incrociamo le dita! Il secondo anniversario a cui volevo accennare, riguarda la prima rappresentazione assoluta di quello che è il capolavoro simbolo di tutto il '900 musicale, ovvero la tumultuosa prima de "Le sacre du printemps" di Stravinski, avvenuta il 26 maggio 1913, ovvero 100 anni fa. Pensare che una musica del genere stia per tagliare il traguardo del secolo di vita, produce un singolare effetto. Aspettiamoci anche, come trita consuetudine in questi casi, che le varie istituzioni musicali, approfittino dell'occasione, per riproporci questo brano arcinoto e strainciso, fino alla nausea, intanto già venerdì scorso si è riascoltato nella seconda parte del concerto dell'orchestra sinfonica della Rai, in più ne sono già uscite recentissimamente altre 2 ennesime edizioni discografiche ma, faccenda curiosa, in video, ossia in dvd, non è reperibile alcuna edizione in forma di balletto, ossia con tanto di danzatori e coreografia, trovandosi esclusivamente poche riprese di esecuzioni in forma concertistica, cosa abbastanza singolare se raffrontata alla pletora di edizioni discografiche. Sempre tutto nella norma!